PISA – Un’Atalanta a due volti non riesce a dare continuità alla sua striscia di vittorie, impattando per 1-1 alla Cetilar Arena contro un Pisa combattivo e mai domo. Un pareggio che lascia l’amaro in bocca per come è maturato, con il vantaggio a pochi minuti dal termine, ma che, a mente fredda, viene accolto con filosofia dal tecnico Raffaele Palladino. La sua analisi post-partita rivela la consapevolezza di una squadra ancora in costruzione, capace di soffrire ma anche di mostrare segnali di crescita importanti.
Primo tempo di sofferenza, ripresa da Dea
La partita dei bergamaschi è stata nettamente divisa in due. Un primo tempo in cui, come ammesso dallo stesso allenatore, è mancato “lo spirito giusto”. L’Atalanta è apparsa in balia dell’inerzia della gara, subendo la fisicità e il temperamento di un Pisa ben messo in campo da Gilardino. I toscani hanno avuto il merito di vincere molti duelli individuali e seconde palle, mettendo in seria difficoltà la manovra nerazzurra, apparsa lenta e prevedibile. Le occasioni più nitide della prima frazione sono state di marca pisana, con un superlativo Carnesecchi a tenere a galla i suoi con interventi decisivi, in particolare su Touré e su un colpo di testa ravvicinato di Moreo a inizio ripresa.
Nella seconda frazione di gioco, la musica è cambiata. Complici i cambi operati da Palladino, l’Atalanta ha alzato il baricentro e l’intensità. L’ingresso di forze fresche ha dato nuova energia e la squadra ha iniziato a creare pericoli dalle parti di Scuffet. Una crescita culminata al minuto 83, quando Nikola Krstovic, subentrato a Scamacca, ha trovato la zampata vincente da pochi passi, concretizzando un’azione nata da un’iniziativa di Ederson. Per l’attaccante montenegrino si tratta del quinto gol in trasferta in questo campionato, a conferma della sua letalità lontano da Bergamo.
La beffa finale e l’analisi di Palladino
La gioia del vantaggio, però, è durata appena quattro minuti. All’87’, il Pisa ha trovato la forza di reagire e ha raggiunto il pareggio con il nuovo acquisto Rafiu Durosinmi. L’attaccante nigeriano, all’esordio assoluto, ha sfruttato al meglio un cross perfetto di Leris, insaccando di testa e fissando il risultato sul definitivo 1-1. Una rete che ha fatto esplodere di gioia il pubblico di casa e che rappresenta solo il secondo gol casalingo del Pisa in questa stagione.
Nonostante la delusione per la vittoria sfumata, Raffaele Palladino ha cercato di guardare il bicchiere mezzo pieno: “Il lato positivo di questa gara è che un mese e mezzo fa probabilmente una partita così l’avremmo persa. Quindi ci prendiamo il punto e continuiamo la serie positiva”. L’allenatore ha riconosciuto i meriti degli avversari, sottolineando come la sua squadra debba ancora crescere per imparare a gestire e vincere “partite sporche” come quella di Pisa. Ha poi concluso parlando del turnover: “Giochiamo tante partite e quindi ho fatto alcuni cambi, anche se sicuramente nel secondo tempo chi è entrato ha avuto un’energia diversa. Io però continuo ad avere piena fiducia in tutti i miei giocatori”.
Debutto per Raspadori: qualità e prospettiva
La serata di Pisa ha segnato anche l’atteso esordio in maglia nerazzurra di Giacomo Raspadori. Arrivato da pochi giorni dall’Atletico Madrid, l’attaccante classe 2000 è subentrato al 57′ al posto di Scamacca. Palladino lo ha elogiato per l’ottima prestazione, sottolineando come sia entrato benissimo in partita nonostante un solo allenamento con i nuovi compagni. L’allenatore ha spiegato la sua mossa tattica: “L’ho inserito da centravanti per provare a bucare centralmente la difesa del Pisa e ha fatto bene, così come si è ben comportato da sottopunta quando siamo passati al 4-2-3-1 con l’ingresso di Krstovic”. Sebbene non abbia inciso con giocate decisive, il suo ingresso ha contribuito ad accendere la manovra offensiva. Un debutto che, seppur interlocutorio, lascia intravedere le grandi potenzialità e la duttilità di un giocatore che potrà offrire molteplici soluzioni all’attacco atalantino.
