Roma – A poche settimane dall’inizio dei Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina 2026, il clima di attesa è stato attraversato da una polemica inaspettata: la scelta dei tedofori. Un dibattito acceso che ha visto scendere in campo non solo addetti ai lavori e appassionati, ma anche esponenti del mondo politico. A gettare acqua sul fuoco è intervenuto direttamente il Presidente del CONI, Luciano Buonfiglio, che, a margine dell’ottava assemblea di avvio anno sociale dell’Us Acli, ha voluto fare chiarezza, difendendo le scelte operate e delineando con precisione il perimetro d’azione del Comitato Olimpico Nazionale Italiano.

La difesa di Buonfiglio: “Se c’è polemica, vuol dire che abbiamo tanti campioni”

Con un approccio pragmatico e una nota d’orgoglio, Buonfiglio ha esordito smorzando i toni della contesa: “Io sono sempre ottimista e positivo, se nasce questa polemica vuol dire che ne abbiamo tanti di campioni olimpici nella nostra storia”. Una dichiarazione che mira a spostare il focus dal “chi è stato escluso” al “quanti avrebbero meritato”, sottolineando la ricchezza del patrimonio sportivo italiano. Il Presidente ha poi precisato di aver partecipato a un incontro con i ministri Matteo Salvini e Andrea Abodi, oltre a Giovanni Malagò (Presidente della Fondazione Milano Cortina 2026) e Andrea Varnier, ma di non aver ricevuto domande dirette sulle esclusioni.

Le competenze del CONI: una selezione mirata e strategica

Entrando nel merito delle decisioni, Buonfiglio ha illustrato nel dettaglio quali fossero le responsabilità dirette del CONI nella selezione dei tedofori. Un compito circoscritto a momenti e figure di alto valore simbolico:

  • Olimpia: L’individuazione dei due atleti per la cerimonia di accensione della fiamma nell’antico sito greco. La scelta è ricaduta su due leggende degli sport invernali: la campionessa dello sci di fondo Stefania Belmondo, già ultima tedofora a Torino 2006, e l’icona dello slittino Armin Zoeggeler. Una decisione che, come sottolineato da Malagò, rappresenta un ponte ideale tra gli ultimi Giochi italiani e quelli imminenti.
  • Atene: La scelta dei due atleti per la cerimonia di consegna della fiaccola all’Italia, svoltasi allo Stadio Panatenaico. In questo caso, i protagonisti sono stati il campione del ciclismo Filippo Ganna e la tennista Jasmine Paolini, oro olimpico a Parigi.
  • Portabandiera: Per la prima volta nella storia dei Giochi Invernali, l’Italia avrà quattro portabandiera, una richiesta avanzata dallo stesso Buonfiglio al CIO per valorizzare la doppia sede di apertura. A Milano sfileranno Arianna Fontana (short track) e Federico Pellegrino (sci di fondo), mentre a Cortina l’onore toccherà a Federica Brignone (sci alpino) e Amos Mosaner (curling).
  • Ultimi tedofori: Infine, rientrano nella competenza del CONI gli ultimi, segretissimi tedofori, coloro che avranno l’onore di accendere i bracieri olimpici a Milano e a Cortina. Le loro identità, come da tradizione, non sono state svelate.

La complessa galassia degli oltre 10.000 tedofori

Buonfiglio ha poi chiarito che la stragrande maggioranza degli oltre 10.000 tedofori che porteranno la fiaccola lungo i 12.000 km del suo viaggio in Italia non è stata scelta dal CONI. La selezione, infatti, è stata gestita per la maggior parte dagli sponsor principali e dagli enti locali, che hanno seguito criteri diversi, includendo non solo atleti ma anche personalità dello spettacolo, influencer e cittadini distintisi per meriti sociali. Questa diversità di profili ha generato malumori, con l’esclusione di alcuni campioni olimpici che ha fatto molto discutere. La Fondazione Milano-Cortina ha difeso il processo come “rigoroso, inclusivo e rispettoso”, invitando a non creare contrapposizioni tra le diverse categorie di tedofori.

Il Presidente del CONI ha concluso il suo intervento con un aneddoto personale, annunciando che anche lui parteciperà al viaggio della fiamma: “E il 5 febbraio porterò anche io la fiaccola a Milano nelle strade dove sono cresciuto”. Un gesto simbolico per ribadire l’unità di intenti e la passione che anima l’intero movimento sportivo in vista dell’appuntamento a cinque cerchi.

Un dibattito che riflette la passione italiana per lo sport

La polemica sui tedofori, al di là delle singole scelte, evidenzia la profonda connessione tra gli italiani e i Giochi Olimpici. L’attenzione mediatica e le reazioni appassionate dimostrano quanto l’evento sia sentito e come ogni decisione venga vagliata attentamente dall’opinione pubblica. Se da un lato le critiche hanno messo in luce il desiderio di vedere celebrati esclusivamente i meriti sportivi, dall’altro le scelte operate riflettono una visione dei Giochi più ampia, che abbraccia la società in tutte le sue sfaccettature. L’importante, come suggerito da Buonfiglio, è non perdere di vista l’obiettivo finale: celebrare un’Olimpiade che sia motivo di orgoglio e unione per l’intero Paese.

Di nike

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