ROMA – Un’eco potente, quella della ragione contro le narrazioni prive di fondamento, ha risuonato nella Sala Caduti di Nassirya del Senato della Repubblica. In un’iniziativa di cruciale importanza per la cultura scientifica del Paese, la senatrice a vita Elena Cattaneo e il CICAP (Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sulle Pseudoscienze) hanno riunito scienziati ed esperti per la conferenza “La Macchina di Majorana, una storia senza prove: l’importanza del metodo scientifico nelle istituzioni“. L’evento, tenutosi il 12 gennaio 2026, si è posto come una risposta ferma e argomentata al precedente incontro del 22 ottobre 2025, che nella stessa prestigiosa sede aveva dato spazio a teorie pseudoscientifiche riguardanti una presunta macchina miracolosa ideata dal geniale fisico Ettore Majorana.
Il Contesto: una “Macchina” mai esistita e i rischi per la democrazia
La vicenda ruota attorno alla figura di Rolando Pelizza, imprenditore bresciano scomparso nel 2022, che per decenni ha sostenuto di aver costruito, su indicazione di un Majorana ritiratosi in segreto in un monastero, una macchina capace di prodezze fantascientifiche. Tra queste, l’annichilimento della materia, la produzione di energia infinita, la trasmutazione di elementi (come la gommapiuma in oro) e persino il ringiovanimento degli esseri viventi. Nonostante l’assenza totale di prove verificabili, controlli indipendenti o protocolli replicabili, questa narrazione ha trovato eco in alcuni ambienti, culminando nell’evento di ottobre 2025 in Senato, dove si è arrivati a lanciare un appello alle istituzioni per finanziare la costruzione del dispositivo.
È proprio contro questa “pericolosa legittimazione istituzionale“, come l’ha definita il mondo scientifico, che si è levata la voce della senatrice Cattaneo. “Il nostro Paese, sui temi della scienza, ha bisogno di accudimento giornaliero, non è immunizzato“, ha esordito con forza, sottolineando come l’anti-scienza possa ancora trovare spazio nelle aule delle istituzioni. “Le istituzioni hanno il dovere di non alimentare alcuna ambiguità tra conoscenza e fantasia“, ha proseguito, evidenziando il grave rischio che si corre quando la politica, per sensibilità verso l’opinione pubblica, dà credito a tesi prive di qualsiasi fondamento documentato.
Fatti contro Opinioni: la lezione di Elena Cattaneo
Con la lucidità che contraddistingue il suo operato di scienziata e senatrice, Elena Cattaneo ha tracciato un parallelo con altri episodi preoccupanti della storia recente italiana, moniti di come la pseudoscienza abbia tentato di infiltrarsi nel tessuto legislativo e sociale:
- Il tentativo di equiparare agricoltura biodinamica e biologica nel 2022, un caso in cui “la magia stava per entrare in una legge dello stato“.
- La programmata proiezione in Senato, nel 2016, di un documentario basato sulle tesi ampiamente smentite di Andrew Wakefield, che correlavano (falsamente) i vaccini all’autismo.
- Il tristemente noto caso Stamina, un altro esempio di come terapie senza validazione scientifica possano generare false speranze e dibattiti pubblici inquinati.
“Uscire dal perimetro della scienza è gravissimo, perché fa saltare il rapporto con la realtà“, ha affermato la senatrice. Il suo intervento è culminato in un principio fondamentale per ogni democrazia sana: “Se le opinioni sono libere, i fatti non lo sono. I fatti non si votano, non si negoziano, non cambiano solo perché qualcuno ne auspica il cambiamento“. Un richiamo essenziale al valore della prova e dell’evidenza come base per qualsiasi discussione e decisione comune.
Il Ruolo del CICAP e la responsabilità delle Istituzioni
Lorenzo Montali, presidente del CICAP e professore di Psicologia Sociale all’Università di Milano-Bicocca, ha rafforzato il concetto, analizzando le dinamiche psicologiche e sociali che portano a credere in affermazioni fasulle. “Raramente le persone possiedono sufficienti competenze per valutare affermazioni complesse“, ha spiegato Montali, “quello che possono fare è fidarsi delle fonti“. Da qui deriva l’enorme responsabilità delle istituzioni: se queste vengono meno al loro ruolo di verifica e garanzia, “le persone finiscono per essere esposte ad affermazioni fasulle“, con conseguenze potenzialmente nefaste sulla fiducia pubblica e sulla qualità dell’informazione.
Montali ha auspicato un rapporto “molto più stretto” tra politica e scienza, non per sostituire l’una all’altra, ma per permettere alla politica di prendere decisioni più informate, basate su dati solidi e non sulla scelta di “esperti” che confermino tesi preconcette.
La conferenza ha visto anche interventi di altissimo profilo, come quello di Salvatore Esposito, uno dei massimi esperti mondiali dell’opera di Majorana, della grafologa forense Monica Manzini, che ha illustrato la falsità dei documenti presentati da Pelizza come prova del suo legame con il fisico, e di Ettore Majorana, nipote omonimo dello scienziato, che ha riportato il dibattito sulla reale e preziosa eredità scientifica del suo avo, fondata su metodo, rigore e verifica.
Perché la “Macchina di Majorana” è una storia senza prove
È fondamentale ribadire i punti che relegano la macchina di Pelizza nel campo della pseudoscienza, come emerso chiaramente durante la conferenza:
- Mancanza di spiegazioni: Rolando Pelizza non ha mai fornito una spiegazione scientifica del funzionamento del suo presunto dispositivo.
- Impossibilità di verifica: Nessuno scienziato o ente indipendente ha mai potuto esaminare o testare la macchina.
- Prove non valide: Le foto, le lettere e i video portati a sostegno della tesi non hanno mai superato un controllo indipendente e sono stati giudicati falsi da analisi esperte.
L’evento del 12 gennaio non è stato quindi solo un’operazione di debunking, ma un’importante lezione pubblica sul valore del metodo scientifico come strumento indispensabile di conoscenza e pilastro della nostra società. Un monito affinché le istituzioni siano sempre più un baluardo della razionalità e non un palcoscenico per narrazioni seducenti ma vuote, che minano la fiducia nella scienza e la capacità collettiva di affrontare le complesse sfide del futuro.
