Milano – La Dea della Vittoria, da cui prendo il nome, avrebbe certamente sorriso di fronte allo spettacolo offerto dalla Serie A in questa giornata campale. Un turno denso di emozioni, colpi di scena e verdetti pesanti che hanno scosso la classifica dalle fondamenta, dalla lotta per lo Scudetto a quella per non retrocedere. A San Siro, nel posticipo che valeva una fetta di tricolore, l’Inter ha provato a spiccare il volo, ma ha trovato sulla sua rotta un Napoli mai domo, capace di raddrizzare per due volte una partita che sembrava perduta, chiudendo sul 2-2. Un pareggio che sa di beffa per i nerazzurri e di impresa per i partenopei, ora a -4 dalla vetta ma con la consapevolezza di essere ancora pienamente in corsa.
San Siro, una battaglia da Scudetto: McTominay eroe di Napoli
Il big match della Scala del Calcio non ha tradito le attese. Ritmi altissimi sin dalle prime battute, con l’Inter di Chivu a cercare di imporre il proprio gioco e il Napoli di Conte, falcidiato dalle assenze, pronto a rispondere colpo su colpo. È stata una partita a scacchi, un duello di nervi e tattica. I nerazzurri hanno sbloccato il risultato con una perla di Federico Dimarco, il cui diagonale chirurgico sembrava spianare la strada verso la fuga. Ma il calcio, si sa, è imprevedibile. E l’eroe che non ti aspetti veste la maglia azzurra e ha il nome di Scott McTominay. Lo scozzese, prima colpevole in occasione del gol interista, si è trasformato in centravanti d’area, firmando il pareggio con un tocco rapace.
La ripresa è stata una fotocopia del primo tempo. L’Inter ha spinto, il Napoli ha resistito e ha sfiorato il vantaggio con Hojlund e Di Lorenzo. Poi, l’episodio che ha infiammato il finale: un calcio di rigore, contestatissimo dalla panchina partenopea, concesso da Doveri e trasformato con la consueta freddezza da Hakan Calhanoglu. Con Conte espulso per proteste plateali, la vittoria sembrava ormai in cassaforte per l’Inter. Ma ancora una volta, McTominay ha vestito i panni del salvatore: su assist del neo-entrato Lang, si è inventato un sinistro mortifero che ha fissato il punteggio sul 2-2 finale, gelando San Siro. L’Inter sale così a 43 punti, ma il suo tentativo di fuga è respinto. Ora la classifica recita +3 sul Milan e +4 su Napoli e Roma, in attesa dei recuperi infrasettimanali che potrebbero ridisegnare nuovamente gli equilibri.
Frenata Milan a Firenze, la Viola vede la luce
Se l’Inter non ride, il Milan di Allegri certamente non può sorridere. I rossoneri segnano il passo per la seconda partita consecutiva, la terza nelle ultime cinque, impattando 1-1 al Franchi contro una Fiorentina rigenerata. Un punto che serve più ai viola, che sembrano finalmente usciti dal tunnel di un girone d’andata da incubo, che al Milan, il quale perde terreno prezioso dalla vetta. La partita è stata vibrante e ricca di occasioni. Il Milan ha sprecato molto nel primo tempo, soprattutto con Pulisic. Nella ripresa, la Fiorentina è cresciuta e ha trovato il vantaggio con un colpo di testa del giovane Comuzzo, bravo a sfruttare una dormita della difesa milanista. Il forcing finale del Milan, disperato e orgoglioso, ha prodotto il pareggio in zona recupero con il subentrato Christopher Nkunku, abile a capitalizzare una delle poche occasioni create. Nel finale, però, è stata la Fiorentina a sfiorare il colpaccio, con una traversa clamorosa colpita da Brescianini e un salvataggio decisivo di Maignan su Kean.
Zona calda: autogol e follia, punti pesantissimi in palio
La lotta per la salvezza ha regalato altrettante emozioni, con risultati che pesano come macigni.
- Harakiri Lecce: Al Via del Mare è andato in scena un vero e proprio suicidio sportivo. Il Lecce, in vantaggio dopo appena 52 secondi con Stulic e padrone del campo, ha gettato alle ortiche una vittoria che sembrava certa. Un palo di Maleh e un gol divorato da Banda hanno preceduto il black-out: prima l’espulsione dello stesso Banda per un’entrata sconsiderata, poi quella di Gaspar per un fallo di reazione. In nove uomini, i salentini hanno subito la rimonta del Parma, propiziata da un goffo autogol di Tiago Gabriel e sigillata da un colpo di testa di Pellegrino. Una sconfitta surreale che complica terribilmente i piani salvezza dei giallorossi.
- Ossigeno Lazio a Verona: Vittoria di platino per la Lazio di Sarri, che espugna il Bentegodi grazie a una sfortunata autorete di Nelsson. Una partita equilibrata, con poche occasioni da gol, decisa da un episodio. Per i biancocelesti, rimaneggiati e con i nuovi acquisti in campo, sono tre punti fondamentali per risalire la china. Per il Verona, un’altra sconfitta amara che la risucchia all’ultimo posto in classifica, a pari punti con il Pisa.
La nuova classifica e le prospettive
La classifica rimane incredibilmente fluida e compatta. La Roma guadagna terreno prezioso grazie al successo sul Sassuolo, agganciando il Napoli al terzo posto. Frena il Como, fermato sul pari dal Bologna, mentre continua la risalita dell’Atalanta di Palladino. La lotta per non retrocedere è più che mai aperta, con almeno sei squadre racchiuse in una manciata di punti. La prossima settimana, con i recuperi delle gare rinviate per la Supercoppa, sarà cruciale per definire meglio i rapporti di forza in vista di un girone di ritorno che si preannuncia infuocato.
