NEW YORK – Un anno fa, il 5 gennaio 2025, New York ha intrapreso una delle più audaci sperimentazioni nella gestione della mobilità urbana del Nord America, introducendo il “congestion pricing”. Oggi, a dodici mesi di distanza, i dati diffusi dalla Metropolitan Transportation Authority (MTA) disegnano il quadro di un successo inequivocabile, che potrebbe fungere da modello per le metropoli di tutto il mondo alle prese con traffico, inquinamento e la necessità di finanziare trasporti pubblici efficienti e sostenibili.
I risultati parlano chiaro: nel primo anno di applicazione, sono stati registrati 27 milioni di ingressi di veicoli in meno nella Congestion Relief Zone (CRZ), l’area di Manhattan a sud della 60esima strada. Questo si traduce in una diminuzione media del traffico dell’11%, con circa 73.000 veicoli in meno che ogni giorno congestionano il cuore pulsante della città. Un dato che, analizzato dalla prospettiva di un fisico, rappresenta una significativa riduzione dell’entropia in un sistema complesso come la viabilità di una metropoli.
L’impatto sulla qualità della vita: aria, rumore e sicurezza
Le implicazioni di questa drastica riduzione del traffico si estendono ben oltre la semplice fluidità della circolazione. Uno degli effetti più celebrati è il miglioramento della qualità dell’aria. I rilevamenti indicano una diminuzione del 22% delle polveri sottili, particolato nocivo per la salute umana, all’interno della zona a pedaggio. Questo non solo migliora la salute respiratoria dei residenti e dei pendolari, ma contribuisce concretamente alla lotta contro il cambiamento climatico su scala locale. Studi specifici, come quello della Cornell University, confermano che i benefici si estendono all’intera area metropolitana, smentendo i timori di un semplice spostamento del problema in altre zone.
Parallelamente, la città è diventata più silenziosa. Le denunce per inquinamento acustico sono calate del 17%, un dato che riflette un ambiente urbano meno stressante e più vivibile. Anche la sicurezza stradale ha beneficiato del nuovo corso: il numero di incidenti e di feriti legati al traffico ha mostrato una flessione, contribuendo a rendere le strade più sicure per pedoni e ciclisti.
Come funziona il “Congestion Pricing”
Il meccanismo alla base di questo cambiamento è un pedaggio applicato ai veicoli che entrano nel cosiddetto “Central Business District” (CBD). Ecco i dettagli delle tariffe:
- Automobili: 9 dollari nelle ore di punta, che scendono a 2,25 dollari durante le ore notturne.
- Autobus e camion: La tariffa varia in base alle dimensioni del veicolo, oscillando tra 14,40 e 21,60 dollari nelle ore di punta.
Queste tariffe, modulate in base all’orario e al tipo di veicolo, hanno incentivato un cambiamento nelle abitudini di mobilità. Molti automobilisti hanno optato per il trasporto pubblico o hanno modificato gli orari dei loro spostamenti per usufruire delle tariffe ridotte. Il risultato è una gestione più intelligente e distribuita dei flussi di traffico, con velocità di percorrenza aumentate fino al 51% in alcuni varchi durante le ore di punta.
Un volano per il trasporto pubblico e l’economia
L’introduzione del pedaggio ha avuto un effetto positivo a cascata sul sistema di trasporto pubblico. L’utenza della metropolitana è aumentata complessivamente del 7%, con picchi del 9% per i viaggi diretti verso la zona a pedaggio. Anche gli autobus hanno visto una crescita dei passeggeri.
Questi numeri si traducono in maggiori entrate per la MTA, che nel primo anno ha raccolto oltre 550 milioni di dollari netti, superando le previsioni. Questi fondi sono vitali per sbloccare un imponente piano di investimenti da 15 miliardi di dollari destinato all’ammodernamento della rete. I progetti finanziati includono l’acquisto di nuovi treni, l’aggiornamento dei sistemi di segnalamento (come sulle linee A/C), l’installazione di ascensori per migliorare l’accessibilità e il proseguimento dei lavori per l’estensione della Second Avenue Subway.
Contrariamente ai timori iniziali di un impatto negativo sull’economia locale, i dati mostrano un quadro differente. Il traffico pedonale nella CRZ è aumentato, così come le prenotazioni nei ristoranti e le vendite al dettaglio. L’economia di Manhattan, anziché risentirne, sembra aver tratto beneficio da strade meno congestionate e da un ambiente più piacevole.
Le reazioni politiche: tra plauso e opposizione
Il successo del programma è stato accolto con entusiasmo dalla Governatrice dello Stato di New York, Cathy Hochul, che ha definito i risultati “straordinari” e “oltre ogni aspettativa”. Hochul ha difeso strenuamente il programma, anche di fronte ai tentativi di bloccarlo da parte dell’amministrazione federale.
Di parere opposto è l’ex Presidente Donald Trump, che ha più volte criticato il “congestion pricing”, definendolo un’ingiustizia verso i lavoratori e le piccole imprese e tentando di affossarlo. Nonostante le pressioni politiche e alcune cause legali ancora in corso, il programma è rimasto in vigore, forte dei risultati tangibili ottenuti.
Il “congestion pricing” di New York dimostra come un approccio ingegneristico e basato sui dati possa offrire soluzioni efficaci a problemi complessi come la congestione urbana. L’esperimento della Grande Mela non è solo una storia di successo locale, ma una lezione di portata globale sulla possibilità di creare città più pulite, sicure, efficienti e, in definitiva, più umane.
