Il vulcano attivo più alto d’Europa, l’Etna, continua a essere protagonista della cronaca con la sua incessante attività. Nella giornata odierna, il campo lavico situato nella desertica Valle del Bove risulta ancora alimentato, un fenomeno che attira l’attenzione di vulcanologi, residenti e turisti. Secondo le ultime rilevazioni dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, Osservatorio Etneo (INGV-OE) di Catania, il fronte lavico più avanzato si mantiene stabile a una quota di circa 1.360 metri sul livello del mare. A quote superiori, specificatamente tra i 1.600 e i 1.400 metri, si assiste a un fenomeno di sovrapposizione di ulteriori flussi lavici, segno di una dinamica eruttiva complessa e in continua evoluzione.

Dettagli sull’attività vulcanica: tremore e boati

Un indicatore cruciale dello stato di salute del vulcano è il tremore vulcanico, che misura l’energia associata alla risalita del magma nei condotti interni. Nelle ultime ore, questo parametro ha raggiunto valori considerati “alti”, segnalando un incremento dell’attività magmatica. Nonostante l’intensa copertura nuvolosa che impedisce un’osservazione diretta della zona sommitale tramite le telecamere di sorveglianza, il personale dell’INGV-OE ha percepito distintamente dei boati. Questi suoni sono stati ricondotti a un’attività esplosiva localizzata presso i crateri sommitali, confermando la vitalità del vulcano anche nelle sue parti più elevate. D’altra parte, le reti di monitoraggio delle deformazioni del suolo, come la rete GNSS ad alta frequenza, non hanno mostrato variazioni significative, suggerendo che, per ora, l’attività non stia causando deformazioni importanti dell’edificio vulcanico.

Impatto sull’aviazione e sicurezza dell’area

La gestione della sicurezza aerea in prossimità di un vulcano attivo è di massima importanza. L’allerta per l’aviazione, nota come VONA (Volcano Observatory Notice for Aviation), rimane attualmente di colore arancione. Questo rappresenta il terzo livello di allarme su una scala di quattro, indicando una situazione da monitorare con attenzione. Tuttavia, è fondamentale sottolineare che l’attuale fase eruttiva dell’Etna non sta avendo alcun impatto sull’operatività dell’Aeroporto Internazionale Vincenzo Bellini di Catania. I voli procedono regolarmente, una notizia rassicurante per i viaggiatori e per l’economia locale. La colata lavica, infatti, rimane confinata all’interno della Valle del Bove, un’ampia depressione sul fianco orientale del vulcano che storicamente funge da bacino di contenimento per i flussi lavici, mantenendoli lontani dai centri abitati.

Il contesto geologico e il monitoraggio costante

L’Etna è uno stratovulcano complesso con una storia eruttiva che si estende per oltre mezzo milione di anni. La sua attività è il risultato della complessa interazione tra la placca africana e quella euroasiatica. L’attività eruttiva attuale si manifesta principalmente attraverso tre modalità: degassamento persistente dai crateri sommitali, eruzioni terminali e subterminali, ed eruzioni laterali. Quella in corso nella Valle del Bove rientra in quest’ultima categoria, un fenomeno affascinante ma che richiede un monitoraggio continuo e rigoroso.

L’INGV-OE svolge un ruolo fondamentale in questo senso, utilizzando una vasta gamma di strumenti per tenere sotto controllo ogni minimo cambiamento:

  • Reti sismiche: per monitorare il tremore vulcanico e i terremoti.
  • Reti geodetiche (GNSS, clinometri, strainmeter): per rilevare le deformazioni del suolo.
  • Telecamere di sorveglianza: per l’osservazione visiva, quando le condizioni meteo lo permettono.
  • Analisi dei gas: per studiare la composizione del pennacchio vulcanico.
  • Rilievi sul campo: effettuati da personale specializzato per osservazioni dirette e campionamenti.

Questo sistema di monitoraggio multidisciplinare garantisce un flusso costante di dati che permette di valutare il livello di pericolosità e di allertare tempestivamente le autorità competenti in caso di necessità.

Di veritas

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