NAPOLI – Un passo falso che rischia di pesare come un macigno sulla strada verso il tricolore. Il Napoli non va oltre un deludente 0-0 casalingo contro un Parma eroico e ben organizzato, nel recupero della 16ª giornata di Serie A. Un pareggio che sa di sconfitta per i campioni d’Italia, orfani in panchina del loro condottiero Antonio Conte, squalificato, e incapaci di scardinare il fortino eretto dalla squadra di Carlos Cuesta. Con questo risultato, gli azzurri agganciano momentaneamente il Milan al secondo posto a quota 40 punti, ma vedono l’Inter capolista avere la possibilità di allungare il passo.

LA PARTITA: UN ASSEDIO STERILE E UN VAR DECISIVO

Il copione della gara disputata al Maradona è stato chiaro fin dai primi minuti: un monologo del Napoli, padrone del possesso palla, contro un Parma rintanato nella propria metà campo, pronto a chiudere ogni varco. La squadra, guidata per l’occasione dal vice Cristian Stellini, ha faticato a trovare ritmo e intensità, apparsa a tratti lenta e prevedibile nella manovra. Nonostante un dominio territoriale schiacciante, le occasioni da gol nitide sono state poche, frutto più di iniziative individuali che di un gioco corale efficace.

L’episodio che avrebbe potuto cambiare il volto del match arriva al 10′ del primo tempo. Sugli sviluppi di un’azione insistita, Scott McTominay trova la via del gol in mischia, ma l’entusiasmo del Maradona viene gelato dall’intervento del VAR. L’arbitro Fabbri, richiamato al monitor, annulla la rete per un fuorigioco millimetrico di Pasquale Mazzocchi a inizio azione. Una decisione che ha spento l’impeto iniziale dei partenopei e dato ulteriore fiducia alla retroguardia ducale.

Nel resto della prima frazione, il Napoli ha provato a sfondare soprattutto con le conclusioni dalla distanza e i tentativi di testa, ma ha trovato sulla sua strada un insuperabile Filippo Rinaldi. Il giovanissimo portiere del Parma, al suo debutto assoluto in Serie A, si è rivelato il protagonista inatteso della serata, compiendo interventi decisivi su Buongiorno e Hojlund e trasmettendo sicurezza a tutto il reparto.

LA RIPRESA: CAMBI INUTILI E UN MURO INVALICABILE

Nella ripresa, Stellini ha provato a cambiare le carte in tavola inserendo forze fresche come Spinazzola, Elmas e il rientrante David Neres. L’ingresso del brasiliano, però, non ha sortito gli effetti sperati. Apparso ancora a corto di condizione, Neres è stato persino sostituito al 90′ da Lucca, senza riuscire a lasciare il segno. La pressione del Napoli è aumentata, trasformandosi in un vero e proprio assedio negli ultimi minuti, ma la difesa del Parma, guidata da un attento Troilo, ha retto l’urto con ordine e sacrificio, senza mai scomporsi.

I tentativi di Hojlund, McTominay, Rrahmani e Lobotka si sono infranti contro il muro gialloblù, che ha festeggiato al triplice fischio la conquista di un punto d’oro, pesantissimo in chiave salvezza. Per il Napoli, invece, resta l’amarezza per una prestazione sottotono e per un’occasione persa di mettere pressione alle rivali dirette.

LE CONSEGUENZE: CORSA SCUDETTO COMPLICATA

Questo pareggio rappresenta una brusca frenata per il Napoli, che continua ad alternare prestazioni convincenti a passaggi a vuoto inaspettati. L’assenza di Antonio Conte, squalificato per due giornate dopo l’espulsione rimediata a San Siro contro l’Inter, si è fatta sentire. Il tecnico salentino, noto per la sua capacità di trasmettere grinta e motivazioni dalla panchina, tornerà a disposizione solo per il big match contro la Juventus. Senza la sua guida carismatica, la squadra è apparsa meno feroce e determinata del solito.

La classifica ora vede l’Inter potenzialmente in fuga, in attesa del proprio recupero. Il Napoli si ritrova a dover inseguire, con la consapevolezza di non poter più commettere passi falsi. La stagione è ancora lunga, ma partite come quella contro il Parma lasciano l’amaro in bocca e sollevano interrogativi sulla continuità di rendimento di una squadra che punta al bersaglio grosso.

Di nike

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