Città del Vaticano – In una solenne celebrazione eucaristica nella Basilica di San Pietro, cuore della cristianità, Papa Francesco ha presieduto la messa insieme ai cardinali del Sacro Collegio, convenuti in Vaticano per i lavori del Concistoro. Con parole incisive e cariche di significato spirituale, il Pontefice ha delineato la rotta per i porporati, richiamandoli alla vera essenza della loro missione: un servizio basato sull’ascolto dello Spirito Santo e sul discernimento comunitario, mettendo in guardia dal pericolo delle ambizioni e delle agende personali.

Nell’omelia, il Santo Padre ha sottolineato come il tempo del Concistoro non sia una mera formalità o un’occasione per promuovere interessi particolari. “Noi non siamo infatti qui a promuovere ‘agende’ – personali o di gruppo -, ma ad affidare i nostri progetti e le nostre ispirazioni al vaglio di un discernimento che ci supera”, ha affermato con chiarezza Papa Francesco. Questo richiamo evidenzia una preoccupazione costante del suo pontificato: quella di una Chiesa che sappia spogliarsi delle logiche mondane del potere per rivestirsi di umiltà e servizio.

Il Valore Profetico della Sosta in un Mondo Frenetico

Il Papa ha poi posto l’accento sul significato profondo del “fermarsi”, un concetto che ha collegato all’etimologia stessa della parola Concistoro (dal latino consistere, “fermarsi insieme”). In un’epoca caratterizzata da una frenesia incessante, la scelta dei cardinali di sospendere le proprie attività ordinarie assume un valore quasi profetico. “Tutti noi ci siamo ‘fermati’ per essere qui: abbiamo sospeso per un certo tempo le nostre attività e rinunciato a impegni anche importanti, per ritrovarci insieme a discernere ciò che il Signore ci chiede per il bene del suo Popolo”, ha spiegato il Pontefice.

Questo gesto, ha proseguito, “è già in sé un gesto molto significativo, profetico, particolarmente nel contesto della società frenetica in cui viviamo”. La sosta diventa quindi uno strumento indispensabile per non perdere l’orientamento. È un tempo sacro dedicato alla preghiera, all’ascolto reciproco e alla riflessione, elementi essenziali per “tornare a focalizzare sempre meglio lo sguardo sulla meta”. Senza questa pausa rigenerante, ha ammonito il Papa citando l’apostolo Paolo, si rischia di “correre alla cieca o di battere l’aria invano”.

Il Concistoro: Definizione e Funzioni

Per comprendere appieno la portata delle parole del Papa, è utile ricordare cosa sia un Concistoro. Si tratta di una riunione formale del Collegio Cardinalizio convocata e presieduta dal Papa. I Concistori si dividono in due tipologie principali:

  • Concistoro Ordinario: Viene convocato per questioni importanti ma di carattere regolare, come la creazione di nuovi cardinali o le cause di canonizzazione. Solitamente vi partecipano i cardinali presenti a Roma.
  • Concistoro Straordinario: Viene indetto per “peculiari necessità della Chiesa o la trattazione di questioni particolarmente gravi” e richiede la partecipazione di tutti i cardinali del mondo.

Queste assemblee hanno valore consultivo e rappresentano un momento cruciale di collegialità, in cui i più stretti collaboratori del Papa lo assistono nel governo della Chiesa universale. Durante il suo pontificato, Papa Francesco ha convocato diversi concistori, sia per la creazione di nuovi cardinali, spesso provenienti da aree geografiche “periferiche”, sia per momenti di riflessione su temi cruciali come la famiglia o la riforma della Curia.

Discernimento Comunitario per il Bene del Popolo di Dio

Il fulcro del messaggio di Papa Francesco risiede nell’invito a un discernimento autentico. Non si tratta di prendere decisioni basate su calcoli umani o strategie politiche, ma di mettersi in umile ascolto della volontà di Dio. L’obiettivo finale non è l’affermazione di una linea o di un’altra, ma il “bene del suo Popolo”. Questa prospettiva sposta il baricentro dall’io al noi, dalla ricerca del prestigio personale alla sollecitudine pastorale per l’intera comunità dei fedeli.

Le parole del Papa riecheggiano il suo costante appello a una “Chiesa in uscita”, missionaria, che non si ripiega su se stessa ma guarda alle necessità di un’umanità “affamata di bene e di pace”. In questo contesto, il ruolo dei cardinali è quello di essere pastori con “cuore umile e generoso”, capaci di condividere la “grave e onerosa” responsabilità del Successore di Pietro attraverso un dialogo fraterno e una ricerca sincera della verità.

La celebrazione si è conclusa riaffermando la centralità di Cristo e del Vangelo come unica e vera guida per il cammino della Chiesa, un cammino da percorrere non in solitudine, ma insieme, come fratelli uniti nella fede e nel servizio.

Di veritas

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