BERLINO – L’economia tedesca, motore industriale d’Europa, inaugura il 2026 con due dati macroeconomici estremamente positivi che infondono una rinnovata fiducia sulla traiettoria di ripresa. A novembre 2025, gli ordini nel settore manifatturiero hanno mostrato una crescita robusta e inattesa, mentre a gennaio l’indice ZEW sul sentiment degli investitori è schizzato ai livelli più alti da metà 2021, delineando uno scenario più roseo del previsto.

Questi indicatori, uno basato su dati “hard” (gli ordini effettivi) e l’altro su dati “soft” (le aspettative future), si rafforzano a vicenda, suggerendo che la locomotiva tedesca potrebbe aver superato la fase di stagnazione che ha caratterizzato parte del 2025. Dopo una crescita modesta del PIL dello 0,2% nel 2025, questi nuovi segnali potrebbero indicare un’accelerazione nel primo trimestre del nuovo anno.

Un balzo significativo per gli ordini all’industria

Secondo i dati diffusi dall’Ufficio Federale di Statistica (Destatis), gli ordini di fabbrica in Germania sono aumentati a novembre 2025 dell’1,8% rispetto al mese precedente, un dato che batte le attese degli analisti. Ancora più impressionante è la performance su base annua, con una crescita del 5,9% rispetto a novembre 2024. Questa dinamica positiva interrompe un periodo di incertezza per il settore industriale, che aveva sofferto il rallentamento della domanda globale e l’aumento dei costi energetici.

A trainare questa performance sono stati in particolare alcuni settori chiave ad alta specializzazione. Nel dettaglio, si è registrato un notevole incremento nella produzione di veicoli speciali, che include aerei, navi e veicoli militari, con un aumento degli ordini del 3,1%. Questo dato riflette probabilmente l’aumento della spesa per la difesa a livello europeo. Anche comparti tradizionalmente forti come l’industria automobilistica (+3,0%) e l’ingegneria meccanica (+1,1%) hanno fornito un contributo decisivo al risultato complessivo, segnalando una ripresa della domanda sia interna che estera.

La fiducia degli investitori vola: l’indice ZEW sorprende

A corroborare il quadro positivo arriva il dato sull’indice ZEW, che misura il sentiment di circa 350 analisti e investitori istituzionali sulle prospettive economiche a sei mesi. A gennaio 2026, l’indicatore è balzato a 59,6 punti, in netto rialzo rispetto ai 45,8 punti di dicembre. Si tratta del valore più alto registrato da luglio 2021 e supera di gran lunga le attese del mercato, che si fermavano a una stima di 50 punti.

“L’Indice ZEW sta aumentando fortemente, il 2026 potrebbe segnare un punto di svolta”, ha commentato Achim Wambach, presidente dello ZEW. L’ottimismo è alimentato da diversi fattori, tra cui i pacchetti di stimolo fiscale varati dal governo per sostenere infrastrutture e difesa, e le aspettative per un rafforzamento dei settori orientati all’export.

È importante notare che anche la componente dell’indice che valuta la situazione economica attuale è migliorata, pur rimanendo in territorio negativo. L’indicatore è salito a -72,7 punti da -81, superando anche in questo caso le previsioni degli analisti che si attestavano a -75,5. Questo miglioramento suggerisce che la percezione di una ripresa non è solo un’aspettativa futura, ma inizia a radicarsi anche nella valutazione delle condizioni correnti.

Un quadro di cauto ottimismo per il 2026

L’accoppiata di dati positivi su ordini e fiducia disegna un orizzonte incoraggiante per l’economia tedesca. Dopo un 2025 di transizione, in cui si è faticosamente usciti da due anni di recessione, il 2026 sembra iniziare sotto una luce diversa. La domanda interna, sostenuta dai consumi delle famiglie e dalla spesa pubblica, aveva già fornito un contributo essenziale alla crescita nel 2025, ma la ripresa degli ordini industriali, specialmente dall’estero, è il segnale che mancava per poter parlare di una ripresa più solida e strutturata.

Tuttavia, gli analisti invitano alla cautela. Persistono infatti delle incertezze a livello globale, come le tensioni commerciali transatlantiche e la forte concorrenza sui mercati internazionali, in particolare dalla Cina nel settore automotive. Inoltre, la competitività a lungo termine dell’industria tedesca rimane legata a sfide strutturali come la transizione energetica, la digitalizzazione e la carenza di manodopera qualificata. Nonostante queste sfide, i dati di oggi rappresentano una boccata d’ossigeno e un solido punto di partenza per l’anno appena iniziato.

Di atlante

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