Roma – Un quadro a due velocità emerge dall’ultimo bollettino del Dipartimento delle Finanze del Ministero dell’Economia (MEF), che fotografa l’andamento delle entrate tributarie erariali nei primi undici mesi del 2025. I dati, accertati secondo il criterio della competenza giuridica, mostrano una crescita complessiva robusta, ma nascondono dinamiche divergenti tra le diverse componenti del gettito fiscale, offrendo spunti di riflessione sullo stato di salute dell’economia italiana.
Una Crescita Guidata dai Consumi
Da gennaio a novembre 2025, le entrate totali si sono attestate a 530,6 miliardi di euro, con un aumento di 11,3 miliardi di euro rispetto all’anno precedente, corrispondente a una variazione positiva del +2,2%. A trainare questo risultato sono state principalmente le imposte indirette, che hanno raggiunto i 235,7 miliardi di euro, registrando un significativo balzo in avanti di 9,8 miliardi (+4,3%). Questo dato è un chiaro indicatore di una certa vitalità dei consumi e degli scambi interni, elementi che si riflettono direttamente su imposte come l’IVA.
Il gettito IVA, infatti, ha contribuito in modo determinante a questa performance, attestandosi a 160,8 miliardi di euro, con un incremento di 4,77 miliardi (+3%) rispetto ai primi undici mesi del 2024. Analizzando nel dettaglio, la componente derivante dagli scambi interni è cresciuta del 3,2%, mentre quella relativa alle importazioni ha segnato un più modesto +1,3%.
Imposte Dirette: Aumento Contenuto e il “Caso” IRPEF
Decisamente più contenuta è stata la performance delle imposte dirette, che si sono fermate a 294,8 miliardi di euro, con un lieve aumento di circa 1,5 miliardi (+0,5%). Questo andamento quasi stazionario è influenzato da dinamiche contrastanti al suo interno. Se da un lato l’IRES (Imposta sul Reddito delle Società) ha mostrato una leggera crescita dello 0,2%, raggiungendo i 40,4 miliardi, dall’altro si è registrata una flessione del gettito IRPEF (Imposta sul Reddito delle Persone Fisiche).
Nello specifico, l’IRPEF ha subito un calo di 4,62 miliardi di euro (-2,2%), attestandosi a 206,05 miliardi. Questa diminuzione è legata principalmente alla riduzione delle ritenute sui redditi dei dipendenti, sia del settore privato (-2,4%) che di quello pubblico (-1,4%). Tale fenomeno può essere in parte attribuito alle misure di riforma fiscale, come la revisione delle aliquote, che hanno alleggerito il carico fiscale sui lavoratori dipendenti. In controtendenza, invece, le ritenute sui redditi dei lavoratori autonomi, che hanno mostrato un aumento del 5,2%.
È interessante notare il forte incremento di alcune imposte sostitutive, come quella sui redditi da capitale e sulle plusvalenze, che ha registrato un’impennata del 121,3%, e quella sul valore dell’attivo dei fondi pensione, cresciuta addirittura del 458,9%. Sebbene si tratti di valori assoluti inferiori rispetto alle grandi imposte, queste variazioni segnalano una notevole vivacità in specifici segmenti dei mercati finanziari.
L’Analisi del Mese di Novembre
Focalizzandosi sul solo mese di novembre 2025, il trend generale viene confermato. Le entrate tributarie totali hanno sfiorato i 59 miliardi di euro, con un aumento di 1,92 miliardi (+3,4%) rispetto a novembre 2024. Anche in questo caso, la spinta maggiore è arrivata dalle imposte indirette, che sono cresciute di 1,37 miliardi (+4,7%), mentre le imposte dirette hanno segnato un più modesto +1,9%, pari a 545 milioni di euro.
Altre Voci di Gettito
- Giochi e Tabacchi: Le entrate relative ai giochi (che includono diverse imposte dirette e indirette) hanno raggiunto i 6,77 miliardi (+1,7%).
- Imposta di Bollo: Nei primi dieci mesi dell’anno si è registrato un forte aumento dell’imposta di bollo, salita del 27,2%, riflettendo un incremento delle operazioni finanziarie e amministrative.
- Accise: In crescita anche le accise sui prodotti energetici, che nei primi dieci mesi hanno segnato un aumento, contribuendo al risultato positivo delle imposte indirette.
Implicazioni e Prospettive Future
I dati forniti dal MEF delineano un quadro economico complesso. La crescita delle entrate, trainata dalle imposte indirette, suggerisce una tenuta dei consumi e dell’attività economica. Tuttavia, la frenata dell’IRPEF, pur essendo influenzata da riforme fiscali mirate a ridurre il cuneo fiscale, solleva interrogativi sulla dinamica dei redditi da lavoro dipendente. Sarà fondamentale monitorare l’evoluzione di questi indicatori nei prossimi mesi per valutare la sostenibilità della crescita e l’impatto delle politiche economiche in atto, in vista delle decisioni di bilancio per il 2026.
