Il sipario del Teatro Rendano di Cosenza si alzerà il 23 e 24 maggio 2026 per svelare in prima assoluta “Fortunata di Dio”, un’opera teatrale che porta in scena la vita e la spiritualità di Natuzza Evolo, la mistica di Paravati. Un evento culturale di grande attesa, presentato ufficialmente nella sede della Provincia di Cosenza, che si propone di narrare con il linguaggio potente ed evocativo del teatro una figura contemporanea divenuta un faro di fede per migliaia di persone.
L’opera nasce dalla volontà del produttore Ruggero Pegna e del regista e attore Andrea Ortis, entrambi autori della sceneggiatura, di rendere omaggio a una donna straordinaria, la cui esistenza è stata un intreccio di umiltà, sofferenza e fenomeni mistici. Natuzza Evolo, scomparsa il 1° novembre 2009, giorno della festa di Ognissanti, è una figura profondamente radicata nel tessuto spirituale e culturale della Calabria e non solo. Per lei è in corso la causa di beatificazione e canonizzazione, avviata ufficialmente dopo il parere favorevole della Conferenza Episcopale Calabra e il nulla osta della Congregazione delle Cause dei Santi, che l’ha riconosciuta Serva di Dio.
Un team d’eccellenza per un racconto complesso
La realizzazione di “Fortunata di Dio” è affidata a un team di professionisti di alto profilo. La regia è di Andrea Ortis, artista noto per la sua visione teatrale multidisciplinare e la capacità di fondere elementi visivi, sonori ed emotivi in esperienze immersive, come dimostrato in produzioni di successo quali “La Divina Commedia Opera Musical” e “Frida”. La sua regia, come lui stesso afferma, mira a costruire un’ “architettura emotiva” che coinvolga profondamente lo spettatore.
Le musiche originali, elemento fondamentale per tradurre in note l’intensa vita interiore di Natuzza, sono composte dal maestro Francesco Perri, compositore e direttore d’orchestra di fama, con una solida carriera accademica e numerose collaborazioni con prestigiose istituzioni. A dare volto e voce alla protagonista sarà l’attrice calabrese Annalisa Insardà. Quest’ultima ha espresso una profonda emozione per il ruolo, rivelando di aver conosciuto personalmente Natuzza e di avvertire l’enorme responsabilità di interpretare una figura così amata e venerata. “L’avermi pensato per questo ruolo mi ha commosso… è un’avventura che raccolgo con gratitudine ed entusiasmo!”, ha dichiarato l’attrice.
Il progetto si avvale inoltre di collaborazioni prestigiose: la consulenza di Gianmario Pagano e del giornalista storico della Rai Pino Nano, e la progettazione di light e visual design affidata a Virginio Levrio, firma rinomata per la sua abilità nel creare effetti 3D e atmosfere luminose suggestive in importanti opere moderne.
Un’opera tra narrazione e testimonianza
Come sottolineato dagli autori, “Fortunata di Dio” si svilupperà su vari binari narrativi con l’intento di offrire una nuova e sentita testimonianza sulla figura di Natuzza Evolo. L’obiettivo non è quello di creare un’agiografia sensazionalistica, ma di raccontare, attraverso le emozioni del teatro, la storia di una “donna semplice, amata, conosciuta, incontrata da migliaia di persone”, come l’ha definita il produttore Ruggero Pegna, legato a lei da forti esperienze personali. Si vuole portare in scena la “mamma” di tanti, una figura capace di alleviare il dolore e infondere speranza, la cui forza risiedeva proprio nella sua straordinaria semplicità.
Lo spettacolo intende esplorare i diversi aspetti della vita di Natuzza, nata a Paravati, una frazione di Mileto, il 23 agosto 1924, in una famiglia umile e rimasta analfabeta. Una vita segnata da presunti fenomeni mistici straordinari, come dialoghi con persone di ogni lingua, bilocazioni, stigmate, emografie (la comparsa di scritte e immagini di sangue su bende e fazzoletti), e conversazioni con l’aldilà. Ma al centro del racconto ci sarà soprattutto la sua immensa fede e la sua dedizione agli altri, che hanno portato alla realizzazione di opere concrete di carità.
L’eredità di Natuzza: il Santuario e le opere di carità
L’opera teatrale non mancherà di dare risalto all’eredità tangibile di Natuzza Evolo, in particolare il Santuario “Cuore Immacolato di Maria Rifugio delle Anime”. Un grande complesso religioso che, secondo la testimonianza della stessa mistica, le fu chiesto dalla Madonna durante un’apparizione e che oggi sorge a Paravati, realizzato grazie alla Fondazione da lei ispirata. Accanto al santuario, la “Villa della Gioia”, una struttura destinata ad accogliere malati e anziani, e i “Cenacoli”, gruppi di preghiera diffusi in tutto il mondo, testimoniano la profonda vocazione alla carità che ha animato la sua intera esistenza. In un gesto di coerenza con lo spirito di Natuzza, è stato annunciato che l’intero ricavato dello spettacolo sarà devoluto in beneficenza proprio alla Fondazione “Cuore Immacolato di Maria Rifugio delle Anime”.
Con “Fortunata di Dio”, il teatro si fa veicolo di una storia di fede popolare e di profonda umanità, unendo narrazione, musica e un impianto visivo contemporaneo. Un progetto che, nelle parole dei suoi creatori, è affrontato con un “fortissimo senso di responsabilità”, nel rispetto della figura di Natuzza e dei tanti che l’hanno amata, con la speranza di avvicinare alla sua storia anche chi non ha avuto modo di conoscerla direttamente.
