MILANO – Un vero e proprio terremoto scuote il cammino di avvicinamento ai Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali di Milano Cortina 2026. Con una decisione tanto rapida quanto ferma, il Comitato Organizzatore ha comunicato l’esclusione di Massimo Boldi dalla lista dei 10.001 tedofori che avranno l’onore di portare la Fiamma Olimpica. La causa scatenante è un’intervista rilasciata dall’attore al Fatto Quotidiano, le cui dichiarazioni sono state giudicate in netto contrasto con i principi fondamentali del Movimento Olimpico.
Il caso esplode a seguito della pubblicazione, il 17 gennaio, di un articolo dal titolo provocatorio: “Io tedoforo, ma lo sport è la f… Altro che neve, amo l’aperitivo”. Nell’intervista, alla domanda su quale disciplina sportiva praticasse per meritare tale onore, Boldi ha risposto con una battuta a sfondo sessista, definendosi “un grande atleta della f…”. Parole che, seppur potenzialmente inserite in un contesto goliardico e fedele al personaggio comico “Cipollino”, hanno immediatamente fatto scattare l’allarme ai vertici della Fondazione Milano Cortina 2026.
La reazione immediata del Comitato Organizzatore
La risposta del Comitato non si è fatta attendere. In una nota ufficiale, l’organizzazione ha definito le opinioni espresse da Boldi “incompatibili con i valori Olimpici e con i principi che guidano il lavoro del Comitato Organizzatore“. La Fondazione ha ribadito con forza che “portare la Fiamma Olimpica rappresenta un privilegio e una responsabilità, e richiede che le persone selezionate incarnino e promuovano i valori di rispetto, unità e inclusione, fondamenti del Movimento Olimpico e condizioni essenziali per la partecipazione alla staffetta”. Una presa di posizione netta, che sottolinea come il ruolo del tedoforo non sia una semplice passerella, ma un simbolo in movimento dei valori più alti dello sport.
L’esclusione di Boldi, che avrebbe dovuto correre con la torcia il 26 gennaio sulle nevi di Cortina d’Ampezzo, riaccende i riflettori su un processo di selezione dei tedofori già al centro di numerose polemiche nelle scorse settimane.
Un Viaggio della Fiamma tra le polemiche
La scelta dei 10.001 tedofori per Milano Cortina 2026 è stata tutt’altro che serena. Prima del “caso Boldi”, il dibattito si era infiammato per l’esclusione di grandi campioni dello sport invernale italiano, a fronte della presenza di influencer, cantanti e personaggi dello spettacolo. Atleti del calibro di Silvio Fauner, oro olimpico a Lillehammer ’94, avevano denunciato una “mancanza di rispetto” e un’ “offesa incredibile”, lamentando come fossero stati preferiti volti noti ma distanti dalle discipline olimpiche.
La Fondazione aveva replicato a tali accuse, parlando di un processo di selezione “rigoroso, inclusivo e rispettoso” e sottolineando che la nomina dei tedofori è un processo condiviso tra molteplici realtà, tra cui le città di tappa, gli sponsor, i CONI regionali e il Comitato Olimpico Internazionale. Tuttavia, l’incidente con Boldi, contattato direttamente dagli organizzatori, ha evidenziato un possibile “cortocircuito comunicativo” e ha sollevato ulteriori interrogativi sui criteri adottati.
Le scuse di Boldi: “Battuta inopportuna”
A seguito della decisione del Comitato, sono arrivate le scuse ufficiali di Massimo Boldi. L’attore, in una nota, ha espresso rammarico per le sue parole, definendo la sua una “battuta che voleva essere leggera e ironica, ma si è rivelata inopportuna e offensiva nei confronti delle donne e non in linea con i principi di rispetto e inclusione che ispirano il movimento olimpico“. Boldi ha chiesto scusa “a tutte le persone che si sono sentite ferite e al Comitato Organizzatore”, dichiarandosi profondamente amareggiato dalla vicenda e ribadendo la sua stima per l’evento olimpico.
I Valori Olimpici al primo posto
Al di là della polemica, la vicenda Boldi ha avuto il merito di riaffermare con forza la centralità dei valori olimpici. Il Comitato Organizzatore ha voluto inviare un messaggio chiaro: la popolarità e il legame con i territori dei Giochi, come quello indiscusso di Boldi con Cortina attraverso i suoi “cinepanettoni”, non sono sufficienti se non accompagnati da un’adesione incondizionata ai principi di rispetto, lealtà e inclusione. La Fiamma Olimpica è un simbolo universale di pace e fratellanza e chi la porta ne diventa ambasciatore, anche solo per pochi metri. Una responsabilità che, secondo la Fondazione Milano Cortina 2026, non ammette deroghe o leggerezze.
