Milano – Un dolore profondo, quello che solo la perdita di un figlio può infliggere, trasformato in un impegno civile per squarciare il velo di silenzio e vergogna che ancora avvolge la malattia mentale. Nasce con questo spirito la Fondazione Vecchioni, presentata ufficialmente a Palazzo Marino, sede del Comune di Milano, alla presenza del sindaco Giuseppe Sala. Un’iniziativa fortemente voluta dal cantautore Roberto Vecchioni, dalla moglie Daria Colombo e dalla loro famiglia, in memoria del figlio Arrigo, scomparso prematuramente dopo una lunga e coraggiosa battaglia contro il disturbo bipolare.
“Mio figlio ha lottato 17 anni disperatamente contro una malattia mentale e non ce l’ha fatta: era unico”, ha dichiarato con commozione Roberto Vecchioni. Parole che racchiudono l’essenza di un dramma personale e, al tempo stesso, la scintilla che ha dato vita a un progetto di vasta portata sociale e culturale. La fondazione non porta il suo cognome, come ha tenuto a precisare, ma quello del figlio, perché è a lui e a tutti i giovani che vivono un disagio psichico che questa iniziativa è dedicata.
“Trasformare il dolore in impegno condiviso”
Daria Colombo, giornalista, scrittrice e ora presidente della Fondazione, ha spiegato come l’obiettivo sia quello di “trasformare il dolore in impegno condiviso”. Dopo aver sperimentato in prima persona le difficoltà legate alla malattia, la carenza di servizi adeguati, l’inadeguatezza del sistema sanitario e il peso dello stigma, la famiglia Vecchioni ha deciso di agire. “Anche di vergogna si muore”, ha affermato con forza Daria Colombo, sottolineando una verità tanto cruda quanto reale. La vergogna isola, impedisce di chiedere aiuto e aggrava la sofferenza di chi è malato e dei suoi familiari, costretti a vivere in una profonda solitudine.
La missione della Fondazione è chiara e si articola su più fronti:
- Combattere lo stigma: attraverso campagne di sensibilizzazione, incontri nelle scuole, conferenze ed eventi culturali, per promuovere una nuova cultura della salute mentale, considerandola alla stregua di qualsiasi altra patologia.
- Supportare le famiglie: offrire ascolto e strumenti concreti per affrontare la quotidianità, creando una rete di sostegno per chi si sente solo e disorientato.
- Fare rete: collaborare con le numerose realtà che già operano nel settore, per unire le forze e amplificare l’impatto delle singole iniziative. Molte organizzazioni, da Telefono Amico a Progetto Itaca, hanno già risposto all’appello.
Un’emergenza sociale: i dati sulla salute mentale giovanile
A confermare l’urgenza di un intervento strutturato sono i dati allarmanti sulla diffusione dei disturbi mentali tra i più giovani. Daria Colombo ha elencato cifre che delineano un quadro preoccupante:
- Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), un adolescente su sette tra i 10 e i 19 anni convive con un disturbo mentale.
- L’Istituto Superiore di Sanità (ISS) indica il suicidio come la seconda causa di morte tra i giovani dai 15 ai 29 anni, dopo gli incidenti stradali.
- Nell’Unione Europea, sono circa 11 milioni le persone con disturbi mentali, e il 13% di queste sono giovani.
- L’impatto della pandemia di Covid-19 è stato devastante: nella sola Lombardia si è registrato un incremento del 147% degli intenti suicidari e del 15,25% dei disturbi neuropsichiatrici.
Questi numeri evidenziano una vera e propria “emergenza silenziosa”, come definita dalla Società Italiana di Psichiatria (SIP), che richiede un’azione immediata e coordinata da parte delle istituzioni e della società civile.
Le prime iniziative: la musica come veicolo di speranza
La Fondazione Vecchioni ha già messo in campo la sua prima, importante iniziativa. Grazie alla sinergia con il Comune di Milano e Radio Italia, sarà partner del grande concerto gratuito Radio Italia Live, che si terrà in Piazza Duomo il prossimo 15 maggio. Un palco prestigioso, che permetterà di raggiungere un pubblico vastissimo e di lanciare un messaggio forte e chiaro: “la malattia mentale è una malattia come un’altra e nessuno se ne deve vergognare”. Sarà un’occasione per unire musica e impegno sociale, per parlare di salute mentale in un contesto di festa e condivisione, rompendo i tabù.
Una rete di supporto e competenza
A sostenere il progetto, oltre alla famiglia, un gruppo di amici e un comitato scientifico di alto profilo. Francesca Vecchioni, figlia della coppia e già presidente di fondazione Diversity, ricopre il ruolo di vicepresidente, portando la sua esperienza nel campo dell’inclusione. Il comitato scientifico vanta la presenza di esperti come il Professor Maurizio Pompili, uno dei massimi esperti internazionali nell’ambito della prevenzione del suicidio, a garanzia di un approccio rigoroso e competente. Il sindaco Giuseppe Sala ha accolto con favore l’iniziativa: “Dobbiamo dare il benvenuto alla fondazione, e promettere tutti di fare la nostra parte”, sottolineando l’importanza di un cambiamento culturale per affrontare un tema ancora oggi considerato tabù.
La Fondazione Vecchioni non nasce per essere l’ennesimo sportello, ma un catalizzatore di energie, un ponte tra le famiglie e le risorse esistenti, un motore per un cambiamento culturale non più rimandabile. Un progetto nato dal dolore più atroce, ma che guarda al futuro con la speranza di poter offrire ad altri quella luce e quel supporto che spesso mancano nel percorso, difficile ma non impossibile, della malattia mentale.
