ROMA – Niente alibi, massima concentrazione e una fiducia incrollabile nel gruppo e nel suo condottiero. Sono queste le parole d’ordine con cui il presidente della Federazione Italiana Giuoco Calcio, Gabriele Gravina, ha voluto tracciare la rotta per la Nazionale italiana in vista degli spareggi cruciali per la qualificazione al prossimo Campionato del Mondo. In un intervento che sa di sprone e di richiamo alla responsabilità, il numero uno di Via Allegri ha messo a tacere le polemiche sulla mancata organizzazione di uno stage a giugno, trasformando una potenziale criticità in un punto di forza e di coesione.
Niente Stage, Nessun Alibi: La Linea di Gravina
La questione del calendario e della finestra di giugno, che non ha permesso di radunare gli Azzurri per un periodo di preparazione supplementare, è stata liquidata da Gravina con fermezza. “Forse qualcosa in più si poteva fare a giugno in fase di compilazione del calendario. Ma il fatto che non ci sarà lo stage non dà alibi a nessuno. Tanto meno al nostro mister“, ha dichiarato il presidente federale. Un messaggio chiaro, volto a responsabilizzare l’intero ambiente, dalla squadra allo staff tecnico. L’assenza del raduno, secondo Gravina, non deve diventare un pretesto, ma un’ulteriore motivazione a dare il massimo. Anzi, ha aggiunto, “ci rafforza“, sottolineando come la Federazione riponga “grande affidamento sulle nostre capacità interne“.
Gattuso, il “Padre Francescano” in Missione per l’Italia
Il cuore del discorso di Gravina è però la totale e incondizionata fiducia riposta nel Commissario Tecnico, Gennaro Gattuso. Il presidente ha elogiato il lavoro instancabile del CT, descrivendolo con una metafora suggestiva: “Rino ha scelto la veste del padre francescano, va in giro a cercare e trovare i calciatori“. Un’immagine che dipinge un allenatore costantemente in movimento, dedito alla causa azzurra in maniera quasi monastica, impegnato in un dialogo continuo e diretto con i suoi giocatori, ovunque essi si trovino.
Questo “pellegrinaggio” sportivo ha toccato diverse tappe fondamentali. “Con Gattuso parlo sempre, l’ultima volta ieri sera“, ha confidato Gravina, a testimonianza di un filo diretto costante. “Rino era a Londra con diversi calciatori che giocano in Premier“, un segnale tangibile di come l’impossibilità di fare lo stage non fermi il lavoro del CT, che si muove in prima persona per monitorare lo stato di forma dei talenti “emigrati” all’estero. Ma il raggio d’azione di Gattuso è ampio e non conosce confini: “è andato a trovare anche Retegui e poi ha parlato con Verratti. Farà lo stesso a Bergamo, Napoli, Roma“. Un tour de force per assicurarsi che ogni singolo elemento del gruppo si senta parte del progetto e sia nelle migliori condizioni possibili.
Monitoraggio da Club e Supporto Mentale: La Ricetta Azzurra
Il lavoro dello staff tecnico, sotto la guida di Gattuso, è paragonabile a quello di una squadra di club, con un’attenzione maniacale per ogni dettaglio. “I ragazzi selezionabili vengono controllati come fossimo in un club“, ha spiegato Gravina. Questo significa un monitoraggio costante non solo dal punto di vista fisico e della “tenuta atletica“, ma anche un cruciale “supporto mentale“.
La consapevolezza è che la sfida dei playoff si giocherà tanto sui nervi quanto sulle gambe. “Se superiamo momenti di criticità e paura, in condizioni normali la nostra nazionale è molto forte“, ha affermato il presidente. La forza mentale, la capacità di gestire la pressione e la paura di fallire saranno elementi determinanti per il successo. La FIGC e lo staff tecnico stanno lavorando per costruire un gruppo solido, coeso e consapevole delle proprie immense potenzialità, pronto a dimostrare il proprio valore quando conterà di più.
Bergamo, il Dodicesimo Uomo in Campo
Un ruolo fondamentale in questa delicata missione sarà giocato dal pubblico. Gravina ha voluto lanciare un appello diretto ai tifosi, in particolare a quelli di Bergamo, città che ospiterà la prima, decisiva partita del playoff. “Confidiamo nel grande aiuto del pubblico di Bergamo“. L’obiettivo è creare un’atmosfera incandescente, una spinta emotiva che possa trascinare gli Azzurri oltre l’ostacolo. La scelta di Bergamo non è casuale, ma mira a coinvolgere una delle piazze più calde e appassionate d’Italia, per trasformare lo stadio in una vera e propria fortezza azzurra. “Poi se dovesse andar bene la prima sappiamo che ci sarà grande convinzione da parte della squadra“, ha concluso Gravina, evidenziando come una vittoria iniziale possa innescare un circolo virtuoso di entusiasmo e fiducia, spianando la strada verso la qualificazione.
L’attaccamento alla maglia, dimostrato dai giocatori, è l’altro pilastro su cui si fonda l’ottimismo federale. La strada verso il Mondiale è in salita, ma l’Italia, guidata dal suo “padre francescano” e spinta dal calore del suo popolo, è pronta a lottare con tutte le sue forze per conquistare il pass per la competizione più prestigiosa.
