SCAFATI (SALERNO) – Paura e apprensione hanno scosso la comunità di Scafati, dove un bambino di appena 13 mesi è stato vittima di una grave aggressione da parte del cane di famiglia, un pitbull. L’episodio, avvenuto all’interno delle mura domestiche, si è concluso con il trasporto d’urgenza del piccolo all’ospedale pediatrico Santobono di Napoli. Fortunatamente, grazie alla tempestività dei soccorsi, la vita del bambino non è in pericolo.
La dinamica dell’aggressione e i soccorsi
Secondo una prima ricostruzione dei fatti, il bambino si trovava in casa con i familiari quando, per cause ancora in fase di accertamento, il pitbull lo ha attaccato, mordendolo alla guancia destra. L’immediato intervento di una persona presente nell’abitazione è stato decisivo per allontanare l’animale ed evitare conseguenze che avrebbero potuto essere ben più tragiche. I genitori, sotto shock, hanno immediatamente allertato i servizi di emergenza. Giunti sul posto, i sanitari del 118 hanno trovato il piccolo sanguinante e con una vistosa ferita al volto. Vista la serietà della lesione, è stato disposto il trasferimento immediato presso l’ospedale specializzato Santobono di Napoli.
Le condizioni del bambino e l’intervento chirurgico
Una volta giunto al presidio ospedaliero napoletano, il bambino è stato preso in cura dall’equipe medica. Le ferite riportate, concentrate sulla testa e sul volto, hanno reso necessario un intervento di chirurgia maxillo-facciale. L’operazione è tecnicamente riuscita e i medici hanno confermato che le lesioni, sebbene serie, non dovrebbero essere permanenti. Le condizioni del piccolo sono stabili e in via di miglioramento; non è in pericolo di vita e nei prossimi giorni potrebbe essere dimesso per fare ritorno a casa.
Le indagini dei Carabinieri e il destino del cane
Sull’accaduto indagano i Carabinieri della tenenza di Scafati, intervenuti sul luogo dell’incidente dopo la segnalazione. I militari stanno lavorando per ricostruire l’esatta dinamica dei fatti e, soprattutto, per comprendere cosa possa aver scatenato la reazione violenta dell’animale, che conviveva da tempo con la famiglia e non aveva mai manifestato in precedenza comportamenti aggressivi nei confronti del bambino. In seguito all’aggressione, come da prassi, il pitbull è stato preso in carico dal servizio sanitario veterinario dell’Asl territoriale per gli accertamenti e i provvedimenti previsti dalla normativa vigente.
Il dibattito sulla gestione dei cani e l’intervento del Sindaco
L’episodio ha riacceso il dibattito sulla gestione di cani appartenenti a razze considerate potenzialmente pericolose. Il sindaco di Scafati, Pasquale Aliberti, è intervenuto sulla questione sottolineando la necessità di un intervento normativo per stabilire criteri più chiari sull’adozione e la gestione di questi animali, anche in ambito domestico. “Episodi come questo sollevano una riflessione”, ha dichiarato il primo cittadino, esprimendo vicinanza alla famiglia coinvolta e ribadendo l’importanza di rispettare i regolamenti comunali sulla conduzione dei cani nei luoghi pubblici. È importante ricordare che la legislazione italiana attuale non prevede una “lista nera” di razze canine considerate intrinsecamente pericolose, ma si concentra sulla responsabilità del proprietario e sul comportamento del singolo animale. A seguito di episodi di morsicatura, i servizi veterinari possono imporre al proprietario percorsi formativi specifici, noti come “patentino”.
Questo non è un caso isolato a Scafati: un altro grave episodio si era verificato il 17 settembre dell’anno precedente, quando un bambino di 9 anni era stato aggredito da un altro pitbull riportando gravi ferite.
