Una sconfitta che sa di umiliazione, un 6-0 che brucia come un marchio a fuoco sulla pelle di una squadra e della sua gente. Il Torino esce dal campo del Como non solo con zero punti, ma con le ossa rotte, l’orgoglio ferito e la rabbia di una tifoseria che ha superato il limite della sopportazione. Quella che doveva essere una trasferta per cercare di invertire un trend negativo si è trasformata in un incubo, la quarta sconfitta consecutiva, che spinge i granata in una crisi profonda e apre scenari imprevedibili per il futuro tecnico e societario.

CRONACA DI UN DISASTRO ANNUNCIATO

La partita dello stadio Sinigaglia non ha praticamente mai avuto storia. Il Como di Cesc Fabregas, in stato di grazia e in piena corsa per un posto in Europa, ha letteralmente dominato un Torino apparso fin da subito fragile, svuotato e incapace di opporre la minima resistenza. I lariani hanno chiuso la pratica già nel primo quarto d’ora con le reti di Douvikas e Baturina, mettendo a nudo tutte le lacune di una difesa granata disastrosa, la peggiore del campionato con 39 gol subiti in 22 partite. Nella ripresa, il copione non è cambiato, con il Como che ha dilagato trasformando un rigore con Da Cunha, per poi arrotondare il punteggio ancora con Douvikas, Kuhn e Caqueret, per un passivo tennistico che non ammette repliche. Un parziale complessivo di 11-1 nelle due sfide stagionali tra le squadre che fotografa impietosamente il divario attuale.

LA RABBIA DEGLI ULTRAS: “ANDATE A LAVORARE”

La reazione del settore ospiti non si è fatta attendere. Già dopo la quinta rete dei padroni di casa, la curva granata ha smesso di cantare, un silenzio assordante che preannunciava la tempesta. Al fischio finale, la rabbia è esplosa: una cinquantina di tifosi ha scavalcato le barriere dirigendosi verso il campo per un confronto durissimo con la squadra. I giocatori, guidati dall’allenatore Marco Baroni, si sono avvicinati per un faccia a faccia teso, durante il quale sono volate parole grosse. I cori “avete rotto il c…” e “andate a lavorare” hanno accompagnato il mesto rientro dei granata negli spogliatoi, un segnale inequivocabile della rottura totale con la propria gente. La contestazione è poi proseguita anche al rientro della squadra al Filadelfia, dove una delegazione di tifosi ha avuto un confronto con il direttore sportivo Petrachi e il capitano Vlasic, chiedendo rispetto per la maglia e garantendo sostegno per la prossima, decisiva, partita contro il Lecce, ma avvertendo che in caso di mancata vittoria la contestazione esploderà.

BARONI SI ASSUME LA RESPONSABILITÀ, MA LA PANCHINA TRABALLA

Nel post-partita, il tecnico Marco Baroni si è presentato davanti ai microfoni assumendosi la piena responsabilità della disfatta. “Mi prendo io la responsabilità di questa sconfitta“, ha dichiarato a DAZN. “Abbiamo trovato una squadra che ci è stata superiore anche dal punto di vista fisico. Conosco solo una strada: stare ancora più compatti, più uniti e mettersi a lavorare a testa bassa”. Nonostante le parole di circostanza e la fiducia a tempo ribadita dalla società, la sua posizione appare ora estremamente precaria. Le voci di un possibile esonero si fanno sempre più insistenti, con il nome dell’ex Walter Mazzarri che inizia a circolare come possibile sostituto. La società, per il momento, ha optato per una soluzione drastica: squadra in ritiro a partire da lunedì per preparare la sfida salvezza contro il Lecce. Una decisione confermata anche dal capitano Nikola Vlasic, che ha parlato di “vergogna” e del “peggior giorno della carriera“, chiedendo scusa ai tifosi.

UNA CRISI CHE VIENE DA LONTANO

Il 6-0 di Como è solo la punta di un iceberg di una crisi che ha radici più profonde. I numeri sono impietosi: quarta sconfitta consecutiva, ottava nelle ultime undici gare, e una classifica che ora fa davvero paura, con la zona retrocessione distante solo sei punti. Al di là dei risultati, a preoccupare è l’involuzione del gioco, la mancanza di carattere e una fragilità mentale che ha portato la squadra a sciogliersi alle prime difficoltà, come ammesso dallo stesso Vlasic: “Dopo il rigore abbiamo mollato“. Il tracollo ha messo in luce le difficoltà di una squadra che sembra aver smarrito ogni certezza, compresi i nuovi innesti come lo spagnolo Obrador, apparso in grande difficoltà al suo esordio. La settimana che porta alla sfida con il Lecce si preannuncia rovente: il ritiro servirà a ritrovare compattezza e orgoglio, ma solo il campo potrà dire se questo Torino ha ancora la forza per rialzarsi da una delle pagine più nere della sua storia recente.

Di nike

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