Una saga familiare dai contorni drammatici sta scuotendo la tranquillità di Tavullia, coinvolgendo due figure iconiche del motociclismo italiano: Valentino Rossi e suo padre Graziano. Quello che per anni è stato un rapporto simbiotico, cementato dalla passione per i motori e dai successi in pista, si è trasformato in una battaglia legale combattuta a colpi di perizie psichiatriche, denunce e accuse reciproche. Al centro della contesa, una donna, la compagna di Graziano, e un patrimonio di diverse centinaia di migliaia di euro.
L’inizio della contesa: l’amministrazione di sostegno
La vicenda ha inizio nel 2024, quando Valentino Rossi, oggi 46enne, chiede e ottiene di diventare amministratore di sostegno del padre Graziano, 71 anni. La richiesta è motivata da una perizia medica di parte che definisce l’ex pilota “fragile e in difficoltà nel provvedere a sé stesso”, pur riconoscendogli la capacità di guidare l’auto e partecipare a gare di rally. Durante questo periodo, Valentino esamina i conti correnti del padre e scopre una serie di movimenti finanziari sospetti verso l’attuale compagna di Graziano, una donna di 54 anni impiegata in un ufficio pubblico.
Secondo l’accusa mossa dal nove volte campione del mondo, la donna avrebbe prelevato dal conto del compagno circa 200mila euro in dodici anni di relazione. Nello specifico, si tratterebbe di 176mila euro, di cui 100mila con la causale “prestito”, e altri 34mila euro in contanti. Questi numeri spingono Valentino a presentare una denuncia per il reato di circonvenzione di incapace.
La reazione di Graziano e la revoca dell’incarico
La reazione di Graziano Rossi non si fa attendere. Nel marzo del 2025, chiede al figlio di essere “liberato” dal suo controllo legale, ma riceve un netto rifiuto. A quel punto, Graziano intenta una causa civile per ottenere la revoca dell’incarico di amministratore di sostegno. Il 4 marzo 2025, il giudice Davide Storti del Tribunale di Pesaro gli dà ragione, certificando la sua “piena capacità di intendere e volere” e revocando di fatto l’incarico a Valentino. Quest’ultimo decide di non presentare appello contro la decisione del giudice.
In una recente intervista, Graziano ha fornito la sua versione dei fatti, sostenendo di aver firmato le carte per l’amministrazione di sostegno in un momento di particolare debolezza fisica, fidandosi ciecamente del figlio. “Valentino e i suoi collaboratori mi hanno convocato per farmi firmare un foglio, dicendomi che era una cosa che facevano tutti e non avrebbe avuto nessuna conseguenza”, ha dichiarato Graziano, aggiungendo di essersi sentito tradito.
L’indagine penale e le perizie psichiatriche
Nonostante la conclusione della vicenda in sede civile, l’indagine penale a carico della compagna di Graziano prosegue. La Procura di Pesaro, nella persona della pm Irene Lilliu, ha disposto una serie di accertamenti, tra cui numerose perizie psichiatriche per valutare lo stato di salute mentale di Graziano. Almeno cinque perizie, eseguite da diversi specialisti tra cui il professor Luca Cimino nominato dal GIP, hanno confermato che Graziano Rossi non necessita di un amministratore di sostegno, essendo pienamente lucido e capace di gestire i propri interessi. Questo elemento potrebbe svuotare l’impianto accusatorio della difesa di Valentino, basato proprio sulla presunta incapacità del padre di autodeterminarsi. Il procuratore di Pesaro, Marco Mescolini, ha lasciato intendere che, data la dirimenza delle perizie mediche in casi come questo, l’inchiesta potrebbe andare verso una richiesta di archiviazione.
Le voci dei protagonisti e il dramma familiare
La battaglia legale ha inevitabilmente creato una profonda frattura all’interno della famiglia Rossi. Valentino, in una rara dichiarazione, ha espresso tutto il suo dolore: “Il denaro, in questa storia, non ha alcuna rilevanza. Sono solo addolorato e preoccupato per il mio babbo che non vedo, non sento più. È come se non avessi più un padre”. Secondo il “Dottore”, la relazione sentimentale del padre avrebbe portato a una “frattura totale con la famiglia”.
Dal canto suo, Graziano difende a spada tratta la sua compagna, Ambra Arpino, e annuncia l’intenzione di sposarla a breve, invitando anche il figlio al matrimonio nella speranza di una riconciliazione. Ambra si difende dalle accuse, affermando di essere l’unica a essersi presa cura di Graziano nei momenti di difficoltà e giustificando i movimenti di denaro come contributi al mutuo della casa in cui vivono e per le spese correnti.
Anche la madre di Valentino ed ex moglie di Graziano, Stefania Palma, è intervenuta nella vicenda, schierandosi implicitamente con il figlio: “Se Graziano fosse un falegname Ambra non sarebbe lì”.
Il futuro dell’inchiesta
La palla passa ora nelle mani della pm Irene Lilliu, che dovrà decidere se archiviare il fascicolo d’indagine a carico della donna o procedere con ulteriori accertamenti, mentre la Guardia di Finanza continua a indagare sui movimenti finanziari. Una vicenda complessa e dolorosa che va oltre la cronaca giudiziaria, toccando le corde profonde di un rapporto padre-figlio un tempo solidissimo e ora messo a dura prova.
