Roma – Una giornata carica di commozione e determinazione quella vissuta oggi a Palazzo Chigi, dove si è svolto un vertice di fondamentale importanza per la ricerca della verità e della giustizia sulla tragedia di Crans Montana. I familiari delle giovani vittime italiane del devastante incendio, dopo essere stati ricevuti in mattinata in Vaticano da Papa Leone XIV, hanno incontrato le più alte cariche istituzionali per coordinare una linea d’azione comune sul fronte giudiziario.
Un Vertice Istituzionale per una Strategia Comune
L’incontro, annunciato dalla Presidente del Consiglio Giorgia Meloni e tenutosi alle 13.30, ha visto la partecipazione del Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano, del Ministro della Giustizia, Carlo Nordio, e dell’Avvocato generale dello Stato, Gabriella Palmieri Sandulli. Presenti anche rappresentanti dei Ministeri degli Esteri, dell’Interno, degli Affari Europei e del Dipartimento della Protezione Civile, a testimonianza di un impegno corale da parte dell’esecutivo. L’obiettivo primario del tavolo, come spiegato in una nota ufficiale, è stato quello di “coordinare una linea comune sul fronte giudiziario, sia in territorio elvetico sia in quello italiano, e a valutare le possibili iniziative da intraprendere“.
Il Sottosegretario Mantovano, in una conferenza stampa al termine dell’incontro, ha ribadito la ferma volontà del Governo di non limitare la propria attenzione ai primi momenti successivi alla tragedia, ma di “proseguire per affrontare tutte le questioni rimaste aperte“. Ha inoltre sottolineato le complessità legate alla cooperazione giudiziaria con la Svizzera, Paese non membro dell’Unione Europea, rendendo ancora più necessario un forte coordinamento tra le istituzioni, i familiari e i loro legali.
L’Italia pronta a costituirsi Parte Civile
La notizia più significativa emersa dal vertice è la concreta possibilità che lo Stato italiano si costituisca parte civile nel procedimento penale aperto in Svizzera. “L’Avvocatura generale si sta già attivando in questa prospettiva“, ha dichiarato Mantovano, spiegando che tale mossa renderebbe il Governo un “punto di riferimento per tutti coloro che vogliono fare valere le proprie ragioni“. Questa iniziativa rappresenta un segnale forte di sostegno alle famiglie, che da giorni chiedono a gran voce verità e giustizia.
Non solo. L’azione del Governo italiano intende assumere una dimensione europea. Mantovano ha infatti annunciato l’intenzione di chiedere formalmente alla Commissione Europea di costituirsi a sua volta parte civile nel procedimento elvetico. “Esistono fior fior di precedenti“, ha affermato, evidenziando come, oltre agli interessi economici legati alle spese sostenute dall’Italia, vi sia “qualcosa di più importante e significativo che non può non trovare rappresentatività da parte della Commissione europea“. Si intende inoltre proporre un coordinamento a tutte le nazioni europee che hanno avuto cittadini tra le vittime o i feriti, utilizzando strumenti come Eurojust per un’azione congiunta nel rispetto del diritto elvetico.
Il Doppio Binario Giudiziario: Italia e Svizzera
La vicenda giudiziaria si muove su un complesso doppio binario. Mentre in Svizzera l’inchiesta prosegue, coordinata dalla procuratrice del Canton Vallese, anche la Procura della Repubblica di Roma ha aperto un fascicolo contro ignoti per i reati di incendio e omicidio colposo plurimo aggravato. Il Ministro Nordio ha confermato che verranno richieste rogatorie all’autorità svizzera per acquisire tutti gli elementi utili alla ricostruzione dei fatti. Pur sottolineando i “vincoli rigorosi” per la giurisdizione italiana su delitti commessi all’estero, il Guardasigilli ha assicurato il massimo impegno della magistratura e del Governo. Ha inoltre menzionato la possibilità di applicare l’articolo 10 del codice penale, che permette di perseguire uno straniero per un reato commesso all’estero su richiesta del Ministro della Giustizia, qualora si creino i presupposti.
Questa duplicazione dei procedimenti, che vede coinvolte anche le magistrature di Belgio e Francia, apre uno scenario giuridico complesso e inedito, con il rischio di disparità di trattamento per le vittime. La sfida sarà garantire un coordinamento efficace per evitare conflitti di giurisdizione e assicurare un percorso giudiziario equo e celere, considerando anche i tempi di prescrizione più brevi previsti dall’ordinamento svizzero.
Il Dolore e la Speranza dei Familiari
La giornata è iniziata con un momento di profonda spiritualità e raccoglimento in Vaticano, dove i familiari delle vittime sono stati ricevuti da Papa Leone XIV. Il Pontefice ha espresso la sua commozione e vicinanza, riconoscendo l’impotenza delle parole di fronte a un dolore così grande. “Il vostro cuore oggi è trafitto“, ha detto, assicurando la preghiera di tutta la Chiesa. Un incontro che ha offerto un conforto spirituale prima del cruciale appuntamento istituzionale a Palazzo Chigi, dove le famiglie hanno trovato un Governo pronto a supportarle nella loro battaglia. La Presidente Meloni, già nei giorni scorsi, aveva invitato i familiari a costituirsi in un Comitato, mettendo a loro disposizione l’Avvocato dello Stato Palmieri Sandulli come punto di riferimento. Oggi, questo impegno si è tradotto in azioni concrete, delineando un percorso che, seppur lungo e complesso, mira a onorare la memoria delle giovani vite spezzate a Crans Montana.
