ASSISI – In un mondo segnato da “tante guerre che sembrano interminabili” e da “divisioni interiori e sociali che creano sfiducia e paura”, il messaggio di pace di San Francesco d’Assisi risuona con un’urgenza profetica. È questo il cuore della lettera che Papa Leone XIV ha indirizzato ai ministri generali della Conferenza della famiglia francescana, in occasione della solenne celebrazione che, nella Basilica di Santa Maria degli Angeli ad Assisi, ha ufficialmente inaugurato l’ottavo centenario del Transito del Santo. Un evento che non vuole essere una mera commemorazione, ma l’inizio di un percorso spirituale per riscoprire la radicalità del Vangelo come via per la riconciliazione.

L’apertura del Centenario e il messaggio del Pontefice

La cerimonia, tenutasi sabato 10 gennaio 2026, ha visto la Basilica gremita di fedeli, religiosi e numerose autorità civili e religiose, tra cui la presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti, e il presidente del Comitato Nazionale per le celebrazioni, Davide Rondoni. Il rito, presieduto da fra Francesco Piloni, Ministro Provinciale dei Frati Minori di Umbria e Sardegna, è stato caratterizzato da una suggestiva Liturgia della Luce. Il vescovo di Assisi, Domenico Sorrentino, e il sindaco, Valter Stoppini, hanno varcato insieme la soglia della Basilica portando un cero, poi acceso nella Cappella del Transito, il luogo esatto dove Francesco, il 3 ottobre 1226, concluse il suo cammino terreno accogliendo “sorella morte”. Un gesto simbolico per richiamare la luce di Cristo e il valore del perdono, in continuità con il messaggio del Cantico delle Creature.

Durante la celebrazione è stato letto integralmente il messaggio del Santo Padre, che ha voluto unirsi spiritualmente all’intera Famiglia Francescana. “Sono trascorsi otto secoli dalla morte del Poverello d’Assisi che ha scritto a caratteri incisivi la parola di salvezza di Cristo nei cuori degli uomini del suo tempo”, ha scritto Papa Leone XIV. L’auspicio del Pontefice è che il messaggio di pace del Santo “possa trovare eco profonda nell’oggi della Chiesa e della società”.

La Pace come Dono dall’Alto, non Soluzione Tecnica

Nella sua approfondita riflessione, Papa Leone XIV ha sottolineato come la pace francescana non sia un costrutto umano, ma un dono che viene dall’Alto. “Che illusione sarebbe pensare di costruirla con le sole forze umane!”, ha ammonito il Papa, ricordando il saluto che il Signore stesso rivelò a Francesco: “Il Signore ti dia pace”. Questo saluto, ha spiegato, non è una semplice formula di cortesia, ma l’annuncio della vittoria di Cristo sulla morte.

In un’epoca come la nostra, il Pontefice ha osservato come San Francesco continui a parlare “non perché offra soluzioni tecniche, ma perché la sua vita indica la sorgente autentica della pace”. Una pace che, nella visione francescana, è integrale e abbraccia l’intero creato. “Francesco, che chiama il sole ‘fratello’ e la luna ‘sorella’, che riconosce in ogni creatura un riflesso della bellezza divina, ci ricorda che la pace deve estendersi a tutta la famiglia del Creato”, ha scritto il Papa. Questa intuizione, ha aggiunto, “risuona con particolare urgenza nel nostro tempo, quando la casa comune è minacciata e geme sotto lo sfruttamento”. Pace con Dio, pace tra gli uomini e pace con il Creato sono, per il Pontefice, “dimensioni inseparabili di un’unica chiamata alla riconciliazione universale”.

Un Anno di Celebrazioni e l’Indulgenza Plenaria

L’apertura del centenario segna l’inizio di un anno ricco di iniziative non solo ad Assisi ma in tutta Italia e nel mondo, per attualizzare l’eredità del Poverello. Il Comitato nazionale per la celebrazione dell’ottavo centenario promuoverà un calendario coordinato di eventi, convegni, mostre e cammini. L’obiettivo è trasformare questa ricorrenza in un’occasione per farsi “promotori di una cultura di pace e responsabilità civile”.

A sottolineare l’importanza spirituale di questo anno, la Penitenzieria Apostolica ha concesso il dono dell’Indulgenza plenaria, ottenibile per tutto il corso dell’anniversario nelle chiese francescane di tutto il mondo, alle consuete condizioni. Un’opportunità, come ha sottolineato il vescovo Sorrentino, per “riscoprire questo nostro Santo per riscoprire Gesù, unica fonte di gioia e pace”.

A conclusione della sua lettera, Papa Leone XIV ha affidato alla Famiglia Francescana una preghiera a San Francesco, invocandolo come “testimone disarmato e disarmante” capace di insegnarci a “costruire ponti dove il mondo erige confini”.

Di veritas

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