Il 2025 si profila come un’annata eccezionale per l’agroalimentare italiano, un settore che non solo dimostra una notevole capacità di resilienza di fronte a un contesto globale incerto, ma che continua a macinare record, specialmente sui mercati internazionali. Secondo l’ultimo report di Ismea (Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare), l’export del Made in Italy a tavola è destinato a raggiungere la cifra storica di 73 miliardi di euro a fine anno, segnando una crescita del 5% nei primi undici mesi del 2025. Un risultato che testimonia la forza e l’attrattività dei prodotti della Dieta Mediterranea, veri e propri ambasciatori della qualità e della tradizione italiana nel mondo.
Questa performance positiva si inserisce in un quadro macroeconomico di crescita, con il valore aggiunto del comparto agricolo in aumento dello 0,6% nel terzo trimestre del 2025 rispetto all’anno precedente e un incremento dell’occupazione del 1,5%. Un successo supportato anche da significativi investimenti pubblici, con oltre 15 miliardi di euro resi disponibili dal Governo per sostenere il settore primario.
I Protagonisti della Crescita: dal Grano al Vino
Analizzando i singoli comparti, emerge un quadro variegato ma complessivamente molto positivo. I prodotti simbolo della nostra tradizione enogastronomica si confermano i principali motori di questa crescita.
- Cereali: Il frumento duro, materia prima per eccellenza della pasta, ha visto una produzione in aumento del 3,4%, per un totale di 3,6 milioni di tonnellate. Questo risultato è stato possibile grazie a rese maggiori e a condizioni climatiche più favorevoli, che hanno garantito un’ottima qualità del raccolto, con prezzi che a dicembre si sono attestati intorno ai 274,90 euro a tonnellata. Al contrario, il frumento tenero ha registrato un calo produttivo, fermandosi a 2,5 milioni di tonnellate, con quotazioni di chiusura anno a 246,79 euro/ton. Segno più anche per il mais, la cui produzione ha raggiunto i 5,5 milioni di tonnellate (+11,9%), spinta da un aumento delle superfici coltivate (+9,2%) e delle rese (+2,5%).
- Vino: L’Italia si conferma leader mondiale nella produzione vinicola. La campagna 2025/2026 si è chiusa con una produzione stimata di circa 47 milioni di ettolitri, segnando un incremento dell’8% rispetto all’annata precedente. Un dato che consolida il primato italiano a livello globale. Molto positivo anche l’andamento dei consumi interni, in particolare per le bollicine, che nei primi nove mesi dell’anno hanno registrato un aumento del 5,8% in volume e del 5% in valore.
- Olio Extra Vergine di Oliva: Dopo una campagna precedente difficile, il 2025 segna una ripresa per l’olio EVO. La produzione è in crescita, specialmente nelle regioni del Sud Italia. Questo ha portato a una leggera flessione dei listini, che si sono assestati poco sotto gli 8 euro al chilogrammo, favorendo una ripresa dei volumi di acquisto da parte delle famiglie (+14,8%).
Export e Bilancia Commerciale: i Successi dell’Ortofrutta e del Lattiero-Caseario
Il vero motore della crescita dell’agroalimentare italiano nel 2025 è rappresentato dalle esportazioni. Molti comparti hanno registrato performance eccellenti, contribuendo a un saldo commerciale positivo e rafforzando la presenza del Made in Italy sui mercati globali.
Il settore dell’ortofrutta ha mostrato una notevole vivacità: nei primi otto mesi dell’anno, l’export è aumentato del 3,9% in quantità e del 6,3% in valore. Questo ha generato un saldo commerciale positivo di 1.739 milioni di euro, trainato soprattutto dai prodotti trasformati.
Anche il comparto delle carni ha dato un contributo significativo. La produzione di carne bovina è cresciuta dell’1,2% nei primi nove mesi, in controtendenza rispetto al dato europeo (-4%). Ancora più marcato l’aumento per le carni avicole (+4,3%), con un export in crescita del 2,3% e un saldo commerciale positivo per oltre 70 mila tonnellate. I salumi italiani continuano a conquistare i palati stranieri, con un aumento delle esportazioni del 5,7% sia in volume che in valore tra gennaio e agosto.
Infine, il settore lattiero-caseario si conferma una delle colonne portanti dell’export agroalimentare. La produzione di latte vaccino è cresciuta dello 0,3% nei primi nove mesi, con un prezzo alla stalla che a ottobre ha raggiunto i 57,3 euro per 100 litri. È però sui mercati esteri che si registrano i risultati più impressionanti: l’export di formaggi è balzato del 14,9% in valore e del 5,6% in volume nei primi otto mesi. A trainare questo successo sono le eccellenze del nostro patrimonio caseario, come Grana Padano e Parmigiano Reggiano, le cui esportazioni sono cresciute del 2,2% in quantità e di un notevole +20,4% in valore. Ottime performance anche per il Pecorino Romano, con prezzi stabili intorno ai 12,5 euro/kg e un export in aumento dell’1,7% in volume.
Le Sfide all’Orizzonte: Clima e Costi
Nonostante i risultati estremamente positivi, il settore non è esente da criticità. Le “condizioni meteorologiche” sono state indicate come il principale fattore di difficoltà dal 51% degli agricoltori intervistati da Ismea, con picchi del 70% nel settore olivicolo. A questo si aggiungono la pressione dei “costi correnti” e la difficoltà nel reperire manodopera specializzata, problematiche che richiedono attenzione e strategie mirate per garantire la sostenibilità e la competitività delle filiere nel lungo periodo.
