Roma – Il settore delle costruzioni in Italia presenta un quadro a tinte chiaroscurali secondo gli ultimi dati rilasciati dall’Istat. A novembre 2025, l’indice destagionalizzato della produzione ha registrato una diminuzione dell’1,2% rispetto al mese precedente, un dato che a prima vista potrebbe destare preoccupazione. Tuttavia, come spesso accade nell’analisi economica, una singola cifra non racconta mai l’intera storia. Infatti, allargando lo sguardo, emerge un quadro decisamente più incoraggiante che conferma la resilienza e la dinamicità di un comparto cruciale per l’economia nazionale.
Questa flessione mensile, come sottolineato dallo stesso istituto di statistica, segue due mesi di crescita e una revisione al rialzo del dato di ottobre, suggerendo che si tratti più di un assestamento fisiologico che di un’inversione di tendenza. A confermare questa lettura sono i dati su base trimestrale e annuale, che raccontano una storia di solida crescita e di un settore che continua a essere un pilastro fondamentale del nostro sistema produttivo.
Analisi Congiunturale: Un Calo da Contestualizzare
Il calo dell’1,2% a novembre è un dato “congiunturale”, ovvero misura la variazione rispetto al mese precedente. È importante capire cosa significa “destagionalizzato”: l’Istat, attraverso modelli statistici, “pulisce” il dato da quelle variazioni periodiche e prevedibili legate alla stagione (ad esempio, è normale che d’inverno si costruisca meno che in primavera). Questo ci permette di capire se il calo è dovuto a un effettivo rallentamento dell’attività o a fattori stagionali. In questo caso, la flessione è reale ma, come detto, va letta nel contesto di un periodo precedente particolarmente vivace. Potremmo interpretarla come una pausa di riflessione dopo una corsa sostenuta, un momento in cui il settore ha tirato il fiato.
Il Dato Trimestrale: Stabilità e Prospettiva
Se il dato mensile può essere volatile, quello trimestrale offre una visione più stabile e di medio periodo. Nella media del trimestre settembre-novembre 2025, la produzione nelle costruzioni è infatti aumentata dell’1,3% rispetto al trimestre giugno-agosto. Questo numero è particolarmente significativo: indica che, al di là delle oscillazioni mensili, la tendenza di fondo del settore rimane positiva. Una crescita costante su base trimestrale è sintomo di un mercato sano, capace di assorbire piccole battute d’arresto e di mantenere una rotta orientata all’espansione.
Il Confronto Annuale: la Vera Forza del Settore
La vera cartina di tornasole dello stato di salute di un settore economico è, tuttavia, il confronto “tendenziale”, ovvero con lo stesso periodo dell’anno precedente. E qui i dati sono inequivocabili. A novembre 2025, sia l’indice grezzo che quello corretto per gli effetti di calendario hanno registrato un incremento del 3,2% rispetto a novembre 2024. Questo significa che, al netto delle variazioni mensili, il settore ha prodotto significativamente di più rispetto a un anno fa. L’Istat ha inoltre specificato che i giorni lavorativi sono stati gli stessi (20), quindi la crescita è genuina e non falsata da un calendario più favorevole.
Ancora più importante, l’istituto sottolinea che “si conferma l’andamento positivo iniziato nel gennaio dello scorso anno“. Questa continuità, che dura da quasi due anni, è la prova più evidente della forza strutturale del comparto, sostenuto da una combinazione di investimenti pubblici, legati in parte all’attuazione del PNRR, e da una domanda privata che, seppur con nuove dinamiche, continua a essere presente.
Uno Sguardo al 2025: Un Anno di Crescita Consolidata
I dati relativi ai primi undici mesi del 2025 rafforzano ulteriormente questo quadro positivo. Nella media del periodo gennaio-novembre, l’indice corretto per gli effetti di calendario è aumentato del 4,8%, mentre l’indice grezzo è cresciuto del 3,9%. Queste percentuali, ben al di sopra della media di crescita dell’economia generale, testimoniano il ruolo trainante che le costruzioni hanno avuto per tutto l’anno, generando occupazione e attivando un vasto indotto che coinvolge innumerevoli filiere produttive.
Secondo le analisi dell’ANCE (Associazione Nazionale Costruttori Edili), il 2025 è stato un anno complesso, con un calo previsto nell’edilizia abitativa a causa della rimodulazione degli incentivi fiscali, ma fortemente compensato dalla crescita delle opere pubbliche (+21%), trainate proprio dai fondi del PNRR. Questo dualismo spiega la dinamica generale: mentre un segmento rallenta, un altro accelera, mantenendo il settore complessivamente in territorio positivo.
Le Sfide Future: tra PNRR e Costo dei Materiali
Guardando avanti, le sfide non mancano. La principale incognita è legata al “dopo PNRR”. Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza ha agito da straordinario volano, ma la sua conclusione nel 2026 impone una riflessione su come garantire continuità agli investimenti. Sarà fondamentale trasformare questa spinta eccezionale in una crescita strutturale e sostenibile.
Un’altra variabile cruciale è il costo delle materie prime. Dopo anni di forti rincari che hanno messo a dura prova i bilanci delle imprese, si osserva una fase di stabilizzazione o persino di calo per alcuni materiali come l’acciaio e il legno. Tuttavia, l’incertezza sui mercati globali e le tensioni geopolitiche consigliano prudenza. Monitorare questi costi sarà essenziale per mantenere la competitività delle nostre aziende e la sostenibilità dei progetti.
