Roma – Una scia di violenza e paura ha attraversato la periferia nord-ovest della Capitale. Due gravi episodi, avvenuti a poche ore di distanza l’uno dall’altro, hanno preso di mira gli autobus del trasporto pubblico, mettendo a repentaglio la vita di autisti e passeggeri e sollevando un’ondata di indignazione e preoccupazione per la sicurezza urbana.

Spari ad altezza uomo contro il bus 46B

Il primo e più grave episodio si è verificato nella serata di mercoledì, intorno alle 19:50, in via Francesco Giovanni Commendone, nel cuore del quartiere Torrevecchia. Un autobus della linea 46B dell’Atac, in servizio con a bordo l’autista e due passeggeri, è stato raggiunto da un colpo d’arma da fuoco. Il proiettile ha mandato in frantumi due finestrini del mezzo, attraversandolo da parte a parte. Fortunatamente, nessuno è rimasto ferito, ma la tragedia è stata sfiorata per una questione di centimetri.

L’autista, con grande prontezza di riflessi, ha immediatamente fermato il veicolo a circa cento metri dal punto dell’impatto, ha aperto le porte e ha fatto scendere i passeggeri per metterli in sicurezza. Subito dopo è scattato l’allarme alla centrale operativa dell’Atac, che ha allertato le forze dell’ordine. Sul posto sono intervenuti gli agenti del Commissariato Aurelio e la Polizia Scientifica per i rilievi del caso. La Procura di Roma ha aperto un’inchiesta per attentato alla sicurezza dei trasporti ed esplosioni pericolose. Gli inquirenti, coordinati dal procuratore aggiunto Giovanni Conzo, hanno sequestrato il mezzo per le analisi balistiche e stanno analizzando le immagini delle telecamere di videosorveglianza della zona per risalire all’autore del folle gesto. Un proiettile è stato ritrovato sul marciapiede e un bossolo sul lato opposto della strada, elementi che suggeriscono uno sparo a distanza ravvicinata.

Sassaiola a Primavalle: un’escalation di violenza

La notte di follia non si è conclusa a Torrevecchia. Circa due ore dopo, alle 22:35, un altro autobus della stessa linea 46B è stato bersaglio di un lancio di sassi mentre transitava tra via Pasquale II e via dei Monti di Primavalle. Anche in questo caso, un finestrino posteriore è andato in frantumi, ma per pura fortuna non si sono registrati feriti. Gli investigatori stanno valutando se i due episodi possano essere collegati, opera forse di una “gang” locale, o se si tratti di eventi distinti, figli dello stesso clima di degrado.

La reazione di Atac, sindacati e istituzioni

L’accaduto ha scatenato una dura reazione da parte di Atac, che ha definito gli episodi “gravi atti vandalici” e un “gesto inqualificabile”. L’azienda ha assicurato massima collaborazione con le forze dell’ordine e ha minacciato, in caso di reiterazione, la temporanea deviazione delle linee dai quartieri a rischio, creando un grave danno ai cittadini.

Immediata anche la mobilitazione dei sindacati. Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti e Ugl Fna hanno proclamato uno sciopero di quattro ore per la serata di giovedì, chiedendo un incontro urgente con il Prefetto e la sospensione del transito dei bus nelle zone a rischio fino a quando non saranno garantite adeguate condizioni di sicurezza. “La sicurezza non è negoziabile”, hanno tuonato le sigle sindacali.

Anche il mondo della politica ha fatto sentire la sua voce. Marco Bertucci, Presidente della Commissione Bilancio del Consiglio Regionale del Lazio, ha parlato di “aggressioni continue” e ha chiesto “un intervento di forza, urgente e ad alto impatto”. Sulla stessa linea l’assessore alla Mobilità di Roma Capitale, Eugenio Patanè, che ha definito gli spari “un fatto gravissimo, un gesto criminale che ha messo a rischio la vita del conducente, dei passeggeri e che colpisce un servizio pubblico essenziale”.

Un’emergenza sicurezza che viene da lontano

Questi episodi non sono un fulmine a ciel sereno, ma si inseriscono in un contesto di crescente allarme per le aggressioni al personale del trasporto pubblico. Da tempo gli autisti denunciano una “deriva di violenza e impunità”, soprattutto nelle periferie e sulle linee notturne. Si moltiplicano le richieste di misure concrete come:

  • Cabine di guida blindate
  • Bodycam per il personale
  • Pulsanti antipanico collegati direttamente con le forze dell’ordine
  • Maggiori controlli e presidi fissi nei capolinea e nelle aree più critiche

La politica locale si è mossa con la proposta di una mozione in Assemblea Capitolina per affrontare il problema in modo strutturale. Ma mentre le istituzioni studiano le contromisure, la paura tra chi lavora e viaggia sui mezzi pubblici romani cresce di giorno in giorno, con la consapevolezza che garantire la sicurezza degli autisti è il primo passo per garantire il diritto alla mobilità di tutti i cittadini.

Di veritas

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