UDINE – In un’epoca segnata da una conflittualità diffusa e da un orizzonte internazionale incerto, la domanda “La pace è possibile?” risuona con particolare urgenza. A porsela, e a offrire una profonda riflessione in risposta, è stato il professor Andrea Riccardi, storico, fondatore della Comunità di Sant’Egidio ed ex ministro per la Cooperazione internazionale, durante la solenne cerimonia di inaugurazione dell’anno accademico 2025/2026 dell’Università di Udine. La sua lectio magistralis ha rappresentato il cuore di un evento che ha visto la partecipazione di oltre 450 persone, tra cui le massime autorità accademiche, civili e regionali, e che ha offerto anche l’occasione per fare il punto sulla salute dell’ateneo friulano.
Un Mondo in Conflitto e un “Occidente senza Pensiero”
La cerimonia, che ha segnato l’apertura del 48° anno di storia dell’università, si è tenuta lunedì 19 gennaio nell’aula “Marzio Strassoldo”. Introdotto dal delegato dell’Ateneo per l’educazione alla pace, Tommaso Piffer, il professor Riccardi ha dipinto un quadro a tinte fosche del panorama globale. “A guardare il panorama internazionale la pace sembrerebbe impossibile”, ha esordito, descrivendo un mondo “immerso in una spirale di azioni e reazioni che calpestano il diritto internazionale, con alleanze volubili e posizionamenti incongruenti”.
Secondo Riccardi, questa conflittualità dilagante prospera in un contesto culturale specifico: quello di una generazione cresciuta in decenni di relativa pace, che “conosce poco la guerra e l’ha a lungo data per scontata”. A questo si aggiunge un indebolimento del sapere storico, che fa sì che “tutto inizi e finisca con le urgenze del presente”, privando la società di una prospettiva fondamentale per comprendere e affrontare le crisi.
L’analisi dell’ex ministro si è fatta ancora più incisiva quando ha puntato il dito contro quello che ha definito un “processo accelerato dal divorzio tra cultura e politica”. Questo divorzio, unito all’ “ibridazione prima televisiva e poi dei social media”, avrebbe prodotto un “Occidente ‘senza pensiero’“. Una società, dunque, più vulnerabile alle narrative belliciste, poiché chi vuole la guerra, ha avvertito Riccardi, “punta a popoli estraniati e confusi”.
L’Appello all’Università: Costruire un Nuovo Umanesimo
Di fronte a questo scenario, Riccardi ha lanciato un vibrante appello al mondo accademico. L’università, ha sostenuto, deve “lasciarsi interrogare dalla guerra per far crescere un nuovo umanesimo capace di fare i conti con la pace”. Non un’astensione, ma un coinvolgimento attivo: “Non astenersi mai perché si crede di non contare, ma abbattere muri e costruire corridoi di legami”. Un monito a creare ponti, a risolvere i conflitti e a riscoprire il valore del dialogo e della comprensione reciproca come antidoti alla cultura della violenza.
I Dati dell’Ateneo: Crescita e Sfide Future
La cerimonia non è stata solo un momento di alta riflessione culturale, ma anche l’occasione per presentare i dati relativi all’andamento dell’Università di Udine. Le notizie sono incoraggianti: per l’anno accademico 2025/2026 si registra un lieve aumento degli immatricolati, passati da 4.625 a 4.642. Particolarmente significativo è il dato relativo alle lauree magistrali, che segnano un incremento del 3%. È importante notare che queste cifre non includono i 273 studenti del semestre filtro che non sono stati ammessi al corso di laurea in Medicina e Chirurgia.
Complessivamente, la comunità studentesca dell’ateneo friulano conta circa 15.300 iscritti, a cui si aggiungono 1.500 tra dottorandi, specializzandi e partecipanti a master. Numeri che testimoniano la solidità e l’attrattività di un’istituzione profondamente radicata nel territorio ma con uno sguardo rivolto al futuro e all’internazionalizzazione.
Nel suo intervento, il rettore Angelo Montanari, il primo laureato proprio all’ateneo friulano a ricoprire questa carica, ha delineato le quattro direttrici strategiche del suo mandato: didattica integrata, ricerca innovativa, rapporti con il territorio e internazionalizzazione. “Le università non possono abdicare al ruolo di principali attori nella creazione e diffusione della conoscenza”, ha affermato, sottolineando l’importanza di consolidare e creare nuove alleanze a livello regionale e globale. Il rettore ha inoltre evidenziato la solidità economica dell’ateneo, con un bilancio di previsione 2026 in pareggio, garanzia di autonomia e sostenibilità.
La cerimonia ha visto anche gli interventi del sindaco di Udine, Alberto Felice De Toni, del presidente della Regione Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, della presidente del Consiglio degli studenti, Elizabeth Moretti, e del rappresentante del personale tecnico amministrativo, Loris Menegon.
