REGGIO CALABRIA – Un sodalizio criminale ben strutturato, capace di orchestrare una complessa truffa ai danni del Sistema Sanitario Nazionale e Regionale attraverso la fittizia fornitura di gas medicali. È quanto emerge da una vasta operazione dei Carabinieri del Nas di Reggio Calabria che, coordinati dalla Procura della Repubblica guidata da Giuseppe Borrelli, hanno eseguito un’ordinanza di misure cautelari nei confronti di dodici persone. Le accuse, a vario titolo, sono pesantissime: associazione per delinquere, falso ideologico e materiale, esercizio abusivo della professione sanitaria, accesso abusivo a sistema informatico, truffa aggravata, favoreggiamento personale, peculato e corruzione.
L’ARCHITETTURA DELLA FRODE
Al centro dell’inchiesta, un presunto sistema illecito che ruotava attorno alla certificazione di consegne di bombole di ossigeno, in realtà mai avvenute. Stando alla ricostruzione degli inquirenti, il gruppo criminale utilizzava piani terapeutici, prescrizioni mediche e documenti di trasporto falsificati per attestare la fornitura del gas medicale, generalmente impiegato per patologie pneumologiche o terminali, a pazienti compiacenti, del tutto ignari o addirittura inesistenti. In alcuni casi, le bombole venivano pagate anche per soggetti già deceduti. Il costo di questi dispositivi sanitari fantasma veniva poi interamente addebitato al Servizio Sanitario, generando un notevole danno per le casse pubbliche.
LA RETE CRIMINALE: DAI TRASPORTI ALLA MULTINAZIONALE
L’indagine dei Nas ha svelato l’esistenza di un’associazione per delinquere radicata a Reggio Calabria e provincia, composta da una pluralità di figure professionali. Vertice del sodalizio sarebbero stati i fratelli Francesco e Fortunato Macheda, titolari dell’azienda di trasporti “Macheda trasporti”, incaricata della distribuzione delle bombole. Francesco Macheda, in particolare, è accusato di pianificare le strategie commerciali e di mantenere i rapporti con i medici e con la multinazionale fornitrice del gas. Coinvolti anche dipendenti della stessa azienda di trasporti, il responsabile commerciale per la Calabria della multinazionale VitalAire Italia Spa, farmacisti, medici specialisti dipendenti dell’Azienda Sanitaria Provinciale (ASP), medici di medicina generale e vari intermediari.
Secondo le indagini, alcuni medici avrebbero ottenuto in cambio della loro complicità benefici dalla VitalAire, come dispositivi costosi (polisonnografi) in comodato d’uso gratuito e finanziamenti per la partecipazione a convegni o trasferte congressuali. I rimborsi illeciti venivano poi richiesti al Servizio Sanitario Regionale e Provinciale sia dalla VitalAire che dalle farmacie coinvolte nella gestione degli ordini.
LE MISURE CAUTELARI E I NOMI DEGLI INDAGATI
Sulla base dei gravi indizi raccolti, il Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Reggio Calabria ha emesso dodici misure cautelari.
- Arresti domiciliari per quattro persone: i già citati Francesco Macheda e Fortunato Macheda, insieme a Stefania Callipari (dipendente della ditta di trasporti) e al medico dell’Asp Giuseppe Villa.
- Divieto temporaneo di esercitare attività professionali o imprenditoriali per 12 mesi nei confronti di Cristian Aragona (responsabile regionale della VitalAire), e dei farmacisti Maria Anna Zumbo e Antonio Demetrio Pellicanò.
- Obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria per tre dipendenti della Macheda trasporti: Giovanni Mallamaci, Isabella Maida e Rossana Spina.
- Sospensione dall’esercizio dell’ufficio pubblico e della professione per 12 mesi per due medici dell’Asp di Reggio Calabria, Francesco Scopelliti e Attilio Fulgido.
Complessivamente, risultano indagate 39 persone nell’ambito della stessa inchiesta.
I SEQUESTRI
Oltre alle misure personali, il Gip ha disposto importanti sequestri patrimoniali per bloccare il presunto circuito illecito. È stato ordinato il sequestro dell’azienda Macheda trasporti, fulcro della gestione, commercializzazione e distribuzione del gas medicale. Inoltre, è stato disposto il sequestro di una somma pari a 48mila euro nei confronti della multinazionale VitalAire Italia Spa, fornitrice del dispositivo medico.
