GIULIANOVA – In un’epoca complessa, segnata da tensioni e dalla preoccupante diffusione di sentimenti d’odio, la città di Giulianova ha lanciato un messaggio forte e chiaro di civiltà e memoria. Con una cerimonia sentita e partecipata, svoltasi nella Sala Buozzi, è stata conferita la cittadinanza onoraria alla senatrice a vita Liliana Segre, una delle ultime testimoni viventi della Shoah. Un atto deliberato dal consiglio comunale lo scorso 30 dicembre, che assume un significato ancora più profondo nel contesto attuale.

A ritirare la pergamena, in rappresentanza della madre, è stato il figlio Luciano Belli Paci, che ha ricevuto il riconoscimento dalle mani del sindaco Jwan Costantini e del presidente del Consiglio comunale, Roberto Mastrilli. La cerimonia ha visto la presenza di numerose autorità civili, militari e rappresentanti del mondo istituzionale, culturale e associativo del territorio, a testimonianza dell’importanza dell’evento per l’intera comunità.

Un Gesto “In Controtendenza” in un Clima Pesante

Le parole di Luciano Belli Paci hanno risuonato con particolare intensità nella sala gremita. Ha definito il gesto del Comune di Giulianova come “quasi in controtendenza”, un’azione che acquista un valore eccezionale in un momento storico definito “estremamente delicato”. Il riferimento è al clima pesante generato dalle conseguenze del conflitto nella striscia di Gaza, che ha innescato una nuova e inquietante ondata di antisemitismo. “Il gesto del Comune di Giulianova riscuote da parte mia e in mia madre un apprezzamento particolare”, ha affermato Belli Paci, sottolineando come la senatrice Segre risenta profondamente di questa atmosfera.

Belli Paci ha ricordato con amarezza una realtà sconcertante: sua madre, a 95 anni, è la persona più anziana in Europa costretta a vivere sotto scorta. Un paradosso doloroso per una donna sopravvissuta all’orrore dei campi di sterminio nazisti e che oggi si trova a fronteggiare una nuova forma di persecuzione, quella dell’odio online. I social media, ha evidenziato, sono diventati uno “sfogatoio” dove si scatena una violenza verbale senza freni, in una sorta di “zona franca” dall’impunità.

Liliana Segre: un Crocicchio per gli “Haters”

Con lucidità e dolore, Belli Paci ha analizzato la figura della madre come un catalizzatore involontario di odio da parte di diverse categorie di “haters”. “Liliana Segre ha la particolarità di trovarsi al crocevia di una infinità di categorie di haters, sui cui qualcuno prima o poi farà una tesi di laurea”, ha commentato. Dagli ambienti no-vax a frange estremiste e misogine, fino al fronte ideologico filopalestinese, sono molteplici le fonti di attacco. “È una vittima, mia madre, che sembra non riesca a farsi ancora perdonare di essere sopravvissuta all’Olocausto”, ha concluso con parole che pesano come macigni, rivelando la profonda ingiustizia di chi ancora oggi le rinfaccia la sua testimonianza.

Memoria e Impegno Civile: l’Evento “Il Ricordo e la Memoria”

La cerimonia di conferimento della cittadinanza ha preceduto la tavola rotonda “Il ricordo e la memoria”, promossa dall’associazione “CulturiAmo” e moderata da Cinzia Mattiucci. All’evento ha partecipato anche l’onorevole Emanuele Fiano, scrittore e figlio di Nedo Fiano, altro sopravvissuto all’Olocausto scomparso nel 2020. La sua presenza ha ulteriormente arricchito la serata di significato, unendo idealmente le testimonianze di due famiglie segnate dalla stessa tragedia e accomunate dallo stesso impegno nel preservare la memoria.

Fiano ha sottolineato l’importanza di non dimenticare, affermando che “se comprendere è impossibile, conoscere è necessario”, citando Primo Levi. Ha esortato le nuove generazioni a insorgere contro ogni ingiustizia e a difendere il valore dell’uguaglianza. La serata si è conclusa con la proiezione del docu-film “Liliana” del regista Ruggero Gabbai, un ritratto affettuoso e potente della vita e dell’impegno civile della senatrice.

Il conferimento della cittadinanza onoraria a Liliana Segre da parte di Giulianova non è, quindi, solo un atto formale, ma un presidio di memoria e un argine civico contro l’indifferenza e la violenza. Un gesto che, come ha sottolineato il figlio, rincuora e ripaga, almeno in parte, la senatrice per gli attacchi che subisce, dimostrando che esiste un’Italia che crede ancora nei valori della solidarietà, del rispetto e della memoria storica.

Di veritas

🔍 Il vostro algoritmo per la verità, 👁️ oltre le apparenze, 💖 nel cuore dell’informazione 📰

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *