Milano, 19 gennaio 2026 – Un’ovazione carica di commozione e aspettativa ha salutato l’uscita in passerella di Leo Dell’Orco al termine della sfilata uomo Autunno/Inverno 2026-27 di Giorgio Armani. Non una sfilata qualunque, ma la prima senza la presenza fisica di “Re Giorgio”, scomparso lo scorso 4 settembre. Nello storico teatro di via Borgonuovo 21, cuore pulsante della maison, si è consumato un passaggio di testimone tanto delicato quanto significativo, che segna l’inizio di un nuovo capitolo per uno dei marchi più iconici del Made in Italy.

Visibilmente emozionato, quasi sopraffatto da un applauso che era insieme tributo al passato e incoraggiamento per il futuro, Leo Dell’Orco, per oltre quarant’anni braccio destro e compagno di vita di Armani, ha calcato la passerella accompagnato dal nipote Gianluca, anch’egli parte dell’ufficio stile uomo. Un momento che cristallizza la volontà di una transizione nel segno della continuità familiare e professionale, un valore fondante per la casa di moda.

Il debutto nel segno della continuità “Cangiante”

La collezione, intitolata non a caso “Cangiante”, si è rivelata un manifesto programmatico. Un termine che, come recita la Treccani, si riferisce a un colore che muta sfumatura a seconda della luce, metafora perfetta per descrivere un’evoluzione che non tradisce le proprie radici. Dell’Orco ha dimostrato di aver assorbito e interiorizzato il lessico stilistico di Armani, riproponendolo con coerenza ma infondendovi sottili e personali variazioni. “Se vogliamo che tutto rimanga com’è, bisogna che tutto cambi”, la celebre frase del Gattopardo sembra scritta per descrivere questo momento.

In passerella hanno sfilato tutti i codici genetici della maison: la fluidità delle silhouette, la sartorialità impeccabile, la filosofia del “less is more”. I volumi sono sciolti, i gesti naturali. Giacche con abbottonature basse, cappotti avvolgenti e pantaloni ampi costruiscono un guardaroba maschile di un’eleganza disinvolta e mai ostentata. Ma è nel colore che si coglie il tocco più personale di Dell’Orco. Accanto alla classica palette di grigi, beige e blu profondi, si accendono note decise di verde oliva, viola ametista e blu lapislazzuli. “Lui sui colori era un incubo, era sempre per il beige. Io ho fatto miei dei colori che Giorgio avrebbe tagliato”, ha confessato Dell’Orco, sottolineando il coraggio di imprimere un segno personale.

Anche i materiali dialogano tra loro in un gioco di contrasti e armonie: velluti, crêpe e ciniglia si accostano a cashmere garzati e pelli opache, mentre la seta imita sorprendentemente il denim.

Un parterre de rois per un omaggio corale

A testimoniare l’importanza dell’evento, la prima fila era un concentrato di celebrità e amici storici della maison. Due le sfilate organizzate per accogliere tutti gli ospiti, a riprova dell’affetto che circonda il marchio. Tra i volti più noti, spiccavano la star internazionale Ricky Martin, che ha abbinato un completo blu a una giacca urban con cappuccio bordato di pelliccia, e l’intramontabile Gianni Morandi, essenziale e perfetto nel suo abito blu con pullover a mezzo collo.

La loro presenza, insieme a quella di molti altri, tra cui gli attori Hudson Williams, Luca Marinelli, Ed Westwick e la cantante Malika Ayane, non è stata solo un omaggio alla memoria di Giorgio Armani, ma anche un forte segnale di fiducia verso la nuova direzione creativa. “È eterno”, ha commentato Malika Ayane, riassumendo il sentimento comune di una eredità che non può essere scalfita dal tempo.

L’emozione e il futuro

“Il primo periodo è stato strano. Mi mancava la persona”, ha raccontato Dell’Orco a margine della sfilata, lasciando trasparire l’aspetto più intimo e umano di questa transizione. Una transizione che, a giudicare dagli applausi e dall’accoglienza della collezione, è iniziata sotto i migliori auspici. La sfida di Dell’Orco sarà complessa: proseguire il pensiero di un genio senza limitarsi a imitarlo. La collezione “Cangiante” è una prima risposta, serena e consapevole: un respiro profondo che, nel rispetto del passato, guarda con fiducia al futuro dello stile Armani. Un futuro che, pur senza la guida fisica del suo fondatore, promette di rimanere fedele a quell’idea di eleganza senza tempo che ha conquistato il mondo.

Di euterpe

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