In un panorama editoriale sempre più attento alle tematiche della crescita personale e del benessere interiore, emerge con forza e originalità la voce di Veronica Iurich, che con il suo libro “Ho visto un sogno. Immagini e identità: come il linguaggio visivo ci trasforma” (Anima Edizioni, 2025), offre una chiave di lettura innovativa e profonda per esplorare il nostro universo interiore. L’opera si configura come un invito a riscoprire il potere ancestrale delle immagini, non solo come mere rappresentazioni della realtà, ma come potenti strumenti di trasformazione e di dialogo con la parte più autentica di noi stessi.
Chi è Veronica Iurich: un ponte tra arte e coscienza
Per comprendere appieno la portata del saggio, è fondamentale conoscere il percorso della sua autrice. Veronica Iurich è una figura poliedrica che vive e lavora tra Milano, Bologna e Cervia. Counselor, autrice e ricercatrice nel campo del linguaggio immaginale e della coscienza, ha dedicato anni a indagare il potere trasformativo delle immagini. La sua formazione unisce una laurea in Conservazione dei Beni Culturali a un diploma triennale in counseling a indirizzo umanistico esistenziale, con una specializzazione nell’utilizzo delle Phototerapy Techniques. Questo duplice binario, artistico e psicologico, le permette di utilizzare la fotografia e l’immagine come pratiche di cura, per facilitare l’auto-esplorazione e promuovere un’autentica “alfabetizzazione emotiva”. Collabora con importanti realtà come Perimetro e Leica Akademie, proponendo percorsi volti a incrementare la consapevolezza di sé.
Il Linguaggio Immaginale: una via per l’anima
Il fulcro del libro risiede nel concetto di linguaggio immaginale. Iurich ci spiega come le immagini, siano esse quelle che popolano i nostri sogni, quelle che osserviamo nell’arte o quelle che scaturiscono dalla nostra immaginazione, rappresentino un canale d’accesso privilegiato al nostro mondo interiore. Sono un ponte tra il “fuori” e il “dentro”, un medium capace di connettere il mondo della ragione con quello, spesso inesplorato, delle emozioni. L’autrice sottolinea come anche la scienza contemporanea confermi questa intuizione: osservare un’immagine significa sentirla, viverla a livello corporeo. Da qui, la necessità di restituire a questo linguaggio la sua funzione “terapeutica”, intesa come pratica per riconnetterci alla nostra essenza più vera.
Come spiegato dalla stessa Iurich in una presentazione del libro, spesso tendiamo a razionalizzare le immagini, perdendo il contatto con ciò che esse smuovono dentro di noi. Sacrifichiamo l’immaginazione e non ascoltiamo i nostri sogni, avvitandoci in pensieri rigidi. Il libro si propone come un viaggio per riappropriarsi di questa dimensione, perché è proprio lì, in quel mondo sottile e invisibile, che risiede la voce della nostra anima.
Dall’omologazione all’unicità: ribaltare la narrazione di sé
Uno degli aspetti più interessanti del saggio è l’invito a un “ribaltamento del paradigma narrativo di sé”. Viviamo in una società che ci spinge a conformarci a modelli esterni, a raccontarci per “come dovremmo essere”, finendo per diventare invisibili a noi stessi e smarrire la nostra verità. Questo processo porta alla creazione di una massa di individui spersonalizzati e omologati, disconnessi dai propri bisogni reali.
“Ho visto un sogno” offre un percorso, scandito da riflessioni ed esercizi pratici, per smontare questa narrazione imposta e riscoprire la bellezza “fortificata” della nostra unicità. L’obiettivo è ambizioso: passare dalla formazione di una massa inconsapevole a quella di un collettivo consapevole, formato da individui che hanno imparato a riconoscersi, a riappropriarsi della propria specificità e ad affermarla, diventando così protagonisti attivi e creativi della società.
- Autoconsapevolezza: Imparare a decifrare le emozioni che le immagini evocano in noi.
- Autenticità: Allinearsi alla propria natura più profonda, perché, come dice l’autrice, “noi ci sentiamo bene solo quando facciamo chi siamo”.
- Creatività: Riscoprire l’immaginazione come facoltà essenziale per la crescita personale.
- Trasformazione: Utilizzare le immagini come specchi sinceri per rivelare desideri, paure e risorse interiori.
In definitiva, il libro di Veronica Iurich non è un testo da leggere passivamente, ma un’esperienza da “attraversare”. Un viaggio interiore che apre domande e spazi di riflessione, fornendo strumenti concreti per chiunque senta il bisogno di ritrovare una connessione più profonda e autentica con se stesso attraverso il potente e universale linguaggio delle immagini.
