SESTO SAN GIOVANNI (MILANO) – Un episodio a dir poco singolare ha rischiato di compromettere un importante momento di commemorazione a Sesto San Giovanni, alle porte di Milano. La cerimonia di posa delle pietre d’inciampo, piccoli monumenti a memoria delle vittime della deportazione nazifascista, è stata inizialmente annullata a causa dello smarrimento del pacco che le conteneva. Fortunatamente, dopo ore di apprensione, le pietre sono state ritrovate, anche se l’incidente ha comunque causato il rinvio di uno dei due eventi programmati.
La cronaca di un imprevisto che ferma la memoria
La notizia, che ha rapidamente fatto il giro del web e delle testate locali, è stata data inizialmente dall’Associazione Nazionale Ex Deportati (ANED) di Sesto San Giovanni-Monza. Con un comunicato carico di rammarico, l’associazione aveva informato la cittadinanza che le cerimonie di posa, previste per sabato 24 gennaio e per il 7 febbraio, erano state annullate. La causa? Un corriere incaricato della spedizione aveva smarrito il pacco contenente le preziose targhe in ottone. “Al momento del pacco disperso non si hanno tracce e quindi non è possibile sapere se e quando sarà ritrovato e consegnato”, scriveva l’ANED, lasciando un velo di incertezza e amarezza sull’accaduto.
L’imprevisto ha costretto il Comune di Sesto San Giovanni a cancellare ufficialmente gli eventi in calendario, gettando nello sconforto organizzatori e cittadini pronti a partecipare a un rito civile di grande valore simbolico. Le pietre d’inciampo, ideate dall’artista tedesco Gunter Demnig, sono un monumento diffuso in tutta Europa che mira a mantenere viva la memoria delle singole vittime della Shoah e delle deportazioni. Ogni pietra, un sampietrino ricoperto da una targa d’ottone, viene installata davanti all’ultima abitazione scelta liberamente dalla vittima, riportandone nome, anno di nascita, data e luogo di deportazione e, quando nota, la data di morte.
Il ritrovamento e le nuove prospettive
Dopo la denuncia dello smarrimento, avvenuta nella serata di giovedì 22 gennaio, nella giornata successiva è arrivata la notizia tanto attesa: il pacco contenente le 14 pietre d’inciampo era stato ritrovato. Il corriere ha rintracciato la spedizione e ha assicurato che la consegna sarebbe avvenuta nel più breve tempo possibile.
Nonostante il lieto fine, la cerimonia prevista per il 24 gennaio è stata inevitabilmente annullata. Tuttavia, come spiegato dal presidente di ANED Sesto San Giovanni-Monza, Alessandro Padovani, si nutre ora la speranza di poter confermare l’evento del 7 febbraio. La comunità potrà così riunirsi per onorare la memoria dei suoi cittadini deportati, riaffermando l’importanza di non dimenticare le pagine più buie della nostra storia.
I nomi che non devono essere dimenticati
Le 14 pietre d’inciampo ritrovate sono dedicate ad altrettanti cittadini di Sesto San Giovanni, le cui storie personali si intrecciano con la grande tragedia della Seconda Guerra Mondiale. Di seguito i nomi e i luoghi dove le pietre verranno (o sarebbero dovute essere) posate:
- MENEGATTI GUGLIELMO ERSILIO – Via Stoppani, 10
- MARCENARO RAFFAELE – Via Felice Cavallotti, 218
- NANETTI PALMIRO – Via Torino, 30
- PASQUINI GIUSEPPE – Viale Marelli, 327
- SALA BRUNO – Via Monte San Michele, 141
- GIANNONI GASPERO – Via Venezia, 25
- MANCIN ANTONIO – Via Breda, 46
- CELESTE BOLOGNESI – Via Breda, 20 (sostituzione pietra)
- LUCIANO MORGANTI – Via Pascoli, 13 (sostituzione pietra)
- TOSO CARLO – Via Risorgimento, 32
- DOSSENA PIETRO – Via Rovani, 291
- SIRONI GIUSEPPE – Via Fratelli Bandiera, 44
- PILLONI ETTORE – Viale Gramsci, 158
- GALLI TEODORO – Piazza Galli Teodoro 2
Questo episodio, pur risolvendosi positivamente, sottolinea la fragilità dei percorsi della memoria e l’importanza della cura e dell’attenzione che meritano. Ogni pietra d’inciampo non è un semplice oggetto, ma un simbolo potente, un ponte tra passato e presente che ci costringe a “inciampare” nella storia per non ripeterne gli orrori.
