Il sipario è calato su un’era di ineguagliabile eleganza. Valentino Garavani, universalmente conosciuto come Valentino, si è spento all’età di 93 anni nella serenità della sua residenza romana, circondato dall’affetto dei suoi cari. La notizia, diffusa dalla Fondazione Valentino Garavani e Giancarlo Giammetti, ha scosso il mondo intero, lasciando un vuoto incolmabile nel panorama della moda internazionale. Stilista, icona, “l’ultimo imperatore”, come amava definirlo la stampa e come fu consacrato dal documentario del 2008 “Valentino: The Last Emperor”, ha rappresentato l’essenza stessa dell’alta moda italiana, un faro di stile che ha illuminato le passerelle per oltre mezzo secolo.

Il tributo di una musa: le parole di Claudia Schiffer

Tra i numerosi e commossi messaggi di cordoglio che hanno inondato i social media, spicca per intensità e affetto quello della top model Claudia Schiffer, una delle muse che più hanno incarnato lo spirito delle creazioni Valentino. Con il cuore spezzato, la Schiffer ha affidato a Instagram un ricordo intimo e toccante del suo “vecchio amico Valentino”, definendolo una “vera leggenda” destinata a vivere per sempre attraverso il marchio che ha saputo creare, simbolo di un’eleganza e di un glamour senza tempo.

“Ho amato i momenti speciali in cui ho potuto dare vita alle sue creazioni dentro e fuori dalla passerella”, ha scritto la modella, rievocando una delle sue campagne preferite, quella realizzata a Roma, dove si trasformò in una novella Anita Ekberg immersa nelle atmosfere de “La Dolce Vita”. Un ricordo indelebile, così come le vacanze trascorse insieme a Maiorca, Ibiza e St Tropez. Ma il ricordo più prezioso, quello che custodisce come una reliquia, è legato al suo abito da sposa, un capolavoro firmato Valentino che oggi campeggia incorniciato nella sua casa, “costante ricordo della sua natura gentile, generosa, dolce e leale”. “Fargli creare il mio abito da sposa è stato uno dei grandi onori della mia vita, un momento che conserverò per sempre”, ha concluso la top model, esprimendo l’orgoglio di aver fatto parte della sua vita.

Una carriera leggendaria: dal “Rosso Valentino” alle dive di Hollywood

Nato a Voghera l’11 maggio 1932, Valentino Clemente Ludovico Garavani ha manifestato fin da giovane un talento cristallino per la moda. Dopo gli studi a Milano e un fondamentale periodo di formazione a Parigi presso le più prestigiose maison, torna in Italia per aprire il suo primo atelier a Roma, in Via Condotti. È l’inizio di una scalata inarrestabile che lo porterà a diventare uno dei nomi più influenti e celebrati della moda mondiale.

Il suo stile è sinonimo di raffinatezza, cura maniacale per i dettagli e un’idea di lusso sussurrato ma potentissimo. La sua firma più riconoscibile è un colore, una tonalità così iconica da prendere il suo nome: il “Rosso Valentino”. Un rosso vibrante, passionale, che diventerà il suo portafortuna e il simbolo della sua maison. Ma la sua grandezza risiede nella capacità di aver vestito i sogni delle donne, esaltandone la bellezza e la femminilità con abiti che sono vere e proprie opere d’arte.

  • Le dive del cinema: Da Elizabeth Taylor a Sophia Loren, da Audrey Hepburn a Julia Roberts, che ritirò il suo Oscar nel 2001 indossando un suo abito d’archivio, non c’è stata stella di Hollywood che non abbia desiderato indossare una creazione Valentino sul red carpet.
  • Le icone di stile: Jacqueline Kennedy Onassis lo scelse per il suo abito da sposa nel matrimonio con Aristotele Onassis, consacrandolo a livello internazionale. Anche la Principessa Diana è stata una sua fedele ammiratrice.
  • Le top model: Negli anni ’90, le sue sfilate erano animate dalle supermodelle più famose, da Naomi Campbell a Cindy Crawford, fino alla già citata Claudia Schiffer, che hanno contribuito a rendere le sue creazioni ancora più iconiche.

L’eredità di un maestro e il cordoglio del mondo

La scomparsa di Valentino ha suscitato un’ondata di commozione unanime. Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, lo ha ricordato come “uno stilista di successo, capace di guardare oltre le tendenze e le convenzioni”. La Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, lo ha definito “maestro indiscusso di stile ed eleganza e simbolo eterno dell’alta moda italiana”. Dal mondo della moda, i messaggi sono stati innumerevoli: da Giorgio Armani a Donatella Versace, da Pierpaolo Piccioli, che da lui fu scelto nel 1999, ad Alessandro Michele, attuale direttore creativo della maison Valentino. Ognuno ha voluto rendere omaggio al genio, all’uomo e all’artista che ha saputo elevare il Made in Italy a eccellenza mondiale.

Con Valentino non se ne va solo un grande stilista, ma un pezzo di storia culturale italiana. Se ne va l’uomo che, come ha scritto Eugenia Sheppard dell’International Herald Tribune nel 1967, faceva “venire a tutte le donne la voglia di comprare” perché il suo stile possedeva qualità impalpabili “come la bellezza o il sex appeal”. La camera ardente sarà allestita a Roma, nella storica sede della maison in Piazza Mignanelli, per permettere a tutti di porgere l’ultimo saluto all’imperatore della moda. La sua eredità, intessuta di bellezza, passione e di un inconfondibile tocco di rosso, è destinata a non svanire mai.

Di euterpe

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