Yanbu, Arabia Saudita – Il deserto saudita ha emesso verdetti quasi definitivi nella dodicesima e penultima tappa della Dakar 2026, un anello di 311 chilometri cronometrati che ha riportato la carovana da Al Henakiyah a Yanbu. Una giornata che entra di diritto nella storia del rally raid più famoso al mondo, grazie a un’impresa leggendaria e a un cambio di leadership mozzafiato nella categoria delle due ruote.
Al-Attiyah: una vittoria storica che vale oro
Il protagonista assoluto di giornata è stato, ancora una volta, Nasser Al-Attiyah. Il pilota qatariota, al volante del suo Dacia Sandrider, ha dominato la speciale odierna con una performance magistrale, chiudendo con il tempo di 3 ore, 21 minuti e 52 secondi. Ma il risultato odierno va ben oltre la semplice vittoria di tappa. Con questo successo, Al-Attiyah ha raggiunto la cifra tonda e storica di 50 vittorie di speciale alla Dakar, eguagliando due leggende assolute come Ari Vatanen e Stéphane Peterhansel. Un traguardo che lo consacra nell’Olimpo dei più grandi di sempre e che, soprattutto, gli permette di ipotecare seriamente la conquista della sua sesta Dakar in carriera.
La sua guida, un mix di aggressività controllata e intelligenza tattica, gli ha permesso di infliggere distacchi importanti ai suoi diretti avversari. Al secondo posto di giornata si è piazzato l’americano Mitch Guthrie su Ford, staccato di 1 minuto e 4 secondi, seguito dall’australiano Toby Price su Toyota a 1 minuto e 25 secondi. Grazie a questa vittoria, Al-Attiyah ha ampliato il suo vantaggio nella classifica generale, portandolo a oltre 15 minuti su Nani Roma (Ford), consolidando una leadership che, a una sola tappa dalla fine, appare inattaccabile.
“È una sensazione incredibile,” ha dichiarato un sorridente Al-Attiyah al bivacco. “Vincere la tappa e raggiungere le 50 vittorie è un sogno. La squadra ha fatto un lavoro eccezionale, la Dacia Sandrider è stata perfetta. Ora dobbiamo solo rimanere concentrati per l’ultima giornata.”
La strategia vincente di Brabec nelle moto
Se tra le auto la lotta per la vittoria finale sembra ormai chiusa, la categoria delle moto ha regalato un colpo di scena tanto atteso quanto spettacolare. Ricky Brabec, con una mossa da fine stratega, ha vinto la tappa e si è ripreso la leadership della classifica generale. L’americano del team Honda, che ieri aveva volutamente rallentato per non partire davanti oggi, ha sfruttato al meglio la sua posizione di partenza favorevole.
Brabec ha impresso un ritmo insostenibile per i suoi rivali, chiudendo la speciale in 3 ore, 19 minuti e 1 secondo. Ha preceduto di 3 minuti e 43 secondi il suo principale avversario, l’argentino Luciano Benavides su KTM, che partendo per primo ha perso terreno prezioso. Terzo di giornata lo spagnolo e compagno di squadra di Brabec, Tosha Schareina, a quasi 13 minuti di distacco.
Questa vittoria permette a Brabec di tornare in testa alla classifica generale con un vantaggio di 3 minuti e 20 secondi su Benavides. Un margine non enorme, ma che, considerando i soli 108 chilometri cronometrati dell’ultima tappa di domani, lo pone in una posizione di netto vantaggio per la vittoria finale. La strategia di ieri si è rivelata un capolavoro di acume tattico, dimostrando come alla Dakar la forza fisica e la velocità debbano sempre essere accompagnate da una mente lucida e calcolatrice.
Il percorso: un mix di sabbia e rocce
La tappa odierna da Al Henakiyah a Yanbu è stata un vero e proprio compendio delle difficoltà incontrate in questa edizione della Dakar. I piloti hanno affrontato un terreno variegato, con tratti veloci su sabbia alternati a sezioni tecniche e rocciose tra i canyon, che hanno messo a dura prova la resistenza dei mezzi e la concentrazione degli equipaggi. La navigazione, come sempre, ha giocato un ruolo cruciale nel determinare il risultato finale.
Verso il gran finale a Yanbu
Domani andrà in scena l’ultima fatica di questa estenuante maratona: una tappa ad anello con partenza e arrivo a Yanbu, con una speciale cronometrata di 108 chilometri. Per Al-Attiyah sarà una passerella verso il sesto trionfo, mentre per Brabec sarà l’ultimo ostacolo da superare per conquistare la sua terza Dakar. La tensione resta alta, perché nel deserto, fino all’ultimo metro, nulla è mai scontato.
