ROMA – In una solenne cerimonia al Palazzo del Quirinale, il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha incontrato i magistrati ordinari in tirocinio, rivolgendo loro un discorso denso di significato istituzionale e culturale. Al centro del suo intervento, il legame indissolubile tra la Costituzione, la Repubblica e la funzione giurisdizionale, un richiamo reso ancora più potente dalla ricorrenza degli ottant’anni dalla fondazione della Repubblica Italiana.

“Proprio quest’anno – per voi così significativo sul piano personale – ricorrono gli ottant’anni della Repubblica”, ha esordito il Capo dello Stato, ricordando come una delle tre copie originali della Carta Costituzionale sia custodita proprio al Quirinale, simbolo tangibile delle fondamenta democratiche del Paese. Un monito a considerare la Costituzione non come un testo astratto, ma come la radice viva della vita civile e il presupposto essenziale per l’esercizio della giustizia.

Il Ruolo della Magistratura nell’Attuazione dei Valori Costituzionali

Nel corso di questi otto decenni, ha sottolineato Mattarella, la magistratura italiana ha avuto un ruolo determinante nell’attuare i principi costituzionali, vivendo al contempo una profonda evoluzione. Il Presidente ha evidenziato come il percorso storico della giurisprudenza sia ormai un “patrimonio” della cultura giuridica nazionale. I giudici, anche attraverso il dialogo con la Corte Costituzionale, hanno spesso agito come promotori di valori, riconoscendo nuovi diritti e rispondendo alle emergenti domande di giustizia dei cittadini. In alcuni casi, l’azione della magistratura ha persino stimolato il legislatore a intervenire su istanze sociali inedite, dimostrando una capacità di interpretare la società e di orientarne lo sviluppo normativo nel solco dei principi fondamentali.

Questo ruolo attivo, tuttavia, deve sempre svolgersi all’interno dei binari tracciati dalla Costituzione, attraverso “l’interpretazione e l’applicazione rispettosa e imparziale della legge”. Il Capo dello Stato ha ribadito che la nostra Carta, nata dalle ceneri dei conflitti mondiali e delle dittature, si fonda sul principio della separazione dei poteri, con il duplice scopo di bilanciare le funzioni dello Stato e di garantire i diritti inviolabili di ogni persona.

Garanzie di Autonomia e Indipendenza: Pilastri della Democrazia

Un passaggio cruciale del discorso presidenziale ha riguardato le garanzie di autonomia e indipendenza della magistratura, definite “indiscutibili”. Mattarella ha spiegato che tali garanzie non sono un privilegio di casta, ma sono “funzionali ad assicurare che le decisioni siano adottate secondo diritto e non in base a ragioni esterne”. L’indipendenza da condizionamenti, pregiudizi, influenze o timori è la condizione essenziale perché la giustizia possa essere amministrata “in nome del popolo”, come recita l’articolo 101 della Costituzione.

Per rendere effettiva questa indipendenza, l’architettura costituzionale ha previsto il modello del governo autonomo della magistratura. Un presidio fondamentale che, oggi più che mai, richiede un profondo senso di responsabilità da parte di ogni singolo magistrato. L’esercizio della giurisdizione, ha ammonito il Presidente, è un’attività complessa che esige maturità, profonda conoscenza giuridica e un’assoluta imparzialità nell’interpretazione.

L’Appello alle Nuove Generazioni di Magistrati

Rivolgendosi direttamente ai giovani magistrati, il Presidente Mattarella ha tracciato il profilo della toga ideale: un professionista dotato non solo di competenza tecnica, ma anche di qualità umane essenziali.

  • Imparzialità: Un dovere da testimoniare in ogni contesto, anche al di fuori delle aule di tribunale, per non incrinare la fiducia dei cittadini.
  • Umiltà e Prudenza: Doti preziose per affrontare un compito così elevato, che si nutrono del confronto leale e del rifiuto di ogni presunzione.
  • Rigore Morale: Insieme all’alta professionalità, costituisce l’elemento portante della credibilità dell’intero Ordine giudiziario.

Il compito che attende le nuove leve è “complesso e, insieme, avvincente”, ha concluso il Capo dello Stato. Un compito che consiste nell’essere “agenti della Costituzione”, difensori della legalità e presidio dei diritti di ogni persona, contribuendo giorno dopo giorno a rafforzare le fondamenta della nostra Repubblica.

Di veritas

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