CARACAS, VENEZUELA – Si è concluso positivamente un lungo e complesso capitolo diplomatico per l’Italia. Il cooperante veneziano Alberto Trentini e l’imprenditore torinese Mario Burlò, detenuti in Venezuela da oltre un anno, sono stati liberati. La notizia, giunta all’alba italiana, è stata confermata dal Ministro degli Esteri Antonio Tajani e accolta con “gioia e soddisfazione” dalla Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. I due connazionali si trovano ora al sicuro presso l’Ambasciata d’Italia a Caracas, in attesa del rientro in patria a bordo di un aereo già partito da Roma.
Un incubo lungo 423 giorni
Per Alberto Trentini, 46 anni, si chiude un incubo durato 423 giorni. Cooperante con una decennale esperienza in missioni umanitarie internazionali, si trovava in Venezuela da appena tre settimane per conto della ONG francese Humanity & Inclusion, impegnata nell’assistenza a persone con disabilità. Venne arrestato il 15 novembre 2024 a un posto di blocco mentre si recava da Caracas a Guasdualito per una missione. Da allora è stato recluso nel duro carcere di El Rodeo I, alle porte della capitale, senza che le accuse a suo carico venissero mai formalmente chiarite.
Nello stesso periodo e nelle medesime circostanze poco chiare è stato arrestato anche Mario Burlò, 56enne imprenditore torinese, noto nel panorama economico piemontese e già patron dell’Auxilium Basket Torino. Anche per lui la detenzione è avvenuta senza accuse precise, definite “arbitrarie” dai suoi legali. Solo nel novembre 2025, durante una visita consolare, Burlò aveva riferito di essere stato rinviato a giudizio con vaghe imputazioni di terrorismo.
Il ruolo cruciale della diplomazia
La liberazione è il frutto di un’intensa e discreta attività diplomatica condotta dal governo italiano, dalla Farnesina e dai servizi di intelligence. Le trattative si sono intensificate negli ultimi giorni, in un contesto politico venezuelano profondamente mutato dopo la recente cattura dell’ex presidente Nicolás Maduro da parte delle forze militari statunitensi. Questo evento ha aperto le porte a un nuovo esecutivo guidato dalla neo-presidente ad interim Delcy Rodríguez, che ha mostrato segnali di apertura verso la comunità internazionale.
La premier Meloni ha espresso un “sentito ringraziamento alle Autorità di Caracas, a partire dal Presidente Rodriguez, per la costruttiva collaborazione dimostrata”. Parole che, insieme a quelle del ministro Tajani, segnano un cambio di passo nelle relazioni tra Italia e Venezuela, con il riconoscimento del nuovo governo come interlocutore politico. Tajani ha parlato di “un forte segnale” che potrebbe portare alla nomina di un Ambasciatore italiano a Caracas, rafforzando i legami diplomatici.
Le reazioni in Italia
La notizia è stata accolta con grande sollievo in Italia. Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha telefonato personalmente alla madre di Alberto Trentini, Armanda Colusso, per esprimere la sua felicità. La famiglia Trentini, assistita dall’avvocata Alessandra Ballerini, ha parlato di una “notizia che aspettavamo da 423 giorni”, chiedendo rispetto per la propria privacy in un momento così delicato. Anche i legali di Burlò hanno espresso gratitudine verso le istituzioni per il lavoro svolto.
La liberazione dei due connazionali si inserisce in un più ampio contesto di scarcerazioni di prigionieri politici annunciato dalle nuove autorità venezuelane, una mossa volta a “pacificare il Paese”. Tuttavia, la situazione rimane complessa. Secondo il Ministro Tajani, nelle carceri venezuelane si trovano ancora 42 detenuti con doppia cittadinanza italo-venezuelana, di cui 24 considerati prigionieri politici. L’impegno della diplomazia italiana prosegue per ottenere la liberazione anche di questi ultimi.
Un nuovo inizio per le relazioni italo-venezuelane?
La positiva risoluzione di questa vicenda rappresenta un successo per il governo italiano e apre a scenari di rinnovata collaborazione con il Venezuela. La gestione della crisi ha dimostrato l’efficacia di un approccio diplomatico paziente e riservato, che ha saputo cogliere il momento politico favorevole. Ora, l’auspicio è che questo evento possa essere il primo passo verso la piena normalizzazione delle relazioni e la risoluzione delle altre criticità che ancora vedono coinvolti cittadini italiani nel paese sudamericano.
