NEW YORK – Una svolta che era nell’aria da tempo e che ora diventa realtà. OpenAI, la società madre del celebre chatbot ChatGPT, ha annunciato ufficialmente l’introduzione della pubblicità sulla sua piattaforma. Una decisione strategica destinata a cambiare il modello di business dell’azienda e che risponde alla necessità di sostenere i costi vertiginosi legati allo sviluppo e al mantenimento di una delle tecnologie di intelligenza artificiale più avanzate al mondo. La novità, per il momento, interesserà solo una parte degli utenti, ma segna un punto di non ritorno nell’evoluzione dei servizi di IA generativa.
Una fase di test mirata negli Stati Uniti
Come comunicato da OpenAI attraverso il proprio blog ufficiale, il cambiamento non sarà immediato per tutti. L’azienda prevede di avviare una fase di test nelle prossime settimane, che coinvolgerà inizialmente solo gli utenti adulti connessi dagli Stati Uniti. Gli annunci pubblicitari compariranno esclusivamente per due categorie di utenti:
- Utenti del piano Free: la versione gratuita e più diffusa di ChatGPT.
- Utenti del piano Go: un nuovo abbonamento a basso costo, lanciato ad agosto 2025 e ora disponibile a livello globale, che offre funzionalità potenziate rispetto alla versione gratuita a un prezzo contenuto (8 dollari al mese negli USA).
Resteranno invece completamente ad-free, ovvero senza pubblicità, i piani di abbonamento a pagamento di livello superiore: ChatGPT Plus, Pro, Business ed Enterprise. Questa scelta delinea una chiara strategia di segmentazione dell’utenza, offrendo un’esperienza priva di interruzioni a chi è disposto a pagare di più.
Come funzionerà la pubblicità su ChatGPT?
OpenAI ha tenuto a precisare alcuni punti fondamentali per tranquillizzare gli utenti preoccupati per l’integrità del servizio. L’azienda guidata da Sam Altman ha stabilito dei “paletti” molto chiari per questa nuova fase:
- Separazione e trasparenza: Gli annunci saranno sempre chiaramente etichettati come “Sponsorizzati” e appariranno in uno spazio separato, in fondo alle risposte fornite dal chatbot, per non essere confusi con i contenuti generati dall’IA.
- Indipendenza delle risposte: La società ha garantito che la pubblicità non influenzerà in alcun modo le risposte di ChatGPT. L’algoritmo continuerà a essere ottimizzato per fornire l’informazione più utile e pertinente, senza condizionamenti da parte degli inserzionisti.
- Privacy al primo posto: Le conversazioni con il chatbot rimarranno private e non saranno mai condivise o vendute agli inserzionisti. Sebbene gli annunci saranno personalizzati in base al contesto della conversazione, gli utenti avranno il pieno controllo dei propri dati. Sarà possibile disattivare la personalizzazione e cancellare in qualsiasi momento i dati utilizzati per gli annunci.
- Tutela dei minori e dei temi sensibili: Durante la fase di test, non verranno mostrati annunci agli utenti che dichiarano o che si prevede abbiano meno di 18 anni. Inoltre, la pubblicità sarà esclusa in prossimità di argomenti sensibili o regolamentati, come salute, salute mentale e politica.
La necessità economica dietro la svolta
Dal suo lancio nel novembre 2022, ChatGPT ha raggiunto una popolarità senza precedenti, con circa 800 milioni di utenti attivi settimanali e una valutazione di OpenAI che ha toccato i 500 miliardi di dollari. Tuttavia, questa crescita esponenziale ha un costo enorme. L’azienda “brucia” liquidità a un ritmo impressionante, soprattutto per la potenza di calcolo necessaria a erogare il servizio e per rimanere competitiva in un mercato sempre più affollato, con rivali agguerriti come Google (con Gemini), Anthropic (con Claude) e la cinese Deepseek.
Le sole sottoscrizioni, sebbene in crescita, non sono sufficienti a coprire le ingenti spese operative e di ricerca. L’introduzione della pubblicità rappresenta quindi una diversificazione necessaria del modello di ricavi, un passo quasi obbligato per garantire la sostenibilità a lungo termine e continuare a perseguire la missione di “rendere l’intelligenza artificiale accessibile a tutti”, come dichiarato dall’azienda.
La visione di Sam Altman e il futuro dell’advertising conversazionale
Lo stesso CEO Sam Altman, che in passato si era mostrato scettico verso i modelli basati sulla pubblicità, ha spiegato il cambio di prospettiva. In un post su X, ha affermato: “È chiaro che molte persone vogliono usare molta IA e non vogliono pagare, quindi speriamo che un modello di business come questo possa funzionare”. Altman ha citato come esempio positivo le pubblicità su Instagram, che gli hanno permesso di scoprire prodotti di suo interesse, auspicando di poter rendere gli annunci su ChatGPT ancora più utili per gli utenti.
L’integrazione della pubblicità in un’interfaccia conversazionale apre scenari inediti. OpenAI immagina un futuro in cui gli utenti potranno interagire direttamente con un annuncio per porre domande e ottenere le informazioni necessarie prima di un acquisto, superando i limiti dei tradizionali banner statici. Si tratta di una scommessa importante: monetizzare l’attenzione senza compromettere la fiducia degli utenti, un equilibrio delicato che determinerà il successo di questa nuova fase per ChatGPT e, potenzialmente, per l’intero settore dell’intelligenza artificiale.
