Nel complesso universo della cognizione animale, una recente scoperta sta ridefinendo i confini di ciò che credevamo possibile nell’apprendimento canino. Uno studio rivoluzionario, parte del progetto internazionale ‘Genius Dog Challenge’, ha dimostrato che alcuni cani, dotati di un talento eccezionale, sono in grado di imparare nuove parole semplicemente ascoltando le conversazioni umane, un meccanismo di apprendimento sociale finora osservato principalmente nei bambini di circa 18 mesi. Questa capacità, che va ben oltre il classico comando “seduto” o “resta”, apre una finestra affascinante sulla mente dei nostri compagni a quattro zampe.

Gifted Word Learners: I “Cani Genio” con un Vocabolario Straordinario

La ricerca, condotta da etologi e ricercatori di prestigiose istituzioni come l’Università Eötvös Loránd di Budapest, si è concentrata su un gruppo ristretto di cani noti come ‘Gifted Word Learners’ (GWL), letteralmente “studenti di parole dotati”. Questi esemplari, spesso appartenenti a razze come il Border Collie, ma non esclusivamente, mostrano una predisposizione naturale e spontanea ad associare etichette verbali a oggetti specifici, come i loro giocattoli. Il caso di Shira, una Border Collie di nove anni capace di riconoscere oltre 300 giocattoli, è solo uno degli esempi sorprendenti emersi da questi studi. A differenza della maggior parte dei cani, che impara comandi legati ad azioni, i GWL costruiscono un vero e proprio lessico di oggetti, memorizzando nomi a un ritmo sorprendente e mantenendo tali conoscenze per lunghi periodi.

L’Esperimento: Apprendimento Diretto vs. Apprendimento Sociale Passivo

Per investigare i meccanismi alla base di questa abilità, gli scienziati hanno messo a punto un protocollo sperimentale ingegnoso. Lo studio, pubblicato sulla prestigiosa rivista Science, ha coinvolto un gruppo di cani GWL in due scenari di apprendimento distinti.

  • Scenario 1 (Interazione Diretta): In questa fase, il proprietario presentava al cane due nuovi giocattoli, ripetendone il nome più volte e incoraggiando l’interazione diretta. Questo metodo ricalca le sessioni di gioco e addestramento più tradizionali.
  • Scenario 2 (Apprendimento per “Origliamento”): Nella seconda condizione, il cane osservava passivamente i suoi familiari mentre parlavano tra loro dei nuovi giocattoli, maneggiandoli e nominandoli, ma senza coinvolgere direttamente l’animale. L’obiettivo era verificare se il cane potesse estrarre informazioni pertinenti da uno scambio comunicativo in cui non era il destinatario diretto.

I risultati sono stati a dir poco sbalorditivi. Nei test di recupero successivi, in cui si chiedeva al cane di portare un giocattolo specifico chiamandolo per nome, gli animali hanno dimostrato di aver appreso i nomi in entrambi gli scenari con un’efficacia notevole. Anzi, in alcuni casi, l’apprendimento passivo tramite “origliamento” si è rivelato persino più efficace, con una percentuale di successo che ha sfiorato il 90-100%. Questo suggerisce che, per questi cani speciali, il contesto sociale e l’osservazione delle interazioni umane sono fonti di apprendimento estremamente potenti.

Le Implicazioni Cognitive: Oltre la Semplice Associazione

La scoperta che i cani possono imparare “origliando” suggerisce la presenza di una serie di abilità cognitive sociali molto sofisticate. Non si tratta di un semplice condizionamento pavloviano, ma di un processo più complesso che include:

  1. Monitoraggio dell’Attenzione: La capacità di seguire lo sguardo e i gesti delle persone per capire a quale oggetto si riferisce una determinata parola.
  2. Estrazione di Parole: L’abilità di isolare e riconoscere una parola specifica (il nome del giocattolo) all’interno di un flusso continuo di conversazione.
  3. Inferenza e Deduzione: I cani sembrano essere in grado di dedurre il significato di una nuova parola escludendo gli oggetti già noti, un processo noto come “apprendimento per esclusione”.

Secondo gli stessi autori dello studio, questa abilità di comprendere le interazioni sociali precede e supporta lo sviluppo del linguaggio, tracciando un parallelo affascinante con lo sviluppo cognitivo dei bambini. Dimostra che l’universo sensoriale e cognitivo del cane è molto più complesso di quanto si pensasse, basandosi non solo sull’olfatto ma anche su vista, udito e una profonda sintonizzazione con i segnali comunicativi umani.

Il Ruolo della Razza: Intelligenza non è solo Border Collie

Sebbene il Border Collie sia spesso citato come la razza più rappresentata tra i “cani genio”, è fondamentale sottolineare che questa abilità non è esclusiva di una singola razza. Studi hanno coinvolto anche Labrador, Pastori Belgi Malinois e meticci, dimostrando che la predisposizione all’apprendimento delle parole è un talento individuale piuttosto che una caratteristica di razza universale. Anzi, molti Border Collie non mostrano questa specifica abilità, evidenziando come all’interno della stessa razza esista una notevole variabilità individuale, proprio come accade per gli esseri umani.

Cosa Significa per i Proprietari di Cani?

Questa ricerca non ha solo un valore scientifico, ma offre anche spunti pratici per tutti coloro che vivono con un cane. Dimostra che parlare ai nostri animali, coinvolgerli nelle nostre conversazioni e creare un ambiente ricco di stimoli verbali può avere un impatto significativo sul loro apprendimento e sulla profondità del legame che condividiamo. Sebbene non tutti i cani diventeranno dei “Gifted Word Learners”, l’esposizione a un linguaggio ricco e a interazioni sociali complesse può senza dubbio arricchire la loro vita e la nostra relazione con loro. L’esperimento stesso suggerisce un metodo: parlare dei nuovi oggetti in modo naturale, anche tra persone, può essere un modo efficace per “insegnare” senza un addestramento formale, trasformando il gioco in una potente occasione di apprendimento.

Di davinci

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