La drammatica vicenda dell’incendio divampato nella notte di Capodanno nel disco-bar “Le Constellation” di Crans-Montana, in Svizzera, si arricchisce di nuovi e significativi sviluppi giudiziari. Mentre la Svizzera si è fermata per una giornata di lutto nazionale in memoria delle 40 vittime, l’inchiesta sulla strage ha varcato i confini elvetici, assumendo una chiara dimensione internazionale. La Procura di Roma ha infatti aperto un fascicolo d’indagine per i reati di omicidio colposo, lesioni gravi e incendio, in relazione al decesso di sei cittadini italiani e al ferimento di altri quattordici connazionali.

L’INCHIESTA SI ALLARGA: ANCHE ROMA, PARIGI E BRUXELLES VOGLIONO CHIAREZZA

L’iniziativa dei magistrati romani, competenti per i reati che coinvolgono cittadini italiani all’estero, segue le analoghe mosse delle procure di Francia e Belgio, paesi che piangono anch’essi le proprie vittime. Questa cooperazione giudiziaria internazionale mira a fare piena luce sulle responsabilità di una tragedia che ha sconvolto l’Europa. La Farnesina ha trasmesso a Roma l’elenco ufficiale delle vittime e dei feriti italiani, identificati grazie al lavoro delle autorità consolari. Per fare il punto sulle indagini, è previsto per lunedì un incontro tra l’ambasciatore italiano in Svizzera, Gian Lorenzo Cornado, e la procuratrice generale del Canton Vallese, Beatrice Pilloud.

Un passo fondamentale dell’inchiesta italiana sarà l’esecuzione delle autopsie sui corpi dei sei giovani connazionali. Gli esami autoptici, delegati alle procure di Milano, Bologna e Genova, saranno cruciali per determinare con esattezza le cause dei decessi e fornire elementi utili alle indagini.

L’ARRESTO DI JACQUES MORETTI E L’INTERROGATORIO DEI PROPRIETARI

Sul fronte svizzero, la giornata di venerdì è stata segnata da un evento di capitale importanza: l’interrogatorio dei coniugi francesi Jacques Moretti e Jessica Maric, proprietari del “Le Constellation”. Convocati per la prima volta in qualità di indagati presso la procura di Sion, hanno dovuto rispondere alle accuse di omicidio colposo, lesioni e incendio colposi. Al termine di un lungo interrogatorio, la procuratrice ha disposto l’arresto di Jacques Moretti per un concreto pericolo di fuga. Per la moglie, invece, sono stati richiesti gli arresti domiciliari con braccialetto elettronico.

L’interrogatorio era attesissimo e caricato di grande tensione, anche a causa delle critiche sollevate dai legali delle famiglie delle vittime riguardo allo stato di libertà dei due imprenditori. Si attendevano chiarimenti non solo sulla dinamica dell’incidente, ma anche su presunte negligenze relative alle norme di sicurezza del locale. Secondo le ricostruzioni, a innescare il rogo sarebbe stato un piccolo fuoco d’artificio posizionato su una bottiglia di champagne, le cui scintille hanno incendiato il soffitto rivestito di materiale fonoassorbente altamente infiammabile.

LE RESPONSABILITÀ DEL COMUNE E LE LACUNE NEI CONTROLLI

Ma le responsabilità non sembrano limitarsi ai soli proprietari del locale. Sotto i riflettori è finito anche il Comune di Crans-Montana. Un portavoce della Cancelleria di Stato del Canton Vallese ha espresso irritazione per le evidenti inadempienze nei controlli di sicurezza. È emerso, infatti, che il Comune non avrebbe effettuato ispezioni nel “Constellation” negli ultimi cinque anni, una grave mancanza rispetto a quanto previsto dalla legislazione vigente. L’inchiesta dovrà quindi accertare anche eventuali falle nel sistema di vigilanza e controllo da parte delle autorità locali, un aspetto che potrebbe aprire un ulteriore e delicato capitolo di questa complessa vicenda giudiziaria.

UNA TRAGEDIA CHE UNISCE NEL DOLORE

Mentre le indagini proseguono su più fronti, la Svizzera e l’Europa si stringono attorno alle famiglie delle vittime. La giornata di lutto nazionale, con un minuto di silenzio osservato in tutto il paese e una cerimonia commemorativa a Martigny, ha visto la partecipazione di alte cariche istituzionali, tra cui i presidenti di Italia e Francia, Sergio Mattarella ed Emmanuel Macron. Anche a Roma si è tenuta una messa in memoria delle vittime, a testimonianza di un dolore che ha travalicato i confini e unito le nazioni nel cordoglio.

Di atlante

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