Bergamo – Una ferita profonda, che va oltre il risultato del campo e colpisce al cuore i valori più autentici dello sport. A Bergamo, l’indignazione è palpabile per un atto vandalico che ha profanato un simbolo di amicizia e fratellanza. La giovane quercia di Guernica, donata dalla Fondazione Athletic Club de Bilbao alla città in occasione della sfida di Champions League contro l’Atalanta, è stata sradicata nella notte tra mercoledì e giovedì dal parco Goisis, dove era stata piantata solo il giorno prima. Fortunatamente, la piantina è stata ritrovata in mattinata, abbandonata a pochi metri di distanza, e ripiantata nel pomeriggio, ma il gesto resta di una gravità inaudita.

UN SIMBOLO DI PACE E IDENTITÀ PROFANATO

La scelta di donare una quercia di Guernica non era casuale. Il Gernikako Arbola è il simbolo per eccellenza delle libertà del popolo basco e incarna valori di pace, resistenza e identità culturale. Piantandola a Bergamo, l’Athletic Bilbao, club unico nel suo genere per la sua politica identitaria, ha voluto suggellare un legame di amicizia con la città e la tifoseria atalantina, lasciando un segno tangibile di rispetto che andasse oltre la competizione sportiva. Sulla targa commemorativa, un messaggio chiaro: “Siamo arrivati come avversari, ce ne andiamo come amici. Grazie, Bergamo”. Un gesto di grande nobiltà, oscurato da un atto di pura inciviltà.

La cerimonia di piantumazione, avvenuta mercoledì mattina, aveva visto la partecipazione del vicepresidente dell’Athletic Club, Jon Ruigomez Matxin, e dell’assessora allo Sport del Comune di Bergamo, Marcella Messina, insieme a una delegazione di tifosi baschi e cittadini bergamaschi. Un momento di unione che rendeva ancora più amaro quanto accaduto poche ore dopo.

LA DOPPIA SCONFITTA DI BERGAMO

L’assessora Marcella Messina ha espresso con parole dure e amare il sentimento della città, parlando di una “doppia sconfitta”. La prima, quella sul campo, dove l’Atalanta è stata superata per 2-3 dall’Athletic Bilbao in una combattuta partita di Champions League. “È lo sport ed è così, spesso, anche la vita“, ha commentato l’assessora. Ma la seconda sconfitta è quella che brucia di più: “Il furto della pianta è stato incivile e inaccettabile, perché ne va del nostro essere bergamaschi e atalantini“. Un’azione che, come ha sottolineato, macchia l’immagine di un’intera comunità, mettendo in ombra l’accoglienza e la sportività che da sempre contraddistinguono la città e i suoi tifosi.

IL RITROVAMENTO E LA CONDANNA UNANIME

A scoprire l’atto vandalico sono stati alcuni cittadini del quartiere di Monterosso durante una passeggiata mattutina. Proprio un gruppo di anziani, alcuni dei quali avevano partecipato a un’amichevole di calcio camminato con i tifosi baschi, ha notato la piccola quercia abbandonata non lontano dal luogo in cui era stata messa a dimora. La notizia ha fatto rapidamente il giro della città, scatenando un’ondata di sdegno sui social media e tra i cittadini.

Le istituzioni hanno immediatamente condannato il gesto e si sono attivate per rimediare al danno. Nel pomeriggio di giovedì, la quercia è stata ripiantata nello stesso punto del parco Goisis, un segnale forte per dire che la stupidità di pochi non può cancellare i legami di amicizia costruiti da molti. Resta, tuttavia, l’amarezza per un episodio che ha gettato un’ombra su una bella pagina di sport e fratellanza europea.

IL VALORE SIMBOLICO DELLA QUERCIA DI GUERNICA

Per comprendere appieno la gravità del gesto, è fondamentale capire cosa rappresenti il Gernikako Arbola. Non è un albero qualsiasi. Sotto questa quercia, per secoli, i signori di Biscaglia e i re di Castiglia giuravano di rispettare i fueros, le antiche leggi e libertà del popolo basco. L’albero originale è andato perduto, ma i suoi discendenti continuano a essere piantati nello stesso luogo, davanti alla Casa delle Assemblee di Guernica. Ancora oggi, il Lehendakari (Presidente del Governo Basco) presta giuramento sotto di essa. Regalare un germoglio di questa pianta significa condividere un pezzo della propria anima, della propria storia e dei propri valori più sacri. Un dono inestimabile, trattato con un disprezzo che lascia attoniti.

Di nike

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