Il rombo dei motori, la velocità che sferza il viso, il bianco accecante della neve e il rosso, colore della passione e di una chioma inconfondibile. Sono queste le pennellate decise che dipingono il ritratto di Eugenio Monti, un’icona dello sport italiano la cui storia rivive nel film TV “Rosso Volante”, atteso in prima serata su Rai 1 lunedì 23 febbraio. A vestire i panni del campione, con una mimesi che promette di essere non solo fisica ma anche emotiva, è l’attore Giorgio Pasotti, che di questo progetto è stato tenace promotore, oltre che sceneggiatore e interprete.

La pellicola, una coproduzione tra Rai Fiction, Wonder Film e Wonder Project, si preannuncia come un evento di grande richiamo, non solo per gli appassionati di sport, ma per chiunque ami le storie di resilienza, talento e umanità. La regia è affidata ad Alessandro Angelini, mentre la sceneggiatura porta le firme di Silvia Napolitano, Valerio Bariletti e dello stesso Pasotti, liberamente ispirata all’opera letteraria “Rosso ghiaccio: Eugenio Monti, dietro la leggenda” di Stefano Rotta.

Un campione nato tra le Dolomiti

Nato a Dobbiaco il 23 gennaio 1928, nel cuore di quelle Dolomiti che forgiano il carattere, Eugenio Monti è stato un uomo che ha fatto della velocità la sua cifra stilistica. Un talento naturale, irrequieto e poliedrico, capace di eccellere in ogni disciplina che richiedesse coraggio e rapidità. Il suo primo grande amore fu lo sci: a soli ventidue anni si impose come uno dei più grandi talenti della sua generazione, arrivando a battere un gigante come Zeno Colò. Ma il destino, a volte beffardo, gli chiuse la porta dello sci a causa di un grave infortunio ai legamenti di entrambe le ginocchia, per aprirgli il portone della leggenda nel mondo del bob.

Fu il grande giornalista Gianni Brera, nel film interpretato da un intenso Andrea Pennacchi, a coniare per lui il soprannome “Rosso Volante”: ‘Rosso’ per il colore dei suoi capelli, ‘Volante’ per quella capacità quasi soprannaturale di sfrecciare sulle piste ghiacciate, danzando con il pericolo. Nel bob, Monti divenne il più grande di tutti, un atleta capace di conquistare nove medaglie d’oro ai campionati mondiali e sei medaglie olimpiche.

Il gesto che valse più di una medaglia

Il film TV si concentra su un arco temporale cruciale per la carriera e la vita di Monti, partendo da un episodio che ne ha scolpito la figura nell’Olimpo del fair play mondiale. Siamo nel 1964, alle Olimpiadi Invernali di Innsbruck. Monti, a 36 anni, ha già un palmarès invidiabile, ma gli manca l’alloro più prezioso: l’oro olimpico. È determinato, quasi ossessionato da quell’obiettivo.

Tuttavia, durante la competizione, si accorge che il bob dei suoi principali rivali, i britannici Tony Nash e Robin Dixon, ha subito un danno: si è rotto un bullone. Senza esitazione, Monti smonta un bullone dal proprio bob e lo porge ai concorrenti. Quel gesto di incredibile lealtà sportiva permette agli inglesi di completare la gara e di vincere l’oro. Monti e il suo frenatore Sergio Siorpaes (interpretato da Stefano Scandaletti) si dovranno accontentare del bronzo.

Per questo suo atto, il Comitato Olimpico Internazionale gli conferì la medaglia Pierre De Coubertin, la più alta onorificenza per lo spirito sportivo. Un riconoscimento che per molti vale più di qualsiasi metallo prezioso.

La strada verso la gloria di Grenoble

L’episodio del bullone non è il punto d’arrivo, ma il motore narrativo di “Rosso Volante”. Il racconto segue Monti nei quattro anni successivi, un periodo di sacrifici, dubbi e un’incrollabile determinazione. L’obiettivo è uno solo: l’oro olimpico, quella medaglia che sembrava stregata. La narrazione culmina alle Olimpiadi di Grenoble del 1968, dove finalmente Eugenio Monti, all’età di 40 anni, riesce a coronare il suo sogno, vincendo non una, ma ben due medaglie d’oro, sia nel bob a due che nel bob a quattro.

Giorgio Pasotti, che per anni ha coltivato il desiderio di portare questa storia sul grande schermo, ha spiegato come la figura di Monti lo abbia folgorato: “Le Olimpiadi fanno emergere quegli sport di cui nessuno parla per quattro anni, e mostrano le gesta di atleti che passano la vita a rincorrere una medaglia”.

Un’anteprima d’eccezione per Milano Cortina 2026

“Rosso Volante” non è solo un omaggio a un campione del passato, ma un ponte verso il futuro dello sport italiano. Il film TV, infatti, è stato proiettato in anteprima assoluta il 24 gennaio a Cortina d’Ampezzo, inserito nel prestigioso programma dell’Olimpiade Culturale di Milano Cortina 2026. Un modo per legare la memoria di un eroe delle nevi, a cui è dedicata la pista olimpica di Cortina, all’imminente appuntamento che l’Italia si appresta a ospitare. La messa in onda su Rai 1 è fissata per il 23 febbraio, come annunciato durante la conferenza stampa di presentazione.

Nel cast, oltre ai già citati, figurano anche Denis Tantucci, nel ruolo della moglie di Monti, Linda Lee, e Maurizio Donadoni. Un insieme di talenti per raccontare una storia che, come sottolineato dall’assessore alla Cultura della Regione Veneto, Valeria Mantovan, “restituisce al pubblico una straordinaria storia di sport, etica e identità veneta”.

Di euterpe

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