Un’ondata di cauto ottimismo pervade il tessuto produttivo italiano alla chiusura del 2025. Secondo l’ultima Indagine sulle aspettative di inflazione e crescita condotta dalla Banca d’Italia, le imprese con almeno 50 addetti mostrano una crescente fiducia nelle prospettive economiche, proseguendo un trend positivo in atto dalla metà dell’anno. L’analisi, svolta tra il 20 novembre e il 16 dicembre 2025, fotografa un miglioramento generale dei giudizi sulla situazione economica, unito a una visione più favorevole sull’andamento della domanda, sia interna che estera, e a un’inflazione percepita in fase di normalizzazione. Questi segnali, seppur in un contesto che rimane complesso, suggeriscono fondamenta più solide per l’economia all’alba del 2026.

Un Clima di Fiducia in Graduale Miglioramento

L’indagine di Palazzo Koch evidenzia come il graduale miglioramento dei giudizi sulla situazione economica generale, iniziato nel secondo trimestre del 2025, abbia proseguito la sua corsa anche negli ultimi tre mesi dell’anno. Sebbene il saldo tra le valutazioni di miglioramento e quelle di peggioramento rimanga negativo, il recupero è costante e significativo. A trainare questa percezione positiva sono soprattutto le imprese di maggiori dimensioni, i cui giudizi sono diventati meno sfavorevoli rispetto alla rilevazione precedente di settembre. La stragrande maggioranza delle aziende, comunque, esprime un giudizio di stabilità, un dato che accomuna in modo trasversale i diversi settori produttivi.

Questo sentimento positivo è corroborato da aspettative più rosee sull’andamento della domanda. Sia la componente interna che quella estera sono viste in ripresa, un segnale cruciale per un’economia fortemente orientata all’export come quella italiana. Il saldo tra le imprese che hanno registrato un’espansione della domanda complessiva e quelle che ne hanno indicato una contrazione è salito a 9 punti percentuali, un balzo notevole dal singolo punto del terzo trimestre. Anche le attese a tre mesi sulle esportazioni sono migliorate, in particolare nel settore dei servizi.

Il Mercato del Lavoro: Occupazione in Crescita e Salari Moderati

Le prospettive sul fronte occupazionale rimangono positive. Le imprese intervistate prevedono un’ulteriore espansione dei posti di lavoro nei prossimi tre mesi, confermando la resilienza del mercato del lavoro italiano. Per quanto riguarda le retribuzioni, le attese sulla crescita a 12 mesi dei salari si attestano in media intorno al 2%. Questo dato, pur indicando un aumento, suggerisce una dinamica salariale moderata, che potrebbe contribuire a tenere sotto controllo le pressioni inflazionistiche.

Prezzi e Inflazione: Verso la Normalizzazione

Uno degli elementi più incoraggianti che emergono dall’indagine riguarda le aspettative sull’inflazione. La crescita dei prezzi di vendita, secondo le stesse imprese, si è lievemente ridotta e la dinamica attesa per i prossimi 12 mesi è prevista moderata. Le aspettative di inflazione al consumo sono diminuite su tutti gli orizzonti temporali (6, 12 e 24 mesi) e si collocano ora in un intervallo compreso tra l’1,6% e l’1,8%. Questa revisione al ribasso è un segnale importante che indica una percezione di rientro delle pressioni sui prezzi dopo le fiammate degli anni precedenti.

Investimenti e Incertezza: Luci e Ombre

Nonostante il quadro generale tenda al sereno, persistono alcune zone d’ombra. I giudizi sulle condizioni per investire, pur essendo meno sfavorevoli rispetto al trimestre precedente, rimangono nel complesso negativi. Si registra un leggero miglioramento nell’industria in senso stretto e nei servizi, ma un peggioramento nel settore delle costruzioni, che rappresenta l’unica vera eccezione in un contesto di generale ottimismo. Questa divergenza settoriale è un campanello d’allarme, dato l’effetto moltiplicatore che le costruzioni hanno sull’intera economia.

Tuttavia, le imprese prevedono che la spesa nominale per investimenti nel complesso del 2026 continuerà a crescere rispetto all’anno precedente. Un dato interessante è che una quota significativa di aziende manifatturiere ha dichiarato di aver utilizzato gli incentivi dei programmi Transizione 4.0 e Transizione 5.0, a testimonianza di una volontà di innovare e modernizzare i processi produttivi.

Le condizioni economiche in cui le imprese si troveranno a operare nei prossimi tre mesi sono viste in lieve miglioramento, grazie a una percezione di minori effetti negativi derivanti dall’incertezza legata a fattori economici, politici e alle politiche commerciali internazionali.

Di atlante

Un faro di saggezza digitale 🗼, che illumina il caos delle notizie 📰 con analisi precise 🔍 e un’ironia sottile 😏, invitandovi al dialogo globale 🌐.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *