Roma – La Capitale d’Italia volta pagina sulla mobilità urbana. A partire dal 15 gennaio 2026, l’intera Zona a Traffico Limitato (ZTL) del Centro Storico è ufficialmente una “Zona 30”. Una svolta epocale per le abitudini di guida dei romani, voluta dall’amministrazione del sindaco Roberto Gualtieri per affrontare la drammatica emergenza della sicurezza stradale. La delibera, approvata dalla Giunta Capitolina il 13 novembre 2025, trova così piena attuazione, imponendo un nuovo ritmo, più lento e, nelle intenzioni, più sicuro, nel cuore pulsante della città.
Un Provvedimento per la Sicurezza: I Numeri di una Strage Annunciata
La decisione di abbassare il limite di velocità non è un capriccio, ma una risposta concreta a dati allarmanti. Nel corso del 2025, le strade di Roma hanno registrato un bilancio tragico: circa 33.000 incidenti, con un totale di 124 vittime e oltre 12.700 feriti. Numeri che confermano un trend negativo e pongono la Capitale ai vertici in Italia per mortalità stradale, specialmente per quanto riguarda gli utenti più vulnerabili come i pedoni. L’assessore alla Mobilità, Eugenio Patané, ha più volte sottolineato come la velocità sia un fattore determinante nella gravità degli incidenti: “se si investe un pedone a 50 km/h c’è il 50% di possibilità che muoia, se lo si fa a 70 km/h la probabilità sale al 90%“. L’obiettivo è chiaro: ridurre il differenziale di velocità tra veicoli e utenti deboli per abbattere drasticamente il rischio di mortalità.
Cosa Cambia Concretamente: Mappa e Dettagli della Nuova Zona 30
Il nuovo limite di 30 chilometri orari non riguarda solo i vicoli e le stradine del centro, ma si estende anche ad arterie di grande scorrimento che attraversano la ZTL. Tra queste figurano assi viari cruciali come Corso Vittorio Emanuele, via del Teatro Marcello, il Traforo Umberto I, Lungotevere, Via Barberini e Via XX Settembre. Una scelta che mira a uniformare la velocità massima in tutta l’area, indipendentemente dalla larghezza della carreggiata, per superare l’idea di una “città a misura di auto” che, secondo l’assessore Patané, non esiste più.
Il progetto, tuttavia, è ben più ampio. Il Campidoglio ha annunciato che, oltre alla ZTL, altre mille strade in tutta la città saranno progressivamente portate a 30 km/h. Un piano ambizioso che si accompagna a un potenziamento complessivo delle misure di sicurezza:
- Nuovi Autovelox: Sono previsti cinque nuovi dispositivi sulla via Cristoforo Colombo, una delle arterie più pericolose della città, che si aggiungeranno a quelli già attivi sulla Tangenziale Est e su viale Isacco Newton.
- Photored: Entro il 2026 verranno installati 40 nuovi dispositivi per la rilevazione delle infrazioni semaforiche, con un’attenzione particolare agli incroci più ampi e pericolosi.
- Interventi Strutturali: Il piano include anche la realizzazione di 175 attraversamenti pedonali rialzati e la creazione di nuove “strade scolastiche” per proteggere gli studenti.
Fase di Assestamento e Controlli: Come Funzionerà l’Applicazione
Per consentire ai cittadini di abituarsi alla novità, l’amministrazione ha previsto una fase transitoria. Come spiegato dall’assessore Patané, fino al 15 febbraio ci sarà un periodo di “assestamento”, supportato da una campagna di comunicazione. Successivamente, verranno installati degli indicatori di velocità (infovelox) che segnaleranno agli automobilisti la loro andatura senza emettere sanzioni. Le multe vere e proprie, tramite velox mobili presidiati dalla Polizia Locale, inizieranno solo da metà marzo. Il Comandante della Polizia Locale, Mario De Sclavi, ha assicurato un rafforzamento della vigilanza con pattuglie itineranti per garantire il rispetto delle nuove norme fin da subito.
Il Dibattito Politico: Tra “Atto Ideologico” e Modello Virtuoso
L’introduzione della “Città 30” ha inevitabilmente acceso il dibattito politico. L’opposizione, in particolare Fratelli d’Italia e Lega, ha criticato aspramente il provvedimento. Marco Perissa, presidente della Federazione romana di FdI, ha parlato di “provvedimenti ideologici” e “Ztl imposte dall’alto“, sostenendo la necessità di investimenti reali per la sicurezza. Anche il capogruppo leghista in Campidoglio, Fabrizio Santori, ha definito la misura un “atto ideologico e approssimativo che contraddice la Direttiva del Ministero dei Trasporti“, lamentando la mancanza di un’analisi tecnica puntuale strada per strada.
D’altra parte, il Campidoglio difende la scelta inserendola in un contesto europeo e nazionale. Roma, infatti, non è la prima. L’esempio più citato è quello di Bologna, prima grande città italiana ad aver adottato il limite su vasta scala dal 2024. I risultati nel capoluogo emiliano, a un anno di distanza, sembrano incoraggianti: dimezzamento dei decessi, calo di incidenti e feriti, riduzione dello smog e aumento dell’uso di biciclette e mezzi pubblici. Sulla scia di Bologna, anche altre città come Milano, Torino e Lecce hanno intrapreso percorsi simili, seguendo le indicazioni del Piano Nazionale Sicurezza Stradale 2030.
Non Solo Sicurezza: I Benefici Attesi per Ambiente e Vivibilità
Oltre alla riduzione degli incidenti, una velocità più moderata porta con sé ulteriori benefici. Secondo l’amministrazione, si attende una diminuzione dell’inquinamento acustico di circa 2,1 decibel e un calo delle emissioni inquinanti: -19% per il biossido d’azoto, -3,8% per l’anidride carbonica e -3,6% per l’ossido di carbonio. La misura, inoltre, punta a migliorare la fluidità del traffico, riducendo il cosiddetto “effetto fisarmonica” causato da accelerazioni e frenate brusche, e a restituire il centro storico a una dimensione più umana, favorendo pedonalità e mobilità dolce.
