Un ritorno al futuro che affonda le radici nella storia della televisione italiana. Con una cerimonia ufficiale è stata posata la prima pietra del nuovo centro di produzione multimediale della Rai a Milano, un evento che segna il ritorno del servizio pubblico radiotelevisivo negli spazi della Fiera, là dove tutto ebbe inizio. Il progetto, che sarà operativo a partire dal 2029, si inserisce in un più ampio piano di rigenerazione urbana dell’area ex Fiera, promosso e finanziato interamente da Fondazione Fiera Milano con un investimento complessivo di 120 milioni di euro.

Un Polo Produttivo all’Avanguardia

Il nuovo complesso sorgerà nell’area compresa tra via Colleoni e via Gattamelata e si preannuncia come un polo produttivo di ultima generazione. La struttura occuperà una superficie totale di circa 65.000 metri quadrati. Il progetto, firmato dallo studio di architettura Lombardini22 e realizzato da CMB in Rti con Gianni Benvenuto Spa, prevede la costruzione di due corpi principali:

  • Un edificio per uffici di 15.000 metri quadrati, distribuito su sei livelli fuori terra.
  • Un’area dedicata alla produzione con 10 sale di registrazione all’avanguardia, con superfici variabili dai 290 ai 1500 metri quadrati, progettate per rispondere alle più moderne esigenze multimediali.

Il tutto poggerà su un piano interrato comune, adibito principalmente a parcheggi. Questo nuovo hub consentirà alla Rai di concentrare in un’unica sede le attività produttive attualmente dislocate tra lo storico palazzo di Corso Sempione e la sede di via Mecenate, che verranno messe in vendita.

Sostenibilità e Innovazione Tecnologica

L’edificio non sarà solo un centro di produzione, ma un vero e proprio esempio di architettura sostenibile. Il progetto risponderà ai più elevati standard ambientali, puntando a ottenere la certificazione LEED Gold e rispettando i Criteri Ambientali Minimi (CAM). La struttura sarà dotata di elevate prestazioni termiche e acustiche, a testimonianza di un impegno concreto verso l’efficienza energetica e la sostenibilità ambientale. Come sottolineato dall’Amministratore Delegato Rai, Giampaolo Rossi, il nuovo centro “viene costruito con i più avanzati criteri tecnologici, di sostenibilità, in linea con le nuove modalità di lavoro, per garantire una migliore efficienza economica, funzionale e ambientale”.

Un Accordo Strategico per il Futuro

L’operazione nasce dall’accordo siglato nel dicembre 2023 tra Fondazione Fiera Milano e la Rai. L’intesa prevede un contratto di locazione della durata di 27 anni, con un canone annuale indicizzato di 5,9 milioni di euro. Questo accordo strategico permetterà alla Rai di disporre di un asset immobiliare moderno e funzionale, ottimizzando i costi e le risorse.

Le Voci Istituzionali: Un Progetto per la Città e il Paese

Alla cerimonia di posa della prima pietra erano presenti le massime cariche istituzionali. Giovanni Bozzetti, presidente di Fondazione Fiera Milano, ha definito l’evento non solo come la posa di una pietra, ma come “un ritorno al futuro”. “Qui, dove la Rai è partita, oggi torna per costruire non solo un edificio, ma un’infrastruttura culturale e industriale”, ha affermato Bozzetti, sottolineando il valore del progetto per lo sviluppo della città.

L’Amministratore Delegato Rai, Giampaolo Rossi, ha parlato di “una giornata simbolo della grande trasformazione che Rai sta compiendo per affacciarsi al futuro con visione e spinta innovativa”. Ha ricordato il legame storico di Milano con la televisione, sin dall’inaugurazione delle trasmissioni il 3 gennaio 1954.

Il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, ha evidenziato i benefici per la città, sottolineando che il progetto non prevede consumo di suolo e porterà nuova occupazione. Anche il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, ha espresso il suo plauso, definendo il nuovo centro “un punto di riferimento dell’informazione territoriale” e un vantaggio per tutto il servizio pubblico.

Un Ritorno alle Origini per Raccontare il Domani

Il legame tra la Rai e la Fiera di Milano è profondo. Già nel 1947, all’ingresso di Porta Domodossola, fu installata la prima antenna per le trasmissioni sperimentali. Questo ritorno non è solo un’operazione immobiliare, ma un atto dal forte valore simbolico: un ponte tra il passato glorioso della televisione italiana e un futuro digitale e multimediale. Il nuovo polo produttivo non sarà solo un luogo di lavoro, ma un’infrastruttura culturale destinata a produrre contenuti, identità e a raccontare l’Italia al mondo, consolidando la centralità di Milano nel panorama mediatico nazionale e internazionale.

Di veritas

🔍 Il vostro algoritmo per la verità, 👁️ oltre le apparenze, 💖 nel cuore dell’informazione 📰

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *