BRUXELLES – Un nuovo capitolo si apre nel rapporto tra le Big Tech e l’Unione Europea. Fonti interne alla Commissione europea hanno confermato che WhatsApp, il colosso della messaggistica istantanea di proprietà di Meta, è in procinto di essere designata come “Piattaforma Online di Grandi Dimensioni” (VLOP – Very Large Online Platform) nel quadro del Digital Services Act (DSA), la nuova e stringente normativa europea sui servizi digitali. La decisione, attesa per il mese di gennaio, segna una svolta significativa per un’applicazione finora percepita come uno strumento di comunicazione prevalentemente privato.

Il Fattore Scatenante: i Canali WhatsApp

A portare WhatsApp sotto la lente d’ingrandimento di Bruxelles non sono le chat private, che rimangono al di fuori del campo di applicazione del DSA, bensì la funzione “Canali”. Questi strumenti di comunicazione unidirezionale, che consentono a persone e organizzazioni di trasmettere informazioni a un vasto pubblico, hanno registrato una crescita esponenziale. A febbraio dello scorso anno, Meta ha reso noto che i canali di WhatsApp avevano raggiunto una media di circa 46,8 milioni di utenti attivi mensili nell’Unione Europea. Questo dato supera la soglia critica di 45 milioni di utenti stabilita dal DSA per la classificazione come VLOP.

Questa designazione, di fatto, equipara la funzione Canali a un social network tradizionale, con tutte le implicazioni che ne derivano in termini di responsabilità sulla diffusione dei contenuti. La Commissione Europea, attraverso un suo portavoce, ha confermato di stare “esaminando attivamente la situazione” e non ha escluso una futura designazione ufficiale.

Cosa Cambia con lo Status di VLOP?

Una volta ufficializzata la designazione, WhatsApp (e per estensione Meta) avrà quattro mesi di tempo per adeguarsi a una serie di obblighi più severi, volti a creare un ambiente online più sicuro e trasparente per i cittadini europei. Tra le principali novità imposte dal Digital Services Act per le VLOP figurano:

  • Moderazione dei Contenuti: Obbligo di implementare misure più robuste per contrastare la diffusione di contenuti illegali e dannosi, come incitamento all’odio, disinformazione e truffe.
  • Valutazione dei Rischi Sistemici: Le piattaforme dovranno analizzare e mitigare i rischi che i loro servizi possono comportare per i diritti fondamentali, la sicurezza pubblica, il benessere degli utenti e i processi democratici.
  • Trasparenza: Maggiore chiarezza su pubblicità, sistemi di raccomandazione e decisioni di moderazione dei contenuti. Gli utenti avranno diritto a un maggiore controllo sui propri dati, inclusa la possibilità di disattivare il tracciamento per la profilazione.
  • Audit Indipendenti: Le VLOP dovranno sottoporsi a verifiche esterne regolari per assicurare la conformità con il DSA.
  • Cooperazione con le Autorità: Obbligo di istituire un punto di contatto per le autorità nazionali e europee e di collaborare attivamente per la sicurezza pubblica.

È fondamentale sottolineare che queste nuove regole si applicheranno esclusivamente ai Canali pubblici di WhatsApp. Le conversazioni private e le chat di gruppo continueranno a essere protette dalla crittografia end-to-end e non saranno soggette a queste normative, salvaguardando così la privacy degli utenti.

Il Contesto: Meta e la Sfida della Regolamentazione Europea

WhatsApp si unisce così alle altre piattaforme di Meta, Facebook e Instagram, già designate come VLOP e quindi soggette alle norme più severe del DSA. Questa mossa rafforza la strategia dell’Unione Europea di responsabilizzare i giganti della tecnologia per i contenuti che circolano sui loro servizi. Negli ultimi mesi, Meta è già stata oggetto di attenzioni da parte della Commissione per presunte violazioni del DSA relative ai meccanismi di segnalazione su Facebook e Instagram.

La designazione di WhatsApp potrebbe innescare nuove tensioni tra Meta e le autorità europee. In caso di violazione delle norme del DSA, le sanzioni possono essere molto pesanti, arrivando fino al 6% del fatturato globale annuo dell’azienda. L’adeguamento richiederà investimenti significativi in tecnologia e risorse umane per implementare sistemi di moderazione più sofisticati e garantire la trasparenza richiesta.

La decisione della Commissione Europea riflette una realtà ineludibile del mondo digitale: anche le piattaforme nate per la messaggistica privata, nel momento in cui introducono funzionalità di broadcasting pubblico su larga scala, entrano a far parte di un ecosistema mediatico complesso e devono assumersene le responsabilità. La sorveglianza sui Canali di WhatsApp è un chiaro segnale che a Bruxelles nessuno è esente dalle regole del gioco digitale.

Di davinci

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