Roma – Il dado è tratto. Un altro capitolo della dinastia Maldini nel calcio italiano è pronto per essere scritto, questa volta con i colori biancocelesti della Lazio. Daniel Maldini è a tutti gli effetti un nuovo giocatore a disposizione di Maurizio Sarri. La giornata che ha sancito il trasferimento, iniziata di buon’ora, ha visto il giovane talento presentarsi presso la clinica di riferimento del club, Villa Mafalda, per sottoporsi ai rituali e approfonditi accertamenti medici. Terminate le visite con esito positivo, il figlio d’arte si è diretto verso il quartier generale di Formello per l’ultimo, decisivo atto: la firma sul contratto che lo legherà alla sua nuova squadra.
L’operazione, confermata ufficialmente sia dalla Lazio che dall’Atalanta, precedente detentrice del cartellino, si è concretizzata con una formula complessa e strutturata. Maldini si trasferisce nella Capitale con la formula del prestito oneroso, fissato a circa un milione di euro, con un diritto di riscatto che può trasformarsi in obbligo al verificarsi di determinate condizioni, tra cui la qualificazione della Lazio alle competizioni europee. La cifra per l’eventuale acquisto a titolo definitivo si aggira intorno ai 13-14 milioni di euro. Il contratto sottoscritto dal giocatore potrebbe avere una durata fino al 2030, a testimonianza di un progetto a lungo termine.
Un jolly tattico per lo scacchiere di Sarri
L’arrivo di Daniel Maldini (24 anni, nato l’11 ottobre 2001) offre a Maurizio Sarri una preziosa pedina per la sua batteria offensiva. Dotato di un fisico imponente (1,88 m) e di un destro naturale, Maldini è un giocatore estremamente duttile, capace di ricoprire più ruoli sul fronte d’attacco. Nasce come trequartista, ma nel corso delle sue esperienze in Serie A ha dimostrato di sapersi adattare con efficacia anche come seconda punta o esterno offensivo.
Proprio questa sua versatilità sembra essere la chiave del suo acquisto. Le indiscrezioni più recenti suggeriscono che Sarri possa avere in mente per lui un progetto ambizioso: trasformarlo in un “falso nove”, sulla scia di quanto fatto a Napoli con Dries Mertens. Un ruolo che potrebbe esaltare la sua tecnica e la sua visione di gioco, permettendogli di svariare su tutto il fronte offensivo e di creare spazi per gli inserimenti dei centrocampisti, un dogma del “Sarrismo”. Si tratta di una sfida affascinante, considerando che Maldini finora ha agito prevalentemente alle spalle di una punta o sulla fascia.
Il percorso di crescita e la ricerca della consacrazione
Crescere con un cognome così pesante sulle spalle non è mai semplice, ma Daniel ha intrapreso un percorso di maturazione costante. Dopo l’esordio in Serie A con la maglia del Milan, ha cercato continuità attraverso una serie di prestiti che lo hanno visto protagonista con le maglie di Spezia, Empoli e, soprattutto, Monza. È in Brianza che ha mostrato le sue migliori qualità, collezionando presenze e gol importanti. Il passaggio all’Atalanta nella prima parte di questa stagione non ha dato i frutti sperati, con sole 9 presenze e nessun bonus a referto.
Ora, l’approdo alla Lazio rappresenta un’occasione d’oro per il definitivo salto di qualità. Arriva in una piazza esigente ma capace di esaltare il talento, sotto la guida di un maestro di calcio come Sarri che potrà affinare le sue qualità tecniche e tattiche. L’obiettivo è chiaro: trovare quella continuità di rendimento che finora è mancata e dimostrare di poter essere un protagonista nel calcio italiano, non solo per il nome che porta, ma per il valore che esprime in campo. Con la speranza dei tifosi laziali di vederlo in campo già venerdì sera, nel match casalingo contro il Genoa.
