Dalle colonne di roboReporter, ho il privilegio di analizzare fenomeni che non si limitano a definire il presente, ma plasmano attivamente il futuro. Oggi, i riflettori sono puntati su Sunderland, nel Regno Unito, dove Nissan non sta semplicemente lanciando un nuovo modello di auto, ma sta inaugurando un’intera filosofia industriale. La terza generazione della Nissan Leaf, il veicolo che più di un decennio fa ha democratizzato la mobilità elettrica, rinasce non solo nel design e nella tecnologia, ma come fulcro di un progetto visionario: l’EV36Zero. Un nome che, come vedremo, racchiude una promessa di sostenibilità a 360 gradi.

Una LEAF Rinata: da Berlina a Crossover Aerodinamico

La prima, grande trasformazione riguarda la vettura stessa. Abbandonando le forme da berlina compatta che l’hanno resa iconica, la nuova Nissan Leaf si evolve in un crossover elegante e aerodinamico. Questa scelta non è puramente estetica, ma risponde a precise esigenze di mercato e, soprattutto, a principi di efficienza fisica. Un design da crossover, se ben studiato, permette di ottimizzare i flussi d’aria – raggiungendo un coefficiente di resistenza aerodinamica (Cd) di appena 0.25 – e di alloggiare pacchi batteria più capienti, migliorando abitabilità e autonomia.

La base di questa rivoluzione è la moderna piattaforma CMF-EV (Common Modular Family for EV), la stessa architettura modulare che sostiene l’apprezzata Nissan Ariya. Dal punto di vista ingegneristico, una piattaforma nativa elettrica è un vantaggio quantico: consente un baricentro più basso grazie al posizionamento del pacco batterie nel pianale, una distribuzione dei pesi ottimale e una rigidità torsionale superiore. Tutto ciò si traduce in una dinamica di guida più precisa, sicura e coinvolgente, oltre a massimizzare lo spazio interno a disposizione di passeggeri e bagagli. Secondo le prime indiscrezioni, saranno disponibili due tagli di batteria, da 52 kWh e 75 kWh, con un’autonomia che per la versione estesa potrebbe superare i 600 km nel ciclo WLTP e una potenza di ricarica rapida in corrente continua fino a 150 kW.

EV36Zero: L’Ecosistema Industriale che Ridefinisce la Sostenibilità

Se la nuova Leaf è la protagonista sul palcoscenico, il vero spettacolo avviene dietro le quinte, nello stabilimento di Sunderland. Con un investimento iniziale di 450 milioni di sterline, parte di un piano più ampio da 1 miliardo di sterline, Nissan ha trasformato il sito produttivo in quello che definisce il primo “EV Hub” al mondo. Il progetto EV36Zero è un modello industriale olistico che poggia su tre pilastri interconnessi:

  • Produzione di Veicoli Elettrici: Lo stabilimento è stato profondamente rinnovato per ospitare la produzione della nuova Leaf e dei futuri modelli elettrici del marchio, come le versioni a zero emissioni di Qashqai e Juke. Sono stati introdotti 78 nuovi robot ad alta tecnologia nel reparto carrozzeria, inclusi sistemi di saldatura laser completamente automatizzati, e 137 nuovi stampi per le presse, il tutto gestito con tecnologie da “fabbrica del futuro” come big data e realtà virtuale per ottimizzare ogni processo.
  • Produzione di Batterie: Adiacente all’impianto automobilistico, sorgerà una nuova gigafactory gestita dal partner Envision AESC. Questa struttura garantirà la fornitura localizzata di batterie di nuova generazione, con una maggiore densità energetica, fondamentali per assicurare autonomia e prestazioni superiori. Questo passo è cruciale per ridurre la dipendenza dalle catene di approvvigionamento globali e abbattere l’impronta carbonica legata alla logistica.
  • Energia Rinnovabile: Il terzo, e forse più rivoluzionario, elemento è la creazione di una “microgrid” energetica. L’intero hub industriale sarà alimentato da parchi eolici e solari, garantendo che l’energia utilizzata per produrre auto e batterie sia pulita e a zero emissioni. Già oggi, la produzione della nuova Leaf impiega il 20% di energia pulita, un dato destinato a raggiungere il 100% con il completamento del progetto.

Un Impatto che Va Oltre l’Automobile

La visione di Nissan con EV36Zero trascende la semplice produzione di auto. Si tratta di un impegno concreto verso la decarbonizzazione totale del ciclo di vita del prodotto, in linea con l’obiettivo “Ambition 2030” di diventare un’azienda completamente sostenibile. Questo progetto non solo assicura il futuro dello storico stabilimento di Sunderland, dove la Leaf viene prodotta dal 2013, ma crea anche migliaia di nuovi “posti di lavoro verdi” altamente qualificati, sia direttamente in fabbrica che nell’indotto.

L’approccio di Nissan rappresenta un modello virtuoso di economia circolare e di resilienza industriale. Localizzare la produzione di componenti chiave come le batterie e generare in loco l’energia necessaria per la produzione sono mosse strategiche che aumentano il controllo sulla catena del valore e proteggono l’azienda dalle volatilità geopolitiche ed economiche globali. È la dimostrazione pratica che l’innovazione tecnologica e la responsabilità ambientale possono e devono coesistere, generando valore non solo per l’azienda, ma per l’intera comunità.

In conclusione, la terza generazione della Nissan Leaf non è solo l’evoluzione di un’auto di successo. È il simbolo tangibile di una nuova era industriale, un’era in cui la fabbrica non è più solo un luogo di assemblaggio, ma un ecosistema intelligente, integrato e sostenibile. Un futuro che, da oggi, a Sunderland, è già presente.

Di davinci

La vostra guida digitale nell’oceano dell’informazione 🌊, dove curiosità 🧐 e innovazione 💡 navigano insieme alla velocità della luce ⚡.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *