Un nuovo e significativo capitolo si apre nelle relazioni culturali tra Italia e Tunisia. In occasione dell’inaugurazione della mostra “Magna Mater, tra Zama e Roma” presso il prestigioso Museo Nazionale del Bardo di Tunisi, il Ministro della Cultura italiano, Alessandro Giuli, ha delineato i contorni di un ambizioso progetto di cooperazione rafforzata che vedrà la luce nel corso del 2026. Questa iniziativa si inserisce strategicamente all’interno del Piano Mattei per l’Africa, confermando la volontà del governo italiano di costruire un partenariato solido e paritario con le nazioni del continente africano, basato sulla condivisione di competenze e su obiettivi di sviluppo comuni.
Il cuore di questa rinnovata collaborazione sarà il patrimonio archeologico, un tesoro di inestimabile valore che accomuna le due sponde del Mediterraneo. “Annunceremo un ulteriore momento di collaborazione nel corso del 2026, in particolare sul piano dei rapporti culturali e della valorizzazione del patrimonio archeologico tunisino”, ha dichiarato il Ministro Giuli, sottolineando come l’Italia consideri la Tunisia un partner strategico fondamentale non solo per il Piano Mattei ma anche per i profondi legami storici che uniscono i due Paesi.
Un Partenariato Operativo per la Tutela e la Valorizzazione
Il progetto non si limiterà a dichiarazioni di intenti, ma si tradurrà in azioni concrete e mirate. Come spiegato dal Ministro, si tratterà di “un partenariato che coinvolgerà siti e luoghi specifici, nonché le istituzioni tunisine e italiane, chiamate a lavorare insieme per conservare, restaurare e valorizzare il patrimonio culturale, condividendo competenze e conoscenze”. L’obiettivo è quello di mettere a sistema le eccellenze italiane nel campo del restauro e della gestione dei beni culturali con l’immenso patrimonio tunisino, in un’ottica di scambio reciproco e di crescita condivisa. Questa collaborazione si fonda su una lunga storia di sodalizio archeologico, che celebra già sessant’anni di missioni congiunte e scoperte significative in siti come Cartagine, Dougga e Kerkouane.
La Mostra “Magna Mater”: Simbolo di un’Amicizia Contemporanea
L’annuncio del Ministro Giuli è avvenuto in una cornice di grande valore simbolico: l’inaugurazione della mostra “Magna Mater tra Zama e Roma”. Questo evento espositivo, che dopo il successo al Parco Archeologico del Colosseo a Roma approda ora al Museo del Bardo, è esso stesso un frutto tangibile della proficua cooperazione italo-tunisina. La mostra presenta al pubblico trenta sculture inedite, restaurate in Italia grazie a tecnologie avanzate, provenienti dal sito tunisino di Zama, noto per la storica battaglia tra Roma e Cartagine.
“La mostra racconta la storia di un culto antico e di un’amicizia molto contemporanea”, ha affermato Giuli, evidenziando come il culto della Magna Mater, divinità venerata per secoli in tutto il Mediterraneo, incarni il carattere profondamente interconnesso delle culture della regione. L’esposizione, curata da un team di esperti italiani e tunisini, non solo valorizza reperti di straordinaria importanza, ma testimonia anche una profonda collaborazione tecnico-scientifica.
Il Piano Mattei come Cornice Strategica
La cooperazione culturale si inserisce in una visione politica ed economica più ampia, quella del Piano Mattei. Questo piano strategico, fortemente voluto dal governo italiano, mira a ridefinire le relazioni con i Paesi africani attraverso un approccio non predatorio, ma di partenariato “da pari a pari”. La Tunisia è uno dei Paesi pilota di questa iniziativa, che spazia dall’energia all’agricoltura, dalla formazione alle infrastrutture.
La cultura, come dimostra questa iniziativa, è considerata una leva strategica fondamentale all’interno del Piano. La valorizzazione del patrimonio non è vista solo come un fine in sé, ma anche come un potente motore di sviluppo economico e sociale, in grado di attrarre turismo qualificato, creare nuove professionalità e rafforzare l’identità nazionale. La collaborazione nel settore archeologico, come sottolineato dal Ministro Giuli, è uno dei frutti del programma concordato nell’aprile 2024 tra il Presidente tunisino Kaïs Saïed e il Presidente del Consiglio italiano Giorgia Meloni.
Prospettive Future: Oltre l’Archeologia
Se il patrimonio archeologico rappresenta il fulcro dell’annuncio, la collaborazione è destinata ad allargarsi anche ad altri settori delle industrie culturali e creative. Il Ministro Giuli ha infatti anticipato che sono in fase di perfezionamento accordi che riguarderanno anche l’audiovisivo, il cinema e le arti contemporanee, preannunciando una “stagione di relazioni ancora più strette tra Italia e Tunisia” a partire dal 2026. Questo approccio a 360 gradi mira a consolidare un dialogo culturale profondo e multiforme, capace di riflettere la complessità e la ricchezza dei legami tra i due Paesi.
In conclusione, l’impegno annunciato a Tunisi segna un passo avanti decisivo nel partenariato strategico tra Italia e Tunisia. Unendo le forze per la tutela di un’eredità storica comune, i due Paesi non solo proteggono il loro passato, ma investono in un futuro di sviluppo condiviso, dialogo interculturale e prosperità, dimostrando come la cultura possa essere il più solido ponte sul Mediterraneo.
