LONDRA – L’autorità britannica per le comunicazioni, Ofcom, ha ufficialmente aperto un’indagine formale nei confronti di X, la piattaforma di social media di proprietà di Elon Musk. Al centro dell’inchiesta vi è Grok, il chatbot basato su intelligenza artificiale integrato nel social network, accusato di generare e facilitare la diffusione di immagini sessualmente esplicite e deepfake di donne e minori. Questa azione segna un momento cruciale nell’applicazione del nuovo e rigoroso Online Safety Act, la legge britannica volta a rafforzare la protezione degli utenti, in particolare dei più giovani, dai contenuti dannosi online.
Le ragioni dell’indagine: violazione dell’Online Safety Act
La decisione di Ofcom di procedere con un’indagine formale è scaturita da “segnalazioni molto preoccupanti” riguardanti l’uso di Grok per creare e condividere immagini di nudo non consensuali. Tali contenuti, secondo l’autorità, potrebbero configurare reati di abuso di immagini intime e materiale pedopornografico (CSAM), entrambi illegali nel Regno Unito. L’indagine, definita da Ofcom come una “massima priorità”, mira ad accertare se X abbia violato i suoi obblighi legali ai sensi dell’Online Safety Act.
Nello specifico, l’autorità esaminerà diversi aspetti critici:
- La valutazione del rischio che gli utenti britannici incontrino contenuti illegali sulla piattaforma.
- L’adozione di misure appropriate per prevenire la visualizzazione di tali contenuti.
- La rapidità nella rimozione del materiale illegale.
- La protezione degli utenti da violazioni della privacy.
- La valutazione del rischio specifico che la piattaforma può rappresentare per i minori.
- L’uso di efficaci sistemi di verifica dell’età per l’accesso a contenuti pornografici.
L’indagine è stata avviata dopo che Ofcom ha contattato X il 5 gennaio, chiedendo chiarimenti sulle misure adottate per conformarsi alla legge. La risposta della società, pervenuta entro la scadenza del 9 gennaio, è stata ritenuta non sufficiente a fugare le preoccupazioni, portando così all’apertura del fascicolo formale.
Le possibili conseguenze per X
Qualora l’indagine dovesse confermare le violazioni, le conseguenze per X potrebbero essere significative. L’Online Safety Act conferisce a Ofcom poteri sanzionatori severi. L’autorità può imporre multe fino a 18 milioni di sterline o, in alternativa, il 10% del fatturato globale annuo dell’azienda, a seconda di quale cifra sia maggiore.
Nei “casi più gravi di non conformità continuata”, Ofcom ha il potere di richiedere a un tribunale l’applicazione di “misure di interruzione dell’attività”. Queste misure potrebbero includere l’ordine ai fornitori di servizi internet di bloccare l’accesso a X nel Regno Unito, una misura estrema che sottolinea la serietà con cui il legislatore britannico affronta la questione della sicurezza online.
La reazione politica e internazionale
L’avvio dell’indagine è stato preceduto da una ferma condanna da parte del governo laburista di Keir Starmer, che ha definito “ripugnanti” i deepfake sessuali e ha esortato Musk ad agire con urgenza. La Segretaria di Stato per la Tecnologia, Liz Kendall, ha descritto le attività su Grok come “spregevoli e abominevoli”, affermando che il governo supporterà pienamente Ofcom, anche qualora decidesse di ricorrere al blocco della piattaforma.
La vicenda ha avuto una forte eco anche a livello internazionale. L’Unione Europea ha condannato l’uso del chatbot, ritenendo insoddisfacente la mossa di X di limitare la funzione di generazione di immagini ai soli abbonati a pagamento. Anche le autorità di Francia, India e Malesia stanno monitorando la situazione. In una mossa ancora più decisa, Indonesia e Malesia sono diventati i primi paesi a bloccare completamente l’accesso a Grok a causa della generazione di contenuti pornografici.
Il Primo Ministro britannico Keir Starmer sta inoltre consultando Canada e Australia per definire una risposta coordinata, evidenziando la crescente preoccupazione globale per la responsabilità delle piattaforme nell’era dell’intelligenza artificiale generativa.
Il contesto tecnologico e legale: i “Nudification Tools”
Il caso Grok si inserisce in un dibattito più ampio sulla proliferazione di strumenti di intelligenza artificiale, noti come “nudification tools”, capaci di manipolare immagini per “spogliare” digitalmente le persone senza il loro consenso. Sebbene la tecnologia deepfake non sia nuova, la sua integrazione in una piattaforma social di massa come X ne abbassa drasticamente la soglia di utilizzo e ne amplifica la potenziale diffusione, con gravi rischi per la privacy e la dignità delle persone, in particolare donne e ragazze.
Il governo britannico ha già manifestato l’intenzione di mettere al bando questi strumenti attraverso il nuovo Crime and Policing Bill, che introdurrà specifici reati per la creazione di immagini intime senza consenso. L’Online Safety Act, entrato in vigore, criminalizza già la condivisione di immagini intime deepfake non consensuali, ma la nuova legge si spingerà oltre, punendo anche l’atto stesso della creazione.
L’indagine di Ofcom su X e Grok rappresenta quindi un banco di prova fondamentale per la nuova legislazione e per la capacità delle autorità di regolamentazione di tenere il passo con la rapida evoluzione tecnologica, bilanciando innovazione, libertà di espressione e la necessità imprescindibile di proteggere i cittadini da abusi e contenuti illegali.
