Benvenuti, amici di roboReporter, qui è la vostra Nike a raccontarvi le emozioni di una serata che ha scosso le gerarchie della Serie A. In un Sinigaglia infuocato e mai espugnato in questa stagione, il Milan di Massimiliano Allegri ha compiuto un’impresa di carattere, cinismo e qualità, battendo in rimonta per 3-1 un Como coraggioso e a tratti dominante. Una vittoria che pesa come un macigno, ottenuta nel recupero della 16ª giornata, che permette ai rossoneri di scavalcare il Napoli e di riportarsi a sole tre lunghezze dalla capolista Inter.

Primo Tempo: Il Como incanta, Maignan alza il muro

Chi si aspettava una passeggiata per il blasonato Milan si è dovuto ricredere dopo appena dieci minuti. Il Como di Cesc Fabregas, definito “sbarazzino” da Allegri alla vigilia, ha interpretato la partita con una personalità da grande squadra, mettendo in grave difficoltà un Diavolo inizialmente spaesato. Al 10′, su un cross teso di Baturina, Marc-Oliver Kempf ha anticipato Fofana sul secondo palo, battendo Maignan e facendo esplodere il Sinigaglia. Un avvio da incubo per i rossoneri, che hanno rischiato di capitolare più volte sotto i colpi di un Como ispirato. Ma quando la difesa vacillava, emergeva la classe di Mike Maignan. Il portiere francese è stato semplicemente monumentale, un muro invalicabile che ha tenuto in vita i suoi. Prima ha disinnescato con un intervento prodigioso una conclusione a giro di Nico Paz, poi, con un riflesso felino, ha negato a Da Cunha un gol quasi certo con una parata d’istinto a mano aperta. Interventi che, a conti fatti, valgono quanto un gol.

Allegri, partito con una difesa a quattro rivelatasi inefficace, ha tentato di correggere il tiro passando al 4-3-3, ma la musica non è cambiata. Il Como continuava a macinare gioco, forte di un possesso palla e di una fluidità di manovra sorprendenti. Poi, nel momento di massima difficoltà, la svolta. Al 43′, Saelemaekers ha recuperato un pallone prezioso a metà campo e ha lanciato in profondità Adrien Rabiot. Il francese, con un inserimento perfetto, ha anticipato Kempf che lo ha atterrato in area. L’arbitro Guida non ha avuto dubbi, indicando il dischetto. Tra la sorpresa generale e il nervosismo di Leao, Allegri ha affidato la battuta a Christopher Nkunku, che con freddezza ha spiazzato Butez, mandando le squadre al riposo su un insperato 1-1.

Secondo Tempo: Sale in cattedra il Duca Rabiot

L’intervallo ha portato consiglio ad Allegri, che ha ridisegnato la squadra con un 3-5-2 più solido. Nonostante un Como ancora pericoloso, con Nico Paz che ha nuovamente impegnato Maignan, l’inerzia della partita ha iniziato a cambiare. Il Milan, più compatto e cinico, ha saputo colpire al momento giusto. Al 55′, Leao, fin lì poco incisivo, ha acceso la sua luce con un assist delizioso per l’inserimento di Rabiot. Il centrocampista francese ha controllato di petto e con un sinistro preciso ha firmato il gol del sorpasso. Un’azione da manuale che ha tagliato le gambe al Como.

La sfortuna si è poi accanita sui padroni di casa, quando una splendida conclusione di Nico Paz si è stampata sulla traversa. Fabregas ha provato a cambiare le carte in tavola con diverse sostituzioni, ma il Milan ha gestito il vantaggio con l’esperienza della grande squadra. Allegri ha risposto gettando nella mischia anche Niclas Fuellkrug, recuperato a tempo di record da un infortunio al piede. A chiudere definitivamente i conti, però, è stato l’uomo della serata. A due minuti dal termine, Adrien Rabiot ha lasciato partire una conclusione potente e bassa dalla distanza che si è infilata alle spalle di Butez, siglando la sua doppietta personale e il definitivo 3-1. Una prestazione totale per il francese: rigore procurato e due gol, un vero trascinatore.

Analisi Tattica e Prospettive

La vittoria del Milan è un trionfo del pragmatismo sulla bellezza. Il Como ha espresso un calcio migliore per lunghi tratti, come dimostrano i dati sul possesso palla (quasi 700 passaggi a 200), ma ha pagato l’inesperienza e la mancanza di cinismo sotto porta. I rossoneri, d’altro canto, hanno sofferto, si sono aggrappati al loro portierone e hanno capitalizzato al massimo le occasioni create, dimostrando una maturità e una freddezza da grande squadra. Allegri ha dimostrato flessibilità tattica, cambiando più volte sistema di gioco per adattarsi alle difficoltà imposte dagli avversari. Questa vittoria, la diciannovesima utile consecutiva, non solo consolida il secondo posto, ma lancia un messaggio chiaro all’Inter: il Milan c’è e lotterà fino alla fine per lo scudetto. Per il Como di Fabregas, resta l’amarezza per un risultato bugiardo ma anche la consapevolezza di essere ormai una realtà solida e temibile del nostro campionato, capace di mettere sotto chiunque.

Di nike

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