TORINO – Una sinfonia bianconera, una dimostrazione di forza che lancia un messaggio inequivocabile al campionato. La Juventus di Conceicao inaugura il 2026 tra le mura amiche dell’Allianz Stadium con una prestazione sontuosa, travolgendo una Cremonese inerme con un 5-0 che non ammette repliche. Una vittoria schiacciante, frutto di un dominio tecnico e tattico durato novanta minuti, che proietta i bianconeri al terzo posto in classifica, appaiati a Napoli e Roma a quota 39 punti. Per la squadra di Nicola, invece, è una notte da incubo, la quarta sconfitta nelle ultime sei uscite, che acuisce una crisi di gioco e di risultati.

CRONACA DI UN DOMINIO ANNUNCIATO

Bastano pochi minuti per capire il copione della serata. La Juventus parte a mille, aggressiva e determinata. Al 6′ Jonathan David, servito da un retropassaggio errato di Johnsen, fa tremare il palo alla destra di Audero, un ex dal passato bianconero. È il preludio al vantaggio che arriva puntuale al 12′: su una respinta corta della difesa grigiorossa, Miretti coordina una splendida volée di sinistro che trova la deviazione decisiva e involontaria di Gleison Bremer. La testa del difensore brasiliano spiazza il portiere e sigla l’1-0, diventando il 17° marcatore stagionale diverso per i bianconeri, a testimonianza di un collettivo che sa trovare la via del gol con tutti i suoi interpreti.

La reazione della Cremonese è sterile e la Juventus, letale in ripartenza, ne approfitta subito. Al 15′ Khéphren Thuram si invola in un contropiede devastante, spaccando il campo e servendo a Jonathan David un pallone che il canadese deve solo spingere in rete per il 2-0. Per l’attaccante si tratta del secondo gol consecutivo, segnale di un ritrovato feeling con la porta.

IL VAR PROTAGONISTA E LE PROTESTE DI NICOLA

Il primo tempo, già a senso unico, si infiamma al 27′ per un episodio arbitrale che farà discutere. L’arbitro Feliciani concede un calcio di rigore alla Cremonese per un contatto in area tra Locatelli e Johnsen. Richiamato dal VAR, il direttore di gara rivede l’azione al monitor e, valutando regolare l’intervento del centrocampista bianconero, revoca la sua decisione. La scelta scatena le proteste veementi del tecnico grigiorosso Davide Nicola, che viene espulso.

Pochi minuti dopo, il VAR è di nuovo protagonista, ma a parti invertite. Un tocco di mano di Baschirotto in area cremonese su un tiro di Thuram porta Feliciani ad assegnare il penalty alla Juventus. Dal dischetto si presenta il giovane talento Kenan Yildiz. Il suo tiro viene intuito da Audero che, con l’aiuto del palo, respinge la conclusione, ma il pallone torna proprio sui piedi del turco che a porta sguarnita non può sbagliare il tap-in per il 3-0. La prima frazione si chiude con un parziale pesantissimo che di fatto archivia la pratica.

SECONDO TEMPO IN ACCADEMIA E MANITA SERVITA

La ripresa si apre sulla stessa falsariga del primo tempo. Al 48′ arriva anche il poker: Miretti, autore di una prestazione maiuscola, disegna un’imbucata perfetta per Weston McKennie. Lo statunitense salta Audero e calcia a porta vuota; il disperato tentativo di salvataggio di Bianchetti si trasforma in una carambola sfortunata sul compagno Filippo Terracciano, che devia la palla nella propria porta.

Ma la serata di gloria per McKennie non è finita. Al 64′ il centrocampista americano corona la sua grande partita con un gol tutto suo: cross perfetto dalla destra di Kalulu e stacco imperioso di testa che non lascia scampo ad Audero per il definitivo 5-0. Nel finale, c’è spazio solo per la gestione del risultato da parte della Juventus e per un vano tentativo della Cremonese di trovare il gol della bandiera, negato da un ottimo intervento di Di Gregorio su Grassi e da una rete annullata a Bianchetti per un fallo di mano.

ANALISI E PROSPETTIVE

La Juventus ottiene la nona vittoria nelle ultime undici partite, confermando uno stato di forma eccezionale e una crescita costante. La squadra di Conceicao appare solida in difesa, dinamica a centrocampo e cinica in attacco, con un tridente giovane e talentuoso che promette spettacolo. Questo successo casalingo, il primo del nuovo anno, non solo vale l’aggancio al terzo posto, ma infonde ulteriore fiducia in un ambiente che ora può legittimamente ambire a traguardi importanti. Per la Cremonese, invece, è tempo di riflessioni. La squadra di Nicola è apparsa fragile e incapace di reagire, subendo un passivo pesante che evidenzia limiti strutturali e una condizione psicologica precaria. La classifica resta relativamente tranquilla, ma l’involuzione delle ultime settimane è un campanello d’allarme da non sottovalutare.

Di nike

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