Pugno duro della giustizia sportiva nei confronti di Eusebio Di Francesco. La prima sezione della Corte Sportiva d’Appello Nazionale ha ufficialmente respinto il reclamo presentato dall’U.S. Lecce, confermando in toto le due giornate di squalifica inflitte al tecnico giallorosso. La sanzione era stata decisa dal Giudice Sportivo Gerardo Mastrandrea in seguito all’espulsione rimediata da Di Francesco al 23′ del primo tempo della partita contro il Como, valevole per la 17ª giornata di Serie A e disputatasi lo scorso 27 dicembre. Una decisione che chiude definitivamente il caso e costringerà il Lecce a fare a meno della sua guida tecnica in un momento cruciale della stagione.
La cronaca dell’espulsione: proteste veementi e “epiteti gravemente insultanti”
Per comprendere appieno la vicenda, è necessario tornare a quel concitato pomeriggio al Via del Mare. La miccia si è accesa al 20′ del primo tempo, in occasione del gol che ha sbloccato la partita a favore del Como. L’azione, finalizzata da Nico Paz, è stata viziata, secondo la panchina leccese, da un contatto falloso dello stesso giocatore ai danni del centrocampista giallorosso Ramadani. Le proteste di Di Francesco sono state immediate e veementi. Nonostante il controllo della sala VAR avesse giudicato regolare il contatto, il tecnico abruzzese ha continuato a manifestare il proprio dissenso in maniera plateale.
Il referto dell’arbitro Matteo Marchetti e la relazione degli ispettori federali, come si evince dalle motivazioni del Giudice Sportivo, sono stati impietosi. A Di Francesco è stata contestata non una semplice protesta, ma un comportamento ben più grave. Nel comunicato ufficiale si legge che l’allenatore è stato sanzionato “per avere, al 23° del primo tempo, contestato una decisione arbitrale rivolgendo al Direttore di gara epiteti gravemente insultanti, e per avere, inoltre, all’atto del provvedimento di espulsione continuato la protesta”. Un quadro accusatorio pesante, che ha lasciato ben poco margine di manovra al club salentino in sede di appello.
Il ricorso respinto e le conseguenze per il Lecce
Nonostante la società pugliese sperasse in una riduzione della pena, magari commutando una giornata in ammenda, la Corte Sportiva d’Appello ha ritenuto congrua la sanzione originaria. La decisione è stata presa sulla base di un referto arbitrale “blindato” e delle relazioni degli ispettori di Lega, che hanno descritto un quadro di proteste e insulti ritenuto troppo “carico” per concedere sconti. Di conseguenza, Eusebio Di Francesco, che ha già saltato la trasferta contro la Juventus, sarà costretto a seguire dalla tribuna anche il prossimo impegno casalingo contro la Roma.
A guidare la squadra in sua assenza sarà ancora una volta il vice, Fabrizio Del Rosso, già chiamato a sostituirlo nella sfida dell’Allianz Stadium. L’assenza del tecnico rappresenta una tegola non di poco conto per il Lecce, impegnato a navigare in una fase delicata del campionato. La squadra sarà chiamata a una prova di carattere e compattezza per sopperire alla mancanza della propria guida tecnica a bordocampo.
Un contesto di nervosismo
L’episodio dell’espulsione si inserisce in un contesto di crescente nervosismo per il Lecce, reduce da una serie di risultati altalenanti. La partita contro il Como si è poi conclusa con una pesante sconfitta per 3-0. Lo stesso Di Francesco, nella conferenza stampa post-partita, aveva espresso tutta la sua frustrazione, lamentando una presunta mancanza di rispetto da parte della classe arbitrale e sottolineando come l’episodio del gol avesse cambiato l’inerzia della partita. Una tensione che, evidentemente, è sfociata in un comportamento che la giustizia sportiva ha ritenuto di dover sanzionare con fermezza.
