Roma – A dieci anni dalla sua scomparsa, la figura di Valerio Zanone, politico, intellettuale e modernizzatore del pensiero liberale italiano, è stata commemorata in un prestigioso convegno tenutosi presso la Biblioteca “Giovanni Spadolini” del Senato della Repubblica. L’evento, intitolato “Valerio Zanone e il liberalismo italiano”, ha visto la partecipazione di illustri personalità del mondo accademico, politico e culturale, e ha ricevuto un autorevole sigillo istituzionale attraverso un messaggio del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.
Il Capo dello Stato ha definito Zanone “figura di grande innovatore e modernizzatore della lunga storia del pensiero e dell’azione liberali in Italia”. Nel suo messaggio, inviato a Giuseppe Vegas, presidente del Comitato nazionale per i 150 anni dalla nascita di Luigi Einaudi, Mattarella ha sottolineato come Zanone, fortemente legato alla lezione einaudiana, seppe “attualizzarne la proposta alla fine del Novecento”. Un tributo che evidenzia non solo il ruolo politico, ma anche la profonda caratura intellettuale di un uomo che ha attraversato cinquant’anni di storia italiana, tra la Prima e la Seconda Repubblica.
L’omaggio delle Istituzioni e del mondo della cultura
L’iniziativa, nata da un’idea del compianto giornalista Enrico Morbelli e curata da Giovanni Orsina, direttore del Dipartimento di Scienze Politiche della Luiss, ha riunito docenti, studiosi e amici per tracciare un ritratto a tutto tondo dell’impegno di Zanone. Tra i relatori, figure come Angelo Petroni, Franco Chiarenza, Gerardo Nicolosi, Saro Freni e Andrea Spiri hanno analizzato i diversi aspetti della sua poliedrica carriera: dal suo rapporto con il Centro e la Fondazione Einaudi, al ruolo di segretario del Partito Liberale Italiano (PLI), fino all’esperienza di parlamentare e ministro.
Il convegno ha messo in luce la capacità di Zanone di coniugare la teoria con l’azione, la cultura con l’impegno civile. Come ha ricordato il Presidente Mattarella, fu un “promotore attivo della tutela delle libertà fondamentali” e un uomo delle istituzioni che ha lasciato un’impronta tangibile.
Un pioniere dell’ambientalismo e uomo di governo
Uno dei lasciti più significativi e moderni di Valerio Zanone è senza dubbio il suo impegno per l’ambiente. Mattarella ha evidenziato come “la protezione dell’ambiente in Italia è debitrice della sua azione, che portò alla Legge istitutiva del Ministero dell’Ambiente, nel 1986”. In un’epoca in cui la sensibilità ecologica non era ancora al centro del dibattito politico, Zanone, da Ministro per l’Ecologia nel primo governo Craxi, comprese l’urgenza di dotare il Paese di uno strumento istituzionale dedicato alla tutela del patrimonio naturale.
La sua carriera governativa lo vide ricoprire incarichi di primo piano in momenti cruciali per l’Italia e lo scenario internazionale. Fu Ministro dell’Industria e, successivamente, della Difesa nei governi Goria e De Mita. In questo ruolo, come menzionato dal Quirinale, si trovò a “dirigere la missione nel Golfo Persico, per la protezione della libertà di navigazione nell’area”, dimostrando fermezza e visione strategica.
La biografia di un liberale “puro”
Nato a Torino il 22 gennaio 1936, Valerio Zanone si laureò in filosofia con Luigi Pareyson, un percorso che ne plasmò il rigore intellettuale. La sua lunga carriera politica, iniziata come consigliere regionale in Piemonte, lo portò a guidare il PLI come segretario dal 1976 al 1985, un decennio complesso per la politica italiana.
Ecco una sintesi delle sue principali tappe istituzionali:
- Consigliere regionale del Piemonte (1970-1976)
- Segretario del Partito Liberale Italiano (1976-1985)
- Deputato alla Camera per cinque legislature (dal 1976 al 1994, con una breve interruzione)
- Ministro per l’Ecologia (1985-1986)
- Ministro dell’Industria (1986-1987)
- Ministro della Difesa (1987-1989)
- Sindaco di Torino (1990-1991)
- Senatore nella XV legislatura (2006-2008) con la Margherita, nel gruppo dell’Ulivo-Pd
Fu inoltre una figura centrale nel mondo delle fondazioni culturali, presiedendo per anni la prestigiosa Fondazione Luigi Einaudi di Roma. Un convinto europeista, guidò il Movimento Europeo in Italia, vedendo nella “cooperazione multilaterale uno strumento essenziale per la soluzione delle questioni nazionali e sovranazionali”, come sottolineato da Mattarella.
L’eredità di Zanone: un esempio per le future generazioni
Attraversando le trasformazioni della politica italiana, Zanone mantenne sempre una coerenza di pensiero e un profondo rispetto per le istituzioni. Dopo la fine della Prima Repubblica, fondò l’Unione Liberaldemocratica, un movimento che si collocò nell’area di centro-sinistra. Il suo percorso si concluse in Senato, eletto nelle file del Partito Democratico.
Il messaggio del Presidente Mattarella si chiude con un’affermazione che riassume perfettamente il valore della sua figura: “Valerio Zanone rappresenta, nel patrimonio civile della Repubblica, un esempio di dedizione all’affermazione della democrazia e dello Stato di diritto per le future generazioni”. Un monito e un’ispirazione, a dieci anni dalla sua morte, per una politica che sappia ancora nutrirsi di cultura, visione e senso dello Stato.
