BOLOGNA – Una boccata d’ossigeno, una luce in fondo a un tunnel che in campionato si è fatto improvvisamente buio. Il Bologna si aggrappa all’Europa League per ritrovare sé stesso, per scacciare i fantasmi di una crisi di risultati interna e per continuare a sognare in grande nel palcoscenico continentale. Domani sera, alle ore 18:45, al Renato Dall’Ara arriva il Celtic di Glasgow, in una partita che profuma di spareggio e che mette in palio punti pesantissimi per il futuro di entrambe le formazioni nella competizione.
Un’Europa da blindare, un campionato da raddrizzare
La situazione dei rossoblù di Vincenzo Italiano è un Giano bifronte. Se in Serie A la squadra sta attraversando un momento a dir poco complicato, con quattro sconfitte nelle ultime cinque uscite casalinghe, in Europa il cammino è stato fin qui esaltante. Le vittorie contro Bucarest, Salisburgo e Celta Vigo, unite al pareggio con il Brann, hanno proiettato il Bologna al 13esimo posto del nuovo format della competizione, con 11 punti all’attivo. Una posizione che tiene vive le speranze di accedere direttamente agli ottavi di finale, distanti appena due lunghezze, ma che impone anche di guardarsi alle spalle: il 24esimo posto del Celtic, ultimo valido per gli spareggi, è lontano solo quattro punti. Perdere contro gli scozzesi significherebbe complicare notevolmente i piani e riaprire scenari inattesi.
Italiano, alla vigilia, non ha usato mezzi termini per descrivere il momento della sua squadra: “Siamo in un periodo strano, mercato, condizione fisica e mentale ci stanno condizionando”. La vittoria a Verona e il punto di Como sembravano aver interrotto l’emorragia, ma il netto passo indietro contro la Fiorentina ha fatto suonare nuovamente il campanello d’allarme. L’Europa, in questo senso, diventa non solo un obiettivo ma anche una terapia d’urto per ritrovare fiducia e certezze smarrite.
Emergenza totale: tra infortuni, mercato e scelte obbligate
A complicare ulteriormente i piani del tecnico rossoblù è una vera e propria emergenza legata agli infortuni e alle scelte di mercato. La coperta è corta, cortissima. Il mercato di gennaio ha visto le partenze di Fabbian e Sulemana, mentre il nuovo difensore Helland e il centrocampista Sohm non sono in lista UEFA. A loro si aggiungono gli indisponibili Immobile e De Silvestri. Come se non bastasse, l’infermeria è affollata: Lucumì, Vitik e Bernardeschi sono ai box per problemi fisici. Nelle ultime ore, si sono aggiunti anche i forfait quasi certi di Orsolini e Castro, fermati rispettivamente da un virus intestinale e da un’influenza. Una situazione che ha costretto Italiano a scelte quasi obbligate, come quella di mantenere in lista UEFA l’argentino Dominguez, richiesto dal Mallorca, a scapito di Remo Freuler, nonostante quest’ultimo sia in via di recupero. “Ne ho parlato anche con Freuler”, ha spiegato il tecnico, sottolineando la necessità di avere più opzioni offensive.
L’allenatore ha dovuto attingere a piene mani dalla Primavera per completare la lista dei convocati, chiamando ben quattro giovani per la sfida europea.
Le probabili formazioni: Italiano si affida a chi c’è
Con tante assenze, l’undici che scenderà in campo sarà per forza di cose inedito. Tra i pali ci sarà il ritorno di Skorupski. La linea difensiva a quattro vedrà Zortea e Miranda sulle fasce, con la coppia centrale obbligata formata da Casale e Heggem. In mediana, Ferguson e Moro avranno il compito di dare equilibrio e qualità. La vera rivoluzione sarà sulla trequarti: dietro all’unica punta Dallinga, annunciato titolare da Italiano in conferenza, agiranno con ogni probabilità Odgaard, Rowe e lo stesso Dominguez, chiamato a un extra sforzo prima di un possibile addio.
- BOLOGNA (4-2-3-1): Skorupski; Zortea, Casale, Heggem, Miranda; Ferguson, Moro; Rowe, Odgaard, Dominguez; Dallinga. All.: Vincenzo Italiano.
Un Celtic in crisi profonda ma da non sottovalutare
Se il Bologna non ride, il Celtic di certo non piange di gioia. Gli scozzesi stanno vivendo una stagione travagliata, segnata da un rendimento altalenante sia in patria che in Europa. Il cammino europeo è iniziato con l’eliminazione ai preliminari di Champions League e anche in campionato la squadra fatica, inseguendo la capolista Hearts. La crisi ha portato a un recente cambio in panchina, con il ritorno dell’esperto Martin O’Neill, il terzo allenatore stagionale per i biancoverdi. Una mossa per dare una scossa a un ambiente depresso e per tentare di salvare il salvabile in Europa. Per il Celtic, la trasferta di Bologna rappresenta l’ultima chiamata: una sconfitta significherebbe con ogni probabilità l’addio ai sogni di qualificazione. Nonostante le difficoltà, la squadra di Glasgow può contare su giocatori di esperienza internazionale come l’eterno portiere Schmeichel e l’ex Arsenal Tierney, e su elementi di qualità come McGregor a centrocampo.
Italiano suona la carica: “Il Dall’Ara torni il nostro fortino”
Nonostante l’emergenza, Vincenzo Italiano chiede una reazione d’orgoglio e una vittoria per invertire la rotta. “Il Dall’Ara deve tornare a essere il nostro fortino”, ha tuonato in conferenza stampa. “In Europa abbiamo l’occasione di fare qualcosa di importante, conquistando gli ottavi diretti o gli spareggi. Affrontiamo un Celtic in difficoltà, ma che ha cambiato allenatore e gioca in maniera simile alla Fiorentina. Questa volta dovremo farci trovare pronti”. La chiave sarà l’atteggiamento, la capacità di soffrire e di colpire al momento giusto, trasformando le difficoltà in un’opportunità per cementare il gruppo e ritrovare lo smalto dei giorni migliori. L’Europa chiama, il Bologna è chiamato a rispondere presente. Per la classifica, per il morale, per un’intera città che sogna di continuare a vivere notti magiche.
